Minima Cardiniana 188/2

Domenica 19 ottobre 2017 – Avvento ambrosiano

DOVE VA LA SCUOLA ITALIANA?

Ecco un altro argomento che potrebbe interessare da vicino la “Lista del Popolo” di recente annunziata come iniziativa da Giulietto Chiesa, Marcello Ingroia e altri: un progetto al quale sono interessato e che ho contribuito a far nascere.
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Minima Cardiniana 188/1

Domenica 19 Novembre – Avvento Ambrosiano

AVVERTENZA

Prego i corrispondenti abituali e casuali di perdonarmi e pazientare ancora un poco: una nuova panne al computer m’impedirà di rispondere ai Vostri messaggi fino a domenica 26.11. p.v.

EFFEMERIDI DEL CAOS

ASPETTANDO UN PARTITO NUOVO (CHE MAGARI NON NASCERA’ MAI) AL POSTO DEI TROPPI CHE GIA’ CI SONO                           

Siamo già entrati, a quanto sembra, in pieno clima elettorale. Certo, siamo in Italia: primum feriare, deinde filosofari (feriare, da feria, giorno dedicato alla solennità religiosa e quindi, paradossalmente, giorno di riposo e di mercato al tempo stesso: non per niente oggi nei dì di festa le brave famigliuole italiane si recano in allegra schiera alla chiesa parrocchiale postmoderna, il più vicino centro commerciale, per la messa postmoderna, lo shopping). Da ora a metà gennaio ci saranno gli acquisti natalizi – bene o male, questo benedetto Gesù torna sempre fra i piedi –, i regali, le magnate, le Settimane Bianche. Ma il fuoco delle liste elettorali coverà sotto la cenere; e sono già tanti a scaldarsi i muscoli per l’ambìto scranno parlamentare. Chi è meglio raccomandato presso le segreterie dei vari partiti si affretti: ormai i futuri occupanti dei seggi senatoriali e deputateschi, ai sensi del pasticcio normativo di turno (qualunque puttanellum che sia: i nomi cambiano…), li scelgono le segreterie, più o meno come ai deprecati tempi del Senato di nomina regia e della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 187/2

Domenica 12 novembre 2017 – San Giosafat

DOVE VA LA SCUOLA ITALIANA

Ci sono molti problemi che, dal momento che ormai siamo in clima elettorale, dovrebbero esser messi a fuoco da chi si appersta a scegliere come indirizzare il suo voto. Cominciamo con alcune riflessioni sulla scuola italiana, che debbo all’amico e colLega professor Gianni Vacchelli, valente dantista ma anche  attento osservatore dei problemi  di oggi.

http://interessenazionale.net/rubrica/registro-di-classe

Tempi difficili” per istruzione e scuola pubblica

La scuola pubblica vive un periodo complesso e altamente problematico. Anzi, parafrasando il grande Charles Dickens, che nel suo romanzo Hard Times (1854) fece una violenta e attualissima critica dell’utilitarismo in educazione, siamo veramente in “tempi difficili”. Eppure tutto sembra avvenire in un quasi assordante silenzio, e con ben poche, isolate, contestazioni. La riforma della Buona Scuola – di cui il 7 aprile sono stati approvati otto decreti legislativi – è la punta e l’apice di un processo pluridecennale (almeno a partire dalla Riforma Berlinguer), che rischia di svuotare sempre più di senso la pratica educativa e che mette in pericolo i fondamenti stessi della scuola pubblica. Certo la scuola pubblica va ripensata e riformata, ma non destrutturata e sottoposta ad un processo aziendalizzante, di cui va smascherata la natura ideologica, di marca economicistica ed efficientista. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 187/1

Domenica 12 novembre 2017 – San Giosafat

EXCUSATIO NON PETITA…

(…e auto) accusatio manifesta. Cari Amici e Corrispondenti, il Minimum Cardinianum di questa settimana esce, come altre volte è già accaduto e temo ancora di nuovo accadrà, con un forte ritardo. Per la verità, un incidente tecnico (il computer mi è entrato in panne da qualche giorno e ancora adesso ci sto lavorando grazie a una riparazione di fortuna: il che mi causerà molti ritardi a vari livelli del mio lavoro ancora per un paio di settimane, in attesa dei necessari pezzi di ricambio) mi ha nella fattispecie impedito di esser puntuale. Al di là di ciò, tuttavia, Vi segnalo che (come molti di Voi già sanno) il carico di lavoro che negli ultimi mesi ho dovuto affrontare è stato in effetti eccessivo anche per chi, come me, si considera in generale un buon lavoratore attento alla puntualità e all’esaustività. In particolare, sarò grato a quanti eviteranno nelle settimane future le telefonate, i messaggi e-mail e le richieste di manoscritti da esaminare o da inoltrare a editori. Le scadenze editoriali e giornalistiche per me giornaliere sono già ampiamente sufficienti a coprire ore e ore di un carico di lavoro che stento a sostenere. Chiedo quindi ai miei abituali oppure occasionali corrispondenti epistolari, cartacei e informatici, un po’ di pazienza e di comprensione. Ritardi e silenzi non dipendono da cattiva volontà. Grazie.

QUER PASTICCIACCIO BBRUTTO DE VIA MERULANA…

…no, Gadda non c’entra: anche se lo scenario urbano della Roma esquilina, tra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, è appunto quello. Sta capitando una cosa grave. Chissà perché, il “competente Ministero” (pare si dica così: non mi assumo responsabilità sull’aggettivazione relativa e il suo intrinseco valore) ha deciso di spostare il “Museo Tucci” (tutti lo conoscono così) dalla sua bella attuale sede, a due passi da Stazione Termini, a una nuova destinazione all’interno del quartiere EUR (dove invece sarebbe egli riaprire i molti musei che là sono insediati, e che da tempo sono chiusi oppure oggetto d’incurie: è così che la signora Boldrini e l’onorevole Fiano intendono portar avanti la loro crociata contro le memorie del fascismo, alcune delle quali sono monumenti insigni e pregevoli opere d’arte?). A proposito del Museo Tucci (ebbene sì. Onorevole Boldrini: un firmatario del “Manifesto della Razza” del ’38: che facciamo, lo degradiamo per questo sul campo nonostante i suoi grandi meriti scientifici?), le proteste si sono fatte sentire: ma i media le hanno praticamente ignorate e i politici hanno prudentemente volto lo sguardo altrove. Contro i cultori delle varie postverità-controverità e di quelle che il goldoniano Lelio definiva “spiritose invenzioni”, contro le bizze di ministri-primedonne e gli attacchi di bile di funzionari altezzosamente democratici che ritengono un personale oltraggio qualunque critica o anche qualunque semplice richiesta di chiarimento (“…il direttore sono mè…”), una studiosa seria e da sempre coraggiosamente “fuori dal coro” come Vittoria Alliata si è fatta sentire. A lei la parola, per spiegare che cos’è successo.   Continua a leggere

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