Minima Cardiniana 254/2

Domenica 7 luglio 2019. XIV domenica del Tempo Ordinario

EFFEMERIDI DELL’IRRESPONSABILITA’

IL PUNTO SUL MEDIO-VICINO ORIENTE

A scanso di geremiadi del tipo “non sapevamo-non volevamo-non avevamo capito”, rinfreschiamoci le idee. Tra le mosse più sconsiderate del presidente Trump vanno di recente ben tenute presenti il riconoscimento unilaterale del diritto d’Israele su Gerusalemme est, che le Nazioni Unite hanno formalmente contestato fino dal 1966 invitando il governo israeliano a rientrare nei confini della vigilia della “guerra dei Sei Giorni”, e anche sulle alture del Golan che, sempre secondo le Nazioni Unite, dovrebbero essere restituite alla Siria. La questione riveste particolare gravità sul piano del diritto internazionale in quanto gli USA sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con diritto di veto rispetto alle risoluzioni dell’assemblea: il che sottintende che, pur riconoscendo la legittimità di tali risoluzioni e impegnandosi a farle rispettare, il “veto” costituisce un’opposizione a qualunque forma di loro esecuzione pratica (il che, in caso di necessità, significherebbe l’uso della forza militare). Ora, visti gli effettivi rapporti di forza oggi in presenza e il carattere specifico delle posizioni israeliane, il “veto” statunitense ha comunque fino ad oggi evitato una guerra dalle conseguenze inimmaginabili. Ne è conseguito un equilibrio ambiguo, insoddisfacente, forse ingiusto, certo fondato sull’ossequio di fatto del diritto dinanzi alla forza: ma – con doloroso imbarazzo – per quanto è in me non me la sento di contestare le scelte di chi si è appellato al “male minore”. Ora però la scelta di Trump scompiglia questo quadro già fragile: a causa di essa una delle cinque potenze che dovrebbero essere garanti delle risoluzioni dell’ONU, e rimane tale anche quando con il loro “veto” ne proibiscono la traduzione in termini effettivi, rovescia il tavolo dell’equilibrio internazionale proclamando di fatto che l’Assemblea ha torto e il paese che le ha resistito ha ragione. E’ il promo e decisivo passo sulla via della distruzione dell’autorità dell’ONU. Continua a leggere

Pubblicato in MC

Minima Cardiniana 254/1

Domenica 7 luglio 2019. XIV domenica del Tempo Ordinario

EDITORIALE

UN RINGRAZIAMENTO E MOLTE SCUSE A VLADIMIR PUTIN

Vladimir Putin è, al giorno d’oggi, senza dubbio lo statista più interessante nel panorama mondiale. Direte che, messi come siamo, ci vuole poco. Può darsi: ma Putin è interessante lo stesso. Il suo è senza dubbio un governo autoritario e, se formalmente rispetta le norme di un sistema democratico rappresentativo all’occidentale, qualche dubbio sulla correttezza dei suoi uffici e della sua polizia  è ragionevole. Siamo tuttavia in una situazione incomparabilmente migliore della maggior parte dei governi e/o regimi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina e forse anche di qualcuno europeo: governi e/o regimi che sovente sono ben accetti a Trump e alla NATO, e allora vengono promossi d’ufficio al rango di esemplari democrazie. Qualcuno invece si ostina a definire Putin un “dittatore”, uno alla stregua di un Maduro (che, intendiamoci, è a sua volta discutibile si possa definir come “dittatore”, ed è comunque sempre preferibile al suo antagonista, il traditore Guaidó al quale si può augurare solo la forca). Continua a leggere

Pubblicato in MC