Minima Cardiniana 183/2

Domenica 8 ottobre 2017 – Santa Pelagia

EFEMERIDI DEL CAOS

IL PAPA ERETICO E L’ITALIA, POPOLO DI SANTI, DI EROI, DI NAVIGATORI, DI TRASVOLATORI E DI TEOLOGI DELLA DOMENICA

Ho seguito prima con divertimento (cioè senza prenderla sul serio), poi con scetticismo un po’ annoiato , infine con corrente irritazione la vicenda delle accuse di eresia mosse a papa Francesco. A volte penso che un buon reparto di quell’esercito pontificio che le suonò dure agli italiani a Castelfidardo, o meglio ancora un ucronico rientro in servizio del bravo, benemerito Mastro Titta, sarebbero le risposte migliori da fornire a certa gente. Non disponendo purtroppo di alcuno di questi due nobili strumenti, mi sono affidato all’amico Antonio Musarra, che per anni ha insegnato religione nelle scuole secondarie e ha i titoli scientifici per rispondere. Egli ha per replicare titoli scientifici migliori dei miei.

«Sporcarsi con il fango della strada». Una nota sulle supposte “proposizioni ereticali” di papa Francesco

 Antonio Musarra

«Correzione filiale». Questo il titolo del documento inviato al papa qualche mese fa, divulgato solo di recente, incentrato su alcune presunte proposizioni – malamente virgolettate, giacché non si tratta affatto di citazioni – «ritenute false ed eretiche». Un documento che ha dato adito a molte recriminazioni ma, ancora, a nessuna critica nel merito[1]. Cominciamo col mettere i puntini sulle proverbiali “i”. In attesa che si apra ciò che da tradizione debba aprirsi: una disputa teologica un po’ vecchio stile. Senza – sia chiaro – alcuna pretesa di completezza né “arroganza teologica” di sorta. Considerate, dunque, queste pagine – rigorosamente in fieri – alla stregua di pensieri di una persona comune interessata alla faccenda.

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Minima Cardiniana 183/1

Domenica 8 ottobre – Santa Pelagia

EFFEMERIDI DEL CAOS

L’IMBROGLIO CATALANO

Proviamo a capirci qualcosa: in fondo, non è difficile. Che cos’è la Catalogna? Che cosa vogliono (alcuni) catalani? Come reagisce il governo spagnolo, del quale la Catalogna è la regione più prospera e per molti versi più avanzata? Qual è l’apparente posta in gioco, quale quella reale? Come s’inquadra “l’affare catalano” nel contesto europeo, mediterraneo e internazionale?

La Catalogna è la regione del nord-ovest della penisola iberica, grosso modo estesa dalla repubblica pirenaica di Andorra al mare fino alla provincia di Valencia e alle Baleari: i blocchi storico-linguistici della regione sono il catalano-barcellonese, il catalano-valenciano e il catalano-balearico. La Catalogna, nel corso dei secoli VIII-IX “liberata” dall’occupazione arabo-berbera (i moros), eretta in contea di Barcellona, vassalla dell’impero carolingio, è stata annessa nei secoli XII-XIII al regno d’Aragona, per lingua e cultura affine alla vicina Castiglia. Il castigliano e il catalano, entrambe lingue neolatine, sono simili tra loro ma rispettivamente animate da forti specificità come i rispettivi popoli sono animati da una certa rivalità. I catalani si sentono in effetti (e lo sono veramente) affini alle popolazioni del versante pirenaico e delle coste meridionali della Francia, la cosiddetta Provenza-Linguadoca. Continua a leggere

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