Minima Cardiniana 82

Domenica 28 giugno, XIII domenica del Tempo Ordinario

SE LA STORIA SI METTE A CORRERE

Cari Amici, scusate il ritardo con il quale immetto stavolta nel nostro solito modesto circolo le mie considerazioni settimanali: non è la prima volta né certamente sarà l’ultima. D’altronde, avrei pur le mie brave giustificazioni: rientro dal Brasile, solito giro per banche e uffici di quando si torna dopo un’assenza di una qualche durata, necessità di lavorare subito e intensamente…e zàcchete, il computer che ti pianta in asso. Come il frigorifero che si guasta a metà luglio o la caldaia verso i primi di gennaio. Sto adesso lavorando con un PC nuovo di zecca, lucente, elegantissimo, pieno di raffinate funzioni: e naturalmente non ci capisco un accidente. Frattanto, attorno a me succede il finimondo. Continua a leggere

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Arte gradita agli dèi immortali. La magia tra mondo antico e rinascimento

Arte graditaCon Marina Montesano.

Un viaggio condotto da due timonieri d’eccezione, che indagheranno su culti precristiani, medicina, stregoneria, astrologia, divinazione, necromanzia: le molte facce dell’arte magica attraverso i secoli e le repressioni, a volte violente, che ne sono scaturite, per giungere poi al Quattrocento, fonte di un “rinascimento” della magia ma anche dell’inizio della caccia alle streghe. Il pensiero magico è indissolubilmente legato alla storia dell’uomo? A questa domanda si cercherà di dare una risposta in questo libro.

L’ ipocrisia dell’Occidente. Il Califfo, il terrore e la storia

cardini_371x228“Ma davvero abbiamo la memoria tanto corta? Davvero abbiamo dimenticato che fin dagli anni Settanta sono stati gli statunitensi che in Afghanistan, in funzione antisovietica, si sono serviti dei guerrieri-missionari fondamentalisti provenienti dall’Arabia Saudita e dallo Yemen? Davvero ignoriamo che la malapianta del fondamentalismo l’abbiamo innaffiata e coltivata per anni noi occidentali? Sul serio non sappiamo nulla del fatto che ancor oggi il jihadismo – quello di al-Qaeda e quello, rivale e concorrente, dell’Islamic State (IS) del Califfo al-Baghdadi – è sostenuto, e neppure in modo troppo nascosto, da alcuni emirati della penisola arabica che pur sono tra i nostri più sicuri alleati nonché – e soprattutto – partner finanziari e commerciali?”. Franco Cardini, con gli strumenti di uno storico di razza, racconta le varie fasi dell’attacco musulmano all’Occidente con una personale chiave interpretativa. Dietro lo scontro di civiltà, usato strumentalmente da minoranze sparute, si nascondono interessi precisi. Al servizio di questo mito cooperano più o meno consapevolmente una diplomazia internazionale traballante e voltagabbana e un universo mediatico allarmista e ricercatore di consensi legittimanti.

La Sindone di Torino oltre il pregiudizio. La storia, la reliquia, l’enigma

La SindoneCon Marina Montesano.

La Sindone è stata oggetto di culto negli ultimi settecento anni o quasi. La sua storia precedente è, però, molto dubbia e controversa: le ipotesi di storici e scienziati circa la sua provenienza e l’autenticità si sono intrecciate negli ultimi decenni, non sempre in modo convincente. Per inquadrare il problema è necessario partire da lontano, ossia dal culto delle immagini e delle reliquie cristiche, centrale nell’età medievale a Bisanzio e in Occidente. Soltanto questo consentirà di riportare il dibattito sulla Sindone alla dimensione storica cui appartiene, oltre ogni pregiudizio, soprattutto quello che contrappone scienziati e credenti nel ritenere “autentica” o meno la reliquia. Fede e scienza non sono contrapposte: stanno, molto semplicemente, su piani differenti. La fede non ha bisogno di riprove scientifiche, la scienza ha a sua volta come scopo lo studio sistematico e razionale della natura. “Sindonisti e antisindonisti continuino pure a studiare, magari in spirito di concordia e di collaborazione, la reliquia di Torino – scrivono gli autori – nell’intento di provarne o di negarne quanto meno l’identità: ma non perdano di vista il nucleo essenziale del problema, cioè che i motivi della loro rispettiva attenzione rispetto a essa sono inconciliabili non in quanto opposti, bensì in quanto estranei. Continuare nella contesa è un dialogo tra sordi obiettivamente piuttosto patetico”.