Minima Cardiniana 114

Domenica 20 marzo 2016 – Domenica delle Palme

Carissimi, una mia serie di recenti libretti (Terrore e Idiozia con Marina Montesano, per Mondadori, L’Islam è una minaccia. Falso!, per Laterza e Il califfato e l’Occidente, per UTET) ha ottenuto il risulto che sono subissato di messaggi inviati per moltissimi canali (di cui alcuni, per obiettiva ignoranza informatico-telematica, mi sono rimasti ignoti). Ho ricevuto qualche messaggio incoraggiante e una marea d’insulti e di minacce: né agli uni né all’altra posso rispondere, per evidenti motivi. Poi ho ricevuto molte richieste di chiarimenti, ma non posso rispondere personalmente a tutti. Approfitto pertanto delle vacanze pasquali per sospendere l’abituale cronaca di quel che succede settimana per settimana e cercar di ricapitolare in questa e in altre due “puntate” i principali argomenti oggetto di dubbio e di discussione.

L’ISLAM NEL XXI SECOLO

Vanno anzitutto richiamati, nell’interesse della chiarezza di queste brevi note, alcuni dati fondamentali. La comunità dei fedeli musulmani, l’umma, si è andata dividendo dal VII secolo in poi in tre fondamentali confessioni, a loro volta distinte in scuole e in sette. La maggioranza dei musulmani, pari a circa l’85% dei credenti, si dichiara “sunnita”: si riconosce cioè nella sunna, la “tradizione”, i cui strumenti canonici sono il Corano – il “Santo Libro” contenente la Parola di Dio: increato e coesistente con Lui – e le migliaia di hadith, cioè di “racconti” relativi ai dicta e ai facta del profeta Muhammad, raccolti da numerosi testimoni. Gli “sciiti” traggono invece la loro origine dalla shi’a, il “partito” di ‘Ali, genero e cugino di Muhammad – considerato imam infallibile e capostipite di una serie di imam a loro volta infallibili mediatori tra Dio e gli uomini –; essi riconoscono il Corano ma rifiutano l’autorità degli hadith e attendono la rivelazione dell’ultimo imam, quello nascosto (il mahdi), alla fine dei tempi. Dalla shi’a si separò all’indomani della battaglia di Siffin del 657 la fazione puritana dei kharig, i “separatisti armati”: secondo i “kharigiti” il ruolo di khalifa, “califfo”, capo spirituale della comunità dei credenti e vicario del profeta, va egalitariamente attribuita al migliore fra i credenti, qualunque sia la sua razza e il suo rango. Continua a leggere

Pubblicato in MC