Minima Cardiniana 288

Domenica 28 giugno 2020
XIII del tempo Ordinario, Santi Ireneo e Attilio

EDITORIALE
SONO APPARSO A VITTORIO SGARBI (O VICEVERSA?)
Vittorio Sgarbi è un Amico. E, come dice la canzone: “È l’Amico è – qualcosa che – più ce n’è meglio è”. Lo conoscevo da tempo, fino dagli Anni Ottanta (un incontro qui, una telefonata là): e, poiché sono ohimè molto più accademico, molto più “professore”, di quanto vorrei, mi auguravo che correggesse certe sue intemperanze e finisse col far soltanto lo studioso. Perché come studioso, come storico dell’arte e critico d’arte, perdinci mi pareva inarrivabile: un intuitivo, un istintivo dall’occhio infallibile che, quando voleva e ne aveva voglia, sapeva anche rivestire le sue intuizioni di belle ragioni – o di eccellenti apologie – critico-filologiche. “Bisognerebbe che si limitasse a studiare, che non si disperdesse, che studiasse di più…”, mi ripetevo. Continua a leggere

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