Minima Cardiniana 179

Domenica 25 giugno 2017 – San Guglielmo

UNA RIFLESSIONE

…E ORA, ASPETTIAMOCI LA CORSA ALL’EMULAZIONE…

E’ un’antica e ben nota legge: salvo imprevisti che pur possono esserci, si raccoglie sempre quel che si è seminato. Ed è anche vero che “chi semina vento”, raccoglie tempesta”.

Ma bisogna pur vedere chi ha seminato vento: e se chi raccoglie tempesta abbia o no ottenuto quel che voleva. I centri jihadisti vicino-orientali? I loro gregari o emuli in Occidente, “jihadisti immaginari” e spesso maniaci isolati? I molti politici e opinion makers che ormai hanno trovato conveniente, anzi redditizia, l’islamofobia esercitata come professione o come surrogato al vuoto d’idee? I business men che fabbricano e vendono armi e che sanno bene come il movente e la materia prima del loro grasso commercio sia l’odio? I signori delle lobbies multinazionali, per i quali il “pericolo islamico” è un eccellente Mostro da Sbattere in Prima Pagina per nascondere i risultati distruttivi della loro sistematica, quotidiana rapina delle ricchezze del continente africano, causa fondamentale dell’impoverimento di quelle terre e dell’esodo dei loro abitanti ad alimentare, da noi, il mercato del lavoro sottocosto e dell’odio che impedisce al proletariato e al sottoproletariato occidentale di scorgere con chiarezza chi siano i suoi autentici nemici?

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Minima Cardiniana 178

Domenica 18 giugno. Corpus Domini

APPUNTAMENTO A BOLOGNA

Sarà davvero un grande evento, il convegno dal titolo Ex nihilo Zero Conference che si terrà a Bologna fra 18 e 22 giugno. Un evento che merita una meditazione seria.

Nel 1961 un sociologo intelligente e marxista a modo suo, Sabino Acquaviva, pubblicava (ovviamente per i tipi di Comunità) un libro dal titolo L’eclissi del Sacro nella società industriale. Dio non è ancora proprio morto, argomentava Acquaviva, ma quasi: dal momento che il fantasma divino era figlio dell’ignoranza, dell’arretratezza, della paura, della superstizione, della miseria, del dolore, a eliminarlo dal nostro futuro dalle “magnifiche sorti e progressive” sarebbero state la sempre maggior libertà e con essa la scienza, la tecnica, il progresso socioeconomico, la vittoria contro le malattie, la sempre più sicura ricerca della felicità. Il che, ad Acquaviva marxista sì ma anche eretico, sorrideva solo fino a un certo punto. Liberarsi di Dio – e quindi dei limiti che la sua stessa idea opponeva alla “volontà di potenza” umana -, sarebbe stato per la nostra civiltà come per l’individuo liberarsi repentinamente da tutti i complessi: qualcosa di non privo di rischi e di forti, inattese problematiche. E Sabino Acquaviva commentava voltairianamente che insomma, ebbene sì, Dio anche se non ci fosse sarebbe bene inventarlo. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 177

Domenica 11 giugno – Santissima Trinità

UN CINQUANTENARIO E UN (IMPOSSIBILE?) NODO DA SCIOGLIERE 

Esattamente cinquant’anni fa i soldati israeliani guidati dal ministro della difesa, generale Moshe Dayan, completavano la conquista di Gerusalemme orientale (compresa la storica “città vecchia”) e giungevano pieni di gioia e di commozione al Muro Occidentale, la venerata reliquia del Tempio di Salomone che i non-ebrei chiamano impropriamente “Muro del Pianto”. Si concludeva così la terza guerra arabo-israeliana, la “Guerra dei Sei Giorni” (la definì così il generale Rabin, ispirandosi al Genesi), strepitosamente iniziata il 5 con la completa distruzione da parte degli israeliani dell’aeronautica egiziana prima ancora che uno dei suoi aerei potessero decollare. L’esercito d’Israele batté irremissibilmente quelli della Repubblica Araba Unita (in realtà solo l’Egitto, che continuava a denominarsi così: la RAU, scaturita da un’intesa tra Egitto e Siria nel 1958, era naufragata nel 1961), della Siria e della Giordania, mentre gli altri paesi arabi, in teoria belligeranti, si mantenevano in disparte. In sei giorni gli israeliani occuparono tutta l’area della Giordania a occidente del fiume da cui essa prende il nome (quindi al Cisgiordania) il Sinai tolto all’Egitto, le alture del Golan (di grande importanza per l’approvvigionamento idrico e la posizione strategica) strappate alla Siria. Si trattò di una grande vittoria ottenuta contro forze soverchianti: il mondo arabo ne uscì moralmente distrutto. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 176

DOMENICA 4 GIUGNO 2017 – Solennità di Pentecoste

QUALCOSA DI NUOVO DAL FRONTE OCCIDENTALE

QUOD DEMONSTRANDUM ERAT

La mi’ nonna usava dire che “la ragione l’è de’ bischeri”: un vecchio detto fiorentino, crudele come solo i fiorentini sanno essere, e profondamente vero. In effetti, non c’è frase più odiosamente colma d’incapacità e d’impotenza di quella che invece piace tanto a troppi: “L’avevo detto, io!”. Chi riesce meglio degli altri a capire come una cosa andrà a finire ma non s’impone o non s’impegna a far valere il proprio punto di vista nell’interesse di tutti, è un incapace o un cinico: in entrambi i casi, fa bene a tacere.

Debbo dire che negli ultimi mesi ho avuto la sgradevole sensazione di trovarmi spesso proprio in queste condizioni, e mi sono morso le labbra per non pronunziare la fatidica frase idiota. Continua a leggere

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