Minima Cardiniana 280/1

Domenica 3 maggio 2020, Santi Filippo e Giacomo

INTRODUZIONE
In tempi di epidemia e – soprattutto – di disorientamento, prendiamoci una piccola pausa. Tutti vogliamo “tornare alla normalità”. E, al tempo stesso, vorremmo che tutto cambiasse. Due istanze che parrebbero contraddittorie: e magari lo sono. D’altronde, lasciatemi fare il mio lavoro: che, bene o male, è l’unico che so fare. Tutti ci abbiamo rimesso o ci stiamo rimettendo, da questa pausa forzata e dalla coscienza delle incerte prospettive di ripresa (o di nuove svolte della crisi). Anche i libri soffrono. Soprattutto del fatto che evidentemente non sono ritenuti generi di grande necessità. Che ristoranti e bar e caffè eccetera siano chiusi, preoccupa e magari fa imbestialire. È giusto. Ma che biblioteche, archivi, librerie e perfino edicole restino o siano stati chiusi a lungo, di questo sembra che nessuno si preoccupi.
D’altronde, è un’antica legge. La mancanza crea assuefazione. Chi ha provato qualche volta a stare a dieta, sa bene che dopo qualche giorno molto duro il digiuno crea inappetenza. Con la cultura, è la stessa cosa. Il modo migliore per non saper che farsene è far finta di nulla. Provate a immaginare un’Italia nella quale il governo proibisse di stampare libri? In quanti protesterebbero, e quanti sul serio, e quanto a lungo? Continua a leggere

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Minima Cardiniana 280/2

Domenica 3 maggio 2020, Santi Filippo e Giacomo

Franco Cardini
Marina Montesano
L’UOMO DALLA BARBA BLU
Gilles de Rais e Giovanna D’Arco nel labirinto delle menzogne e delle verità

1
Introibo
Le menzogne

Questa è una vecchia storia terribile. L’hanno raccontata già in tanti: ma sempre tradendola, manipolandola, stravolgendola. L’hanno trasformata ora in un racconto agiografico, roba di santi e magari di miracoli; ora in una fiaba misteriosa e crudele; ora in una cronaca irta di fatti di sangue, di contratti notarili falsificati, di eredità contestate, di lupi travestiti da agnelli e di lupi veri.
Parliamo di un tempo lontano che, pure, ha straordinarie analogie con il mondo di oggi. In questi primi anni del XXI secolo il mondo sta ancora vivendo una lunga, dura stagione di conflitti avviata nel 1914, in quella “Prima guerra mondiale” che ormai ci appare come la fase iniziale di un solo, lungo braccio di ferro tra un blocco eurocentrale autoritario opposto a un mondo russo autocratico e a un Occidente democratico divisi, lontani eppure alleati fra loro. Un conflitto che non si è esaurito nella “guerra dei Trent’anni” 1914-1945, ma i postumi del quale, proiettati sul Vicino Oriente, sull’Asia, sull’Africa e sull’America latina, proseguono ancora oggi. Stiamo vivendo, dal fatale colpo di pistola di Sarajevo ai giorni nostri, un’interminabile, nuova “guerra dei Cent’anni” che ha anzi ormai valicato i limiti di durata del secolo. Così oggi non era troppo diverso nemmeno allora. Continua a leggere

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