Minima Cardiniana 208/2

Domenica 8 aprile 2018 – Domenica in albis

ITALIA SENZA GOVERNO

MA UN NUOVO GOVERNO CI SARA’ (FORSE…)

E’ una vecchia storia, valida sin dai tempi della “prima repubblica” (quella che non si sa se e quando è morta; né si è ancora capito bene se siamo tuttora nella seconda o addirittura nella terza). Noialtri vecchietti (io sono del ’40) la conosciamo bene: in fondo in Italia,  durante i periodi di transizione, cioè quando il governo passato è ormai scaduto e resta in piedi solo “per l’ordinaria amministrazione”, si vive tutto sommato meglio. Se non altro, senza sorprese. Tutto ciò, unito all’esito ambiguo dell’ultima competizione elettorale e alla difficoltà di creare una coalizione di governo duratura, induce a credere che senza governo resteremo ancora molto a lungo: a meno che non si debba scegliere il nuovo ricorso alle urne, che probabilmente confermerebbe l’antica tendenza italica a saltare sul carro del vincitore, che però nel caso attuale sono due. In altri termini: forse non aumenterebbe il silenzioso e trascurato esercito dei non-votanti (temibile solo se si svegliasse), ma in cambio crescerebbero pentastellati e leghisti. Non gli altri due componenti della “coalizione di destra”, che si ostinano a non dir nulla di nuovo. D’altro canto, Di Maio è stato chiaro: il suo movimento non “riconosce” qualità politica (e quindi capacità contrattuale nelle trattative) alla coalizione, il che vuol dire che secondo lui – né francamente gli si può dar torto, fermo restando il probabile tendenzioso tatticismo delle sue intenzioni – le effettive forze di governo sul tappeto sono tre: il M5S, la lega e il PD. Ma la prima mossa spetta comunque a  quelli che ormai non ha più senso definire “grillini”, i quali si guardano bene dal farla in modo precipitato: ma hanno cominciato a “mettere dei paletti”, il che vuol dire ad aprire la fase della contesa tra i suoi due unici interlocutori possibili per stabilire chi sia il preferibile. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 208/1

Domenica 8 aprile 2018 – Domenica in albis

EFFEMERIDI DEL CAOS

ISRAELE E DINTORNI

Molti mi chiedono, dopo i recentissimi fatti di Gaza, quali siano le radici storiche della tragedia: prima 21 morti e 1400 feriti circa, la settimana scorsa; e quindi, il 6 scorso, un altro “Venerdì di Sangue” con altri 7 palestinesi morti e un altro migliaio di feriti. Sassate, bombe molotov e cortine fumogene create da pneumatici bruciati per difendersi dai soldati israeliani, che sparano non già per “rispondere al fuoco” (sassi, molotov e fumo non sono “fuoco” nel senso militare del termine), ma solo per impedire ai manifestanti di avvicinarsi a un confine che, oltretutto, non è uno di quelli stabiliti e internazionalmente riconosciuti ma solo una recinzione creata per decisione e nell’interesse di uno stato e di una forza armata che rifiutano la definizione di “occupanti”. Ma il fuoco israeliano è giustificato dalla necessità di “impedire le infiltrazioni”. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 207

Domenica 1 aprile 2018

Pasqua di Resurrezione

AVERTENZA IMPORTANTE.

Carissimi, questo MC Vi perviene in condizioni-limite, da un traghetto Bari-Durazzo. Fino a sabato 7.4. p.v. sarò in Albania per ragioni di studio: mi troverò in una località bella ma arretrata e montagnosa, dove temo non avrò possibilità di usare il computer. Questa edizione dei MC esce quindi in versione un po’ ridotta. Spero mi comprenderete.

EFFEMERIDI DEL RIDICOLO

SOLIDARIETA’, TATTICITA’, DIGNITA’

E’ evidente che in questi giorni tutto quel che il governo britannico della signora May sta facendo non può venire interpretato se non alla luce anche del problema Brexit. Aspettando quel fatidico 12 giugno prossimo nel quale la decisione degli inglesi di abbandonare l’Unione Europea dovrebbe diventare operativa, oltremanica sembra ogni giorno di più aumentare la consapevolezza di aver fatto un grosso errore: e allora il governo di Londra serra le trattative per salvare questo o quel pezzo del salvabile, cercando d’infilarsi in tutti gli accordi possibili. E’ il caso del progetto per le comunicazioni satellitari “Galileo”, un business miliardario dal quale la Gran Bretagna rischia di essere espulsa in conseguenza delle sue scelte e che naturalmente fa di tutto per non perdere. Qualche osservatore ha fatto notare che l’Inghilterra ha preso la UE per un ristorante nel quale sedersi a un tavolo e ordinare tranquillamente quel che si gradisce mangiare. Ma non è così: al ristorante UE vige un menu, non si ordina à la carte: o si è dentro, e allora si gode di tutto il pacchetto dei vantaggi di starci, o si sta fuori, e allora non è che si può prenderne uno e lasciarne un altro. Sarebbe troppo comodo. Continua a leggere

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