Minima Cardiniana 100

Domenica 29 novembre. Prima Domenica d’Avvento

NUMM’O PIAC’ ‘O PRESEPIO

Ho sempre amato Eduardo e il suo teatro; adoro Napoli e la sua parlata. Ma non avrei mai pensato di dover assumere un giorno a mio motto, a mia divisa, una battuta di Natale in casa Cupiello che personalmente disapprovavo. Ebbene, invece ora sì, sono d’accordo: non in assoluto, ma finché questo tempo di matti non sia passato. E fino ad allora, lo proclamo con dolorosa fermezza: “Numm’o piac’ ‘o presepio”. E mi spiego meglio.

All’indomani del tragico 13 novembre parigino, assieme alle reazioni inconsulte del presidente-bombardiere Hollande in cerca di vendetta e ovviamente di quella popolarità che progressivamente è andata calando attorno a lui, nonché ai successivi tentativi di porre riparo alla sua ennesima sciocchezza che hanno condotto allo spettacolo del duplice schieramento degli “alleati-rivali” formalmente nemici dell’IS ma in pratica ben decisi a scavalcarsi e a silurarsi a vicenda – da una parte la NATO cui si era rivolta la Turchia con la benevola attenzione di Arabia Saudita e Israele, come si è visto al “vertice” fiorentino del 26 novembre; dall’altra Hollande che, dopo aver tentato di coinvolgere l’Unione Europea strappandole la legittimazione del suo raid solitario su Raqqa, si volgeva alla Russia e quindi alla sua alleanza siriano-curdo-irakeno-iraniana, facendo intravedere a Putin la possibilità di una maggior apertura a proposito del domani di Assad –, abbiamo assistito anche alle reazioni dell’opinione pubblica: dalla commovente elaborazione del lutto nazionale da parte dei francesi fino al dibattito ampio e articolato nei giorni successivi dal quale è tuttavia emersa una netta avanzata delle tesi indirizzate ad addossare le responsabilità dell’accaduto all’Islam nel suo complesso, nonostante le molte e importanti prese di posizione di organizzazioni musulmane che con decisione e senza ambiguità condannavano il terrorismo (“Not in my name”), fino a un’allarmante crescita dell’islamofobia più bécera e volgare, con punte di autentico delirio psicotico. La parata dell’imbecillità ha raggiunto livelli che il più pessimista degli osservatori avrebbe giudicato impossibili a conseguirsi. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 99

CHE COS’E’ QUESTA CRISI?

Domenica 22 Novembre, Cristo Re dell’Universo

Gli storici sono, in genere, cattivi profeti: specie quando temono di dir cose che potrebbero farli passare per altrettante Cassandre. D’altronde, quando andava di moda un certo determinismo comunque déguisé (magari travestito da mediocre storicismo) tentar qualche cauta profezia era più facile e comunque più ammissibile: per quanto, poi, si dovessero affrontare delusione e disincanto perché non se ne indovinava mai una.

Ma se ciò è vero per gli “storici” di professione, vale a dire per gli studiosi, va meglio nel campo della politica o dei media? Non sembra proprio. Andatevi a rileggere, a riascoltare o a rivedere quel che in quei due àmbiti si diceva in un recente o addirittura recentissimo passato, all’indomani del fatidico 11 settembre 2001 o alla vigilia dell’aggressione all’Afghanistan oppure di quella all’Iraq di pochi mesi più tardi. Oggi si torna a parlare dell’incubo di attacchi biochimici, e senza dubbio la minaccia non può essere né sottovalutata né tantomeno ignorata, la guardia va tenuta alta anzi altissima: eppure, vi ricordate la faccenda dell’antracite e la penosa figura di Powell (il quale fra quelli della Banda Bush era fra l’altro l’ultimo a meritarla) che agita sotto il naso dei rappresentanti delle Nazioni Unite una patetica bottiglietta simile a quelle di acetone che le signore usano per le unghie. Oggi, va di moda lodar cupamente le virtù profetica di Oriana Cassandra Fallaci: eppure dovrebb’essere chiaro proprio a tutti, compreso ai Maestri di Vigevano e alle Casalinghe di Voghera, che Oriana Cassandra – alla quale io non so non pensare se non con affetto, ammirazione e riconoscenza perché ha scritto Un uomo e Lettera a un bambino mai nato – a proposito dell’Islam ha sbagliato in pieno e, con le sue pagine così dure e violente, ha causato più mali della grandine. Se c’è una cosa che ormai è chiara, specie dopo la nascita dell’IS e l’orrore del 13 novembre a Parigi, è che quello che lei descriveva come il vero e unico Islam non è, viceversa, proprio Islam per nulla: e lo dicono i musulmani per primi. Se potevano finora sussistere equivoci residui, oggi l’empia, blasfema ferocia dei terroristi ha irreversibilmente provocato all’interno dello stesso Islam, anche negli ambienti fino a ieri in qualche modo sensibili alla sirena jihadista, una risposta fondata sul disincanto. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 98

Domenica 15 novembre, Avvento ambrosiano

DOPO PARIGI: CHE FARE?

E’ presto per qualsiasi tipo di deduzione. Il molteplice attacco parigino è stato un vero e proprio atto di guerra, per molti aspetti più grave ancora dell’attacco alle Twin Towers dell’11 settembre 2001. Tralasciamo ogni considerazione accessoria, che sarebbe ormai superflua, e atteniamoci ad alcuni fatti.

Primo: l’IS – prendendo come buona la sua rivedicazione di responsabilità – non è un vero stato riconosciuto come tale a livello internazionale, per quanto si stia dotando di molti strumenti istituzionali che vorrebbero abilitarlo a comportarsi come tale: è un’organizzazione criminale che sta comportandosi in modo terroristico all’interno di due stati internazionalmente riconosciuti e legittimi, la Siria e l’Iraq, per quanto le loro istituzioni siano a loro volta compromesse e il loro funzionamento problematico. Se la Francia o l’Unione Europea, ritenendosi attaccate direttamente e in modo così brutale, volessero reagire, non potrebbero certo dichiarargli guerra; né attaccare militarmente territori che appartengono a due stati diversi, salvo compiere prima tutta una serie di atti politici e diplomatici. In territorio irakeno agisce una coalizione militare che contrasta – poco e male – l’IS con il consenso del governo di Baghdad. In Siria, l’intervento militare russo si è svolto – con efficacia – su richiesta del governo di Damasco. I propositi belluini manifestati adesso da vari politici (“andar lì e attaccare”, o baggianate del genere) sono fuori della realtà. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 97

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015 – XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO, SAN GOFFREDO

IL CONFRONTO CON L’ISLAM

PER LE REGOLE DEL GIOCO, SCEGLIAMO BENE I PALETTI. UNA REPLICA A ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

Galli della LoggiaIl mio caro e vecchio amico Ernesto Galli della Loggia – “collega, e ciò nonostante amico”, come usiamo dire all’Università –, ha pubblicato il 7 ottobre scorso su “Il Corriere della Sera” Religioni e paletti. Il difficile rapporto con l’Islam: una lunga messa a punto di quella che potremmo ormai definire la “questione islamica”.

Fra Galli della Loggia e me esiste una grossa distanza – a suo totale favore – in termini di qualità scientifica, di valore accademico, di autorevolezza e di notorietà; distanti siamo anche sia per rispettive origini d’impegno intellettuale e lato sensu politico, sia per differenti e talora divergenti valutazioni a proposito del cristianesimo e della Chiesa cattolica, temi che peraltro c’interessano e ci appassionano entrambi. Aggiungo per onestà intellettuale – e mi fa piacere rivolgergli qui un pubblico riconoscimento – che, oltre al rispetto e all’affetto, nutro per lui una profonda gratitudine per l’atteggiamento ch’egli ebbe ad assumere oltre quarant’anni or sono nei confronti di un mio libro dedicato alle radici della cavalleria medievale che aveva dato adito a una rumorosa polemica per motivi anche, anzi soprattutto, extrascientifici. Galli della Loggia intervenne con un piglio tanto deciso quanto scomodo, ponendosi in contrasto con personaggi di rilievo intellettuale e politico: per far ciò occorrevano onestà e coraggio, qualità in teoria doverose ma in pratica non sempre comuni fra gli studiosi. Non cesserò mai di essergli riconoscente quanto fece, e che lo onora.  Continua a leggere

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