Minima Cardiniana 186

Domenica 29 ottobre 2017 – Santa Ermelinda

CENTO ANNI FA: COSI’ VICINO, COSI’ LONTANO…

LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE

Il problema

Il 10 ottobre del 1917, secondo il calendario giuliano mantenuto dalla Chiesa ortodossa, i vertici del partito operaio socialdemocratico russo – dominato dall’ala massimalista e rivoluzionaria detta “bolscevica” – dichiararono che una sollevazione armata contro il governo guidato da Aleksandr Kerenskij e composto da socialdemocratici moderati (“menscevichi”) e da socialrivoluzionari era ormai inevitabile. La scissione tra bolscevichi e menscevichi all’interno del partito operaio socialdemocratico, verificatasi nel 1903, era ormai divenuta irreversibile e insanabile. Due settimane dopo l’annunzio della sollevazione, cioè il 25 ottobre, il leader bolscevico Vladimir Ilich Ulianov (che usava lo pseudonimo di Nicolaj Lenin) annunziava che i bolscevichi avevano preso il potere e che iniziava, dunque, il governo dei soviet, i consigli di operai e di contadini. Cominciava così la seconda rivoluzione russa di quell’anno, detta “d’Ottobre” perché iniziata appunto in tale mese (ma che si verificò in quello di novembre secondo il nostro calendario gregoriano, in anticipo sul giuliano di 13 giorni, che sarebbe stato adottato anche dalla Russia il 14 febbraio successivo).

Che cos’era accaduto? Come si era potuto arrivarci? E quale fu, qual è il senso di quel rivolgimento profondo? E fu davvero un cambiamento totale? E quanto durò? E in quale misura interessò la sola Russia, in quale anche il resto del mondo? E che cosa ne resta oggi? Queste sono solo sette domande, le principali forse, tra le molte che sarebbero necessarie per comprendere a fondo un evento del quale si torna oggi a parlare forse non solo in coincidenza con il suo centenario. Continua a leggere

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