Minima Cardiniana 229/2

Domenica 6 gennaio 2018. Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo

CARTOLINA DA PARIGI

AU PETIT MATIN, APRÈS LA NUIT DES GILETS JAUNES

Parigi, 6 gennaio 2019

E’ inutile, noialtri italiani siamo i migliori. Siamo impagabili, inarrivabili, invincibili. Mi sveglio stamani di buon mattino (au petit matin, si dice qua), accendo il computer mentre mi preparo il caffè con lo stamani qui immancabile trancio di galette des rois e vedo che mi hanno rimbalzato il twit di un signore ormai non più giovanissimo, ma con un rampante passato remoto di contestatore liberal e radicale, di un certo per lui proficuo passato prossimo di politico e di giornalista trascorso come scudiero liberista, atlantista e occidentalista del Cavalier Berlusconi e un presente da maître-à-penser sul modello illustre di un Bernard-Henry Lévi che, avrebbe detto il principe de Curtis, “scusate se è poco!”. Il twit in questione, a proposito dello spettacolo dei gilets jaunes di ieri sera a Parigi (lui forse non lo ha visto: io invece sì, e vi assicuro che ne è valsa la pena) c’informa con nitida sicurezza che quella gentaglia è fatta di fascisti diretti e pagati da Putin. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 229/1

Domenica 6 gennaio 2018. Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo

PER BEN COMINCIARE L’ANNO NUOVO

“Reges tharsis et insule munera offerent, / reges arabum et saba dona adducent; / et adorabunt eum omnes reges terre, / omnes gentes servient ei” (Ps., 71, 10-11).

“Omnes de saba venient / Aurum et thus deferentes, / et laudem domino annuntiantes. / Surge et illuminare, ierusalem! / Quia gloria domini super te orta est ” (Is., 6, 60,1).

“Vidimus stellam eius in oriente; / et venimus cum muneribus adorare domino” (Mt., 2,2).

UN AUGURIO PER IL 2019

ABBIAMO BISOGNO DI BUONI ESEMPI

Buon giorno e buon Anno Nuovo.

Un Amico ha approfittato degli auguri per fare la famosa scoperta dell’acqua calda. Ha scoperto cioè che c’è qualcosa d’inquietante, di quasi sinistro anche in quella che parrebbe la più lieta fra le occupazioni epistolari, fare gli auguri. Gli auguri, in realtà, anche quando non sono di vero proprio “malaugurio”, restano tuttavia quanto meno apotropaici: quel che in realtà implicitamente ti dicono è che ne hai bisogno perché sei in perpetuo pericolo; ti dicono: “Guarda che sei un mortale, sei a rischio; spero per te che tutto ti vada bene, ma non dimenticare che non si sa mai”. E’ proprio così: ricevere gli auguri dovrebbe sempre un po’ sottilmente preoccuparci, anche se di solito, se non altro per non passar da menagramo, è meglio non scriver a nessuno un chiaro e tondo: “Ma ci pensi che quest’anno potrebb’essere anche l’ultimo che trascorri su questa terra!”. D’altronde, lo dicevo anche nel Minimum Cardinianum scorso a proposito dello splendido Gesù bambino del Ghirlandaio, che giace accanto a un sepolcro antico: perfino nel Natale c’è l’ombra della fine, sia pur accompagnata dalla certezza dell’Eternità. Il Signore ha scelto la nudità indifesa per nascere come per morire. Anche in ciò comportandosi da Vero Maestro: si nasce e si muore nudi e soli, tutti. Auguri cari, quindi, amici carissimi: sorridete alla vita; e, a scanso di pericoli, fate tutti gli scongiuri che potete. Sì, anche quelli là, ai quali state pensando. A ogni modo, non conosco uno scongiuro più bello e potente di quello di chi si affida serenamente a Dio. Inshallah,dicono gli arabi: un’espressione magnifica, che alla lettera si traduce in latino con un Fiat Voluntas Domini. Continua a leggere

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