Appello

APPELLO URGENTE (E SEVERA DIFFIDA)

                  Cari Amici, Parenti, Colleghi, Conoscenti, Corrispondenti abituali, Corrispondenti occasionali, Estimatori (incredibile ma vero: ce n’è qualcuno), Critici severi, Avversari, Detrattori abituali, Detrattori saltuari, Calunniatori eccetera,

                  Non ho mai fatto parte della banda di Facebook, e a quanto pare una volta tanto ho avuto ragione. Ma non ho potuto sottrarmi al peso quotidiano del web: centinaia di messaggi e-mail al giorno, al quale ho sempre fatto il possibile per rispondere. A ciò si aggiunge la pessima e ignoro quanto legale e legittima abitudine, ormai, di uffici ed enti pubblici e privati di spedire tramite web corrispondenza che dovrebbe arrivare per via cartacea, costringendomi a scaricare, a stampare, a rispondere. Arrivano così anche i documenti fiscali: che, se vengono perduti (ed è facilissimo che ciò avvenga, data la labilità delle comunicazioni informatiche), comportano il rischio di severe ammende. Solo nell’ultimo anno, ciò mi ha causato un danno di oltre 10.000 euri di multe varie, che si aggiungono al peso delle imposte da me regolarmente pagate. Continua a leggere

Minima Cardiniana 205/2

Domenica 18 marzo 2018 – V domenica di Quaresima

MOLTO RUMORE PER QUALCOSA

Verrebbe voglia di parafrasare il vecchio William Shakespeare:  Much Ado about nothing, “Molto rumore per nulla”. E invece nossignori: non è così. Stavolta il rumore è per qualcosa.

Permettetemi un’oziosa premessa da professore di storia, che non vuol dir nulla e non dev’essere accolta come jettatoria (però, se avete un cornetto di corallo da qualche parte, dateci una passata: non si sa mai…). Sapete qualcosa della “guerra di San Saba”? E della “guerra di Crimea”? E magari del Great Game?

Se non avete mai sentito nominar nulla di tutto ciò, non è grave. Si tratta di due episodi bellici e di una lunghissima tenzone durata quasi un secolo. Nel 1257-1258, veneziani e pisani da una parte e genovesi dall’altra se le dettero di santa ragione nel porto di Acri (oggi Akko in Israele): la rissa coloniale si trasformò in una guerra combattuta nel Tirreno e nell’Adriatico. Nel 1854, un banale incidente in Terrasanta (una stella d’argento trafugata in una basilica dove convivevano – malamente – cattolici e ortodossi) causò una guerra durata due anni che coinvolse francesi, inglesi e turchi tutti schierati contro la Russia zarista; vi s’intrufolò per volontà del conte di Cavour anche il Piemonte, che non c’entrava nulla ma che intendeva lucrare un bonus diplomatico presso le potenze occidentali. Fu la guerra di Crimea, quella della carica di Bataclava; ne fu testimone d’eccezione il conte Tolstoj, in uniforme zarista. Quanto al Great Game, fu la contesa per l’egemonia in Asia giocata tra le truppe russe, che scendevano dalla Siberia, e quelle inglesi, che salivano dall’India lungo i passi afghani. Ce l’hanno raccontata Kipling e Verne. E fu una guerra principalmente di spie (guarda guarda…) che per poco non si trasformò in un enorme conflitto eurasiatico. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 205/1

Domenica 18 marzo 2018 – V domenica di Quaresima

EFFEMERIDI DELLA CRISI

ZAR VLADIMIR

All right, Mister Trump! Chapeau, Monsieur Macron! Ausgezeichnet, Frau Merkel! La vostra tempestiva e coraggiosa discesa in campo al fianco della premier britannica contro il nuovo tiranno del Cremlino ha sortito il massimo successo. E difatti lui, Zar Vladimir, vi ha cavallerescamente presentato le armi ringraziandovi all’indomani del voto in Russia. Siete stati i suoi più efficaci agenti elettorali. Prolungando l’assurdo e insensato embargo antirusso, non farete altro che rafforzare la sua popolarità. Evidentemente, la reazione degli italiani alle “inique sanzioni” del ’35-’36 non vi ha insegnato nulla. Mala cosa, non saper un po’ di storia… Continua a leggere

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Minima Cardiniana 204

Domenica 11 marzo 2018 – Quarta domenica di Quaresima

MEMORANDUM

UNA DOMENICA DI QUARESIMA

Perdonate sia il ritardo con il quale escono queste righe, sia la loro stringatezza, sia il tono che – me ne rendo conto – non è dei più allegri. D’altronde, siamo in quaresima.

Quasi di continuo in viaggio, ricevo spesso in ritardo certe notizie. Di questa, scrivo in poche parole: ma, per scrivere, oltre al tempo bisogna avere anche la voglia. In questo momento, mi mancano entrambi.

Solo ieri ho saputo della scomparsa della mia stimatissima e valorosissima collega, ma soprattutto cara e più che fraterna amica Rosa Dentici Buccellato. Palermitana, un casco di capelli neri e due occhi di stella, il suo fascino era superato solo dalla sua vivacissima intelligenza e dalla sua trascinante simpatìa. Era nata nel 1954: se n’è andata a un’età nella quale ormai molti cominciano, finalmente sistemate le cose familiari e professionali, a vivere sul serio e magari a divertirsi. Non mi hanno detto, non voglio conoscere, i particolari della ragione della sua scomparsa. Se n’è andata e basta, e io non ci credo, e la mia adorata Palermo da oggi non è più la stessa. Se n’erano già andati Antonino Buttitta e Alessandro Musco: ma Rosetta è troppo. Chianci Sicilia, e tu chianci, Palemmu. Mi mancheranno i suoi racconti di baroni, di tonnare, di pupi, di feste di Santa Rosalia, di gelati alla cannella. Non vedremo più insieme la processione del Venerdì Santo a Trapani, non ci saranno più messe domenicali a Monreale, né pane e panelle alla Forneria San Francesco, né serate al Massimo. E’ finito un mondo. Continua a leggere

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