Minima Cardiniana 221/2

Domenica 11 novembre 2018. XXXII Domenica del Tempo Ordinario. San Martino di Tours

Pubblichiamo un testo del prof. Giuseppe Panissidi, professore presso l’Università della Calabria, incentrato su un tema quanto mai attuale.

  Scontro di Civiltà e Fine della Storia. Riflessioni su Occidente e Islam

La tentazione di apporre un ‘assioma di chiusura’ alla storia è un vezzo relativamente recente, sconosciuto all’antichità e alla prima modernità. Per primo, ci prova G. W. F. Hegel, nel 1821. Di fronte al “diritto assoluto” di una civiltà dominante, scrive il grande teorico dell’idealismo classico tedesco, “gli spiriti degli altri popoli sono senza diritto, ed essi, come coloro la cui epoca è passata, non contano più nella storia universale”. La formazione sociale moderna, basata sul modello di produzione con capitale, e lo Stato liberale generato dalla Rivoluzione francese, scandiscono la “fine della storia”.

Venticinque anni fa, prima nel 1989, alla vigilia della caduta del Muro, dopo nel noto saggio del 1992, Francis Fukuyama ripropone la tesi. L’avvento della liberal-democrazia, sullo sfondo dei formidabili sviluppi cumulativi e direzionali della scienza e della tecnologia, e l’esito epocale della hegeliana “lotta per il riconoscimento”, reciproco ed eguale – ancorché reinterpretata – in contesto democratico, rappresentano secondo Fukuyama, la migliore soluzione possibile, per il “migliore dei mondi possibili”. Al riguardo, già A. Schopenhauer osservava, quasi divertito, che da un siffatto convincimento traluce un forte pessimismo: “Se questo è il miglior mondo possibile…”. In ogni caso, a giudizio di Fukuyama, ‘sembra’ di ‘potere’ escludere concrete possibilità di ulteriori mutamenti sostanziali entro lo scenario delle compagini politico-istituzionali degli Stati.  Continua a leggere

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