Minima Cardiniana 217/2

Domenica 14 ottobre 2018 – XXVIII Domenica del Tempo Ordinario. San Callisto I Papa

LA COLOMBA DI KANT

E’ noto l’apologo di Kant: la colomba, che vola libera nell’aria ma fatica nel vincerne la resistenza, è persuasa – la poverina – che senz’aria volerebbe più comodamente. Invece non solo nulla la sosterrebbe nel vuoto, ma essa morrebbe.

Siamo più sciocchi di quella colomba. Via le “radici”, malvagia invenzione razzista; via le “tradizioni”, infame fantasia reazionaria; e adesso, via anche la storia, inutile galleria di errori, di orrori, di vanità. Largo solo – nella scuola come nella vita –  all’utile, al profitto, all’arbitrario esercizio della libertà individuale e irresponsabile (ch’è ben altra cosa dal libero arbitrio). A quando si troveranno in commercio le Play Stations sulle quali giocare al bel gioco dello stupro di gruppo? A quando si metteranno in vendita dei bei kits griffati per bulli della terza liceo?

L’abolizione della traccia di storia dalle prove di esame di maturità è un altro tassello nel mirabile mosaico del Luminoso Domani che ci viene proposto. Dopo l’inizio del II millennio di Cristo, quando – secondo l’espressione del cronista Rodolfo il Glabro, divenuta proverbiale – “il mondo si coprì di un candido manto di chiese”, all’alba del III esso si coprirà d’un cristallino e acciaiato manto di Centri Commerciali. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 217/1

Domenica 14 ottobre 2018 – XXVIII Domenica del Tempo Ordinario. San Callisto I Papa

JEROSOLYMITANA

“Se ti dimentico, Gerusalemme…”: così recita il salmo 137, quello dell’esilio del popolo d’Israele in Babilonia. Siamo tutti esuli, su questa terra. Aspettiamo e speriamo tutti di scorgere un giorno le pietre preziose delle mura della Gerusalemme celeste. Ma non possiamo dimenticare la nostra Gerusalemme. C’è chi la vuole capitale eterna e indivisibile di uno stato. Può darsi che sia così, magari a lungo. Ma gli stati passano e le capitali cambiano. Gerusalemme eterna non passa perché Dio l’ha eletta a Sua sede privilegiata sulla terra. Gerusalemme, Visio Pacis, appartiene a Dio e al genere umano. Ricordiamolo tutti, nell’attesa che essa possa ricevere da Dio e dalla storia il dono della pace: che non viene mai, se e quando è autentica, senza giustizia.

D’ORO, DI RAME, DI LUCE

Martedì 9 scorso gli archeologi israeliani hanno dato notizia di aver rinvenuto una pietra d’età erodiana sulla quale, in bei caratteri ebraici, un architetto del tempo ha scolpito il nome di Gerusalemme. E’ una testimonianza importante. Da poco, il governo e il parlamento israeliani, dopo aver proclamato Gerusalemme “unica e indivisibile capitale dello stato ebraico”, hanno altresì sancito la natura esclusivamente ebraica di tale stato. Non è stata una decisione incostituzionale, dal momento che Israele – al pari del resto del Regno Unito – non ha una costituzione. Ma è una soluzione che preoccupa per quella che sarà l’evoluzione della vita civile di quei circa due milioni di cittadini israeliani non ebrei (quindi musulmani o cristiani) che vivono nel loro paese accanto ai sette milioni dei loro concittadini ebrei. Continua a leggere

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