Minima Cardiniana 145

Domenica 23 ottobre, San Giovanni da Capestrano

Dedico la puntata odierna dei MC a mia figlia Giovanna, che oggi compie 49 anni, e al sacerdote che mi ha impartito il sacramento della confessione stamattina alle 9 nella splendida basilica parmense della Madonna della Steccata, dove la duchessa Maria Luisa Bonaparte-Asburgo ha voluto ricordare il conte di Neipperg con un bel cenotafio neoclassico e dove ha la sua sede l’Ordine Apostolico Costantiniano; e lo ringrazio per avermi ricordato la frase di Lutero, che qui sotto traduco liberamente.

PROMEMORIA

“La salvezza di ciascuno di noi dipende più dalla Grazia divina che non dal nostro merito e dalla nostra conquista” (Martin Lutero).

    Il Vangelo di oggi richiama la parabola del fariseo e del pubblicano. Molti dei nuovi farisei che hanno attaccato papa Francesco per le sue “aperture” nei confronti dei luterani sono lungi dal possedere le virtù effettive del fariseo ricordato da Gesù, che digiunava due volte alla settimana e pagava tutte le decime sui suoi raccolti. Conosco parecchi farisei odierni, tutti – per dirla come certuni la direbbero in Brasile – “Famiglia, Tradizione e (soprattutto) Proprietà”, i quali si guardano bene dal digiunare e, quanto al pagar le decime, evadono allegramente il fisco. D’altronde, a fondare la Modernità più che Lutero è stato Calvino, con la sua tesi secondo la quale la ricchezza e il successo terreni sarebbero prova irrefutabile della Grazia divina. Per fortuna lo Spirito soffia dove vuole: e, se Soros o Trump sono calvinisticamente (al di là delle loro rispettive appartenenze religiose) convinti di aver dalla loro la Grazia di Dio, noialtri cattolicuzzi che ci sentiamo piuttosto vicini, purtroppo, al fariseo della parabola, non ce la sentiamo di condividere le loro beate certezze.

SE TI DIMENTICO, GERUSALEMME… 

“Il povero grida e il Signore lo ascolta” (Salmo 33).

A Mosul, si è vista di nuovo in faccia la tragedia: un’altra ecatombe d’innocenti, tra i quali numerosi bambini (quelli che si ricordano con accenti di condanna e di orrore solo quando vengono ammazzati dalla parte avversa), e un’ecatombe ecologica. E a combattere le forze del Daesh, oltre ai soliti poveri irakeni delle forze regolari e ai soliti curdi, si è affacciato anche qualche occidentale: che i tempi comincino ad essere maturi per sbarazzarsi del califfo al-Baghdadi, che imperversa da più di due anni perché fa comodo a molti sicuri alleati vicino-orientali del beato Occidente, i quali difatti finora lo hanno sostenuto e finanziato? Che Lorsignori da Washington a Londra a Parigi a Riad alle lobbies petrolifere si siano finalmente accordati su come ridisegnare la mappa del Vicino Oriente sostituendo altri confini a quelli a suo tempo disegnati dal signor Churchill e dalla signora Bell e legittimati dall’infausta Conferenza di Parigi? E chi ci assicura che i nuovi confini saranno migliori dei precedenti, o quantomeno non saranno peggiori? E, su questi nuovi confini, c’è una assenso almeno parziale di Mosca? Continua a leggere

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