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IL CASO CHARLIE GARD E L’ACCANIMENTO MEDIATICO, di Marina Montesano

Mi è difficile esprimere un parere sulla vicenda medica di Charlie Gard, il bambino inglese di dieci mesi al centro di un contenzioso fra medici e genitori, con ricorso alla magistratura. Ho trascorso gli ultimi trent’anni a occuparmi di storia, prima come studente universitario poi come docente, e ancora nel mio settore di ricerca sono più le cose che non conosco che quelle che padroneggio; e lo reputo normale. Quindi figuriamoci cosa posso sapere di una malattia degenerativa rarissima, una patologia dei mitocondri delle cellule. Fino a questa vicenda, neppure sapevo che esistesse, della qual cosa posso solo ritenermi fortunata: ora so che è una malattia tremenda e incurabile, che ha ridotto un bambino di diciotto mesi in un letto d’ospedale, sordo, cieco e intubato. Ho provato a leggere i pareri degli esperti in materia, visto che io non lo sono. Sono stata molto colpita dall’analisi lucida e allo stesso tempo emotivamente coinvolgente espressa da una dottoressa del San Raffaele di Milano, Alessandra Rigoli: http://www.tpi.it/opinioni/dottoressa-cattolica-commento-charlie-gard/ Continua a leggere

Minima Cardiniana 180

Domenica 2 luglio – S. Ottone

EFFEMERIDI DEL CAOS

FACCIO QUELLO CHE POSSO

Sono accadute molte cose, questa settimana. E voi, cari Amici, siete troppo esigenti. Come si diceva una volta, “Io non sono mica Nembo Kid”. Sono un professore in pensione che fa parecchio volontariato (nel senso che quasi nessuna delle mie attività è retribuita o sostenuta da alcun ente pubblico o privato). Tenete presente che non posso rispondere a tutti i messaggi che mi inviate in e-mail (ormai siamo sui 300 al giorno) perché sto scrivendo un paio di libri contemporaneamente e sono in ritardo, ho una decina di saggi in sospeso, debbo far articoli quasi tutti i giorni, faccio conferenze quasi giornaliere e debbo frattanto leggere tesi di laurea, manoscritti che mi vengono inviati per chiedere Prefazione oppure anche solo consigli ecc. Ho quasi del tutto abolito le pause-pranzo e ridotto a tre-quattro ore il riposo notturno. Davvero, non posso fare di più.

Data questa pesante “condizione operaia”, non ho tempo né per il face-book, né per il twitter, né per gli SMS né per altre diavolerie del genere: anzi, a dirVi la verità non capisco nemmeno dove lo troviate Voi, tutto questo tempo. Siete tutti disoccupati? Siete tutti pensionati? Soffrite tutti d’insonnia? Vivete di rendita? Continua a leggere

Pubblicato in MC