Minima Cardiniana 210

Domenica 15 aprile – Sant’Annibale

A PROPOSITO DI PUNTALITA’

Carissimi tutti,

amerei sinceramente pubblicare queste note ogni domenica sera, al massimo il lunedì di buon mattino. Ciò non è sempre possibile. Nella fattispecie, ho voluto aspettare tutta la mattinata di lunedì 16.1., dovendo parlare delle questioni della formazione del prossimo governo e della faccenda siriana, in attesa di qualche ulteriore notizia. Dal momento che fino a questo momento niente di nuovo sembra affacciarsi all’orizzonte (e ringrazio l’amico Alessandro Bedini per avermi aiutato a raccogliere le notizie a tutt’ora più aggiornate), mi decido: la regola che mi sono posto è di non tollerare per questa rubrica un ritardo che vada oltre la mezza giornata. Scusatemi e buona lettura – FC

 

EFFEMERIDI DELLA SOPRAFFAZIONE

DOVEROSO OMAGGIO A UN POLITICO “AVVERSARIO”

Anzitutto, lasciatemelo dire. E non lo dico volentieri. Ma l’onestà intellettuale va avanti a tutto.

Un sincero “Bravo!” a Matteo Salvini. Il personaggio, in fondo, mi è sempre stato umanamente simpatico: lo consideravo un bravo ragazzo che si era trovato leader per caso e senza preparazione a capo di un partito e che – secondo gli insegnamenti già impartiti alcuni lustri fa dal fondatore di esso – aveva deciso che “far politica è sempre meglio che lavorare”. Tuttavia molte cose che diceva (e che magari continua a dire: per quanto mi sembra che anche a quel proposito abbia, se non cambiato musica, quanto meno smorzato i toni), ad esempio sui migranti e sul papa – “Che se li porti lui in Vaticano!…” –,  non mi piacevano e continuano a non piacermi. Per quanto io sia e continui ad essere un “cane sciolto” (mi piacerebbe tanto allinearmi: ma il mio partito cattolico, socialista ed europeista purtroppo non esiste), consideravo Matteo Salvini come un “avversario”: senza rancore e senza nulla di personale.

Ma ora che egli si sente (e potrebb’essere in effetti) a un passo dalla premiership, a parte la prova di responsabile correttezza che ha fornito mettendosi per così dire “al servizio degli eventi” e rinunziando al ruolo che potrebbe spettargli quanto meno all’interno della coalizione di centrodestra pur di dar presto un governo al paese, nelle ultime ore si è forse definitivamente (e non solo per quest’occasione, ma anche per chissà quanto tempo in futuro) giocato la carriera politica. Lo ha fatto nel nome di quel che gli sembra giusto (e tale sembra anche a me), per il bene del paese e del mondo intero. Continua a leggere

Pubblicato in MC