Efemeridi & Spigolature 10

La Fiera dell’Impruneta

Il 18 ottobre, festa di San Luca, coincide all’Impruneta presso Firenze, sulla strada verso il Chianti, con la celebre festa che si svolge intorno al santuario della Madonna che, eretto su un antico luogo etrusco sacro al culto delle acque, ospita l’icona venerabile di una Madonna miracolosa che appunto al pennello di san Luca è attribuita. Al santuario convenivano per la festa di San Luca, scendendo dal Pratomagno per andar a svernare in Maremma, le mandrie che avevano passato l’estate sui verdi pascoli dell’Appennino. La “Fiera dell’Impruneta” era un appuntamento immancabile per i fiorentini e i toscani di una volta. E’ uno di quei luoghi e di quei momenti nei quali si capisce sul serio che cosa sono le radici identitarie, quelle vere, quelle che non gelano.

Sulle tasse

Il presidente Renzi ha affermato giorni fa che “abbassare le tasse non è di destra: è giusto”. Una frase incisiva, ma che andrebbe forse rimeditata. Continua a leggere

Minima Cardiniana 94

Domenica 18 ottobre 2015. San Luca Evangelista

SE LA RABBIA DIVENTA SPIRALE DELL’ODIO

Temo che ormai si possa solo temere il peggio, almeno nei prossimi giorni. Ma, questo è il punto, il peggio di che cosa, il peggio rispetto a che cosa?

Tutto il Vicino Oriente appare ormai in preda alla destabilizzazione: e non si fa purtroppo del complottismo o della “dietrologia” se accordiamo credito, sia pur con tutta la prudenza del caso, all’ipotesi che dietro al gravissimo attentato di Sichem/Nablus (Samaria) vi sia un’attenta regia: e che molte altre attente regie, parallele o concomitanti o avversarie rispetto ad essa, stiano lavorando. Diverse e magari opposte nei “segni” tattico-strategici che le animano, convergenti purtroppo nello scopo. Che è l’escalation d’uno scontro i coprotagonisti del quale sono molteplici: le forze palestinesi dell’Olp di Abu Mazen e di Hamas, tra loro contrapposte; il governo di Netanyahu e i servizi, che non sembrano reciprocamente concordi; il variopinto panorama degli jihadisti che soffiano sul fuoco; e magari, in disparte ma non troppo, perfino i principati sunniti della penisola arabica e l’Iran. Un gran bel puzzle, forse un cocktail esplosivo. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 93

Domenica 11 ottobre, XXVIII domenica del Tempo Ordinario

BOMBARDAMENTI IN IRAQ

Negli ultimi minuti giunge notizia che l’aviazione irachena avrebbe colpito il convoglio del leader dello Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi in Iraq, nella provincia occidentale di Anbar, vicino al confine con la Siria, e la sua sorte è sconosciuta; questo secondo i comunicati dell’esercito iracheno. Si può certo sperare che il leader dell’ISIS sia stato così eliminato, ma nella consapevolezza che questo non risolverà la crisi regionale e non porrà fine al conflitto, ch’è cosa complessa e non dipende sicuramente dalla volontà di un solo individuo. Continua a leggere

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Un uomo di nome Francesco

Un uomo di nome FrancescoJorge Mario Bergoglio è il primo papa che viene dal subcontinente americano. È anche il primo a infrangere la “regola” secondo cui un gesuita non può ascendere al soglio pontificio e a rompere la tradizione che ha visto i papi assumere sempre il nome di un predecessore, scegliendo invece quello di Francesco, il Povero di Assisi. Il paragone fra i due Franceschi quindi s’impone, anche alla luce della recente Laudato si’, “un raggio di sole nella nebbia postmoderna, una rosa sbocciata nel deserto dell’egoismo e dell’ipocrisia nel quale ci sembra ormai di esserci definitivamente sperduti quando leggiamo dei buoni cristiani che desertificano e inquinano il mondo per fame e sete di profitto”. Così scrive Franco Cardini a proposito dell’enciclica che si richiama al fraticello d’Assisi, ricordandoci però che se entrambi hanno scelto la carità e la povertà, il primo, vivendo in una società dura, crudele, ingiusta e tuttavia cristiana, proponeva la sua vita di adesione al Cristo povero e nudo come una delle possibili, mentre Francesco-Bergoglio, che vive in una società non più cristiana, propone la via della povertà e della carità come l’unica percorribile per chi intenda testimoniare la propria fede. In questo risiede il nucleo della sua lotta quotidiana contro la “cultura dell’indifferenza” e la “cultura dello scarto”, espressioni della modernità occidentale, in cui trionfano individualismo e logiche dell’economia.