Minima Cardiniana 298/4

Domenica 25 ottobre 2020, San Germano

TORNARE A OGNISSANTI
CONTRO HALLOWEEN
Ci siamo quasi. Domenica prossima, sarà la festa di Ognissanti, seguita dalla commemorazione dei defunti. Quest’anno la frequenza nei camposanti sarà ancora più debole del passato a causa del Covid-19. Certo comunque il culto dei trapassati è in forte ribasso: a deprimerlo congiurano, uniti, il progresso della “laicizzazione” e della “secolarizzazione” (cioè dell’ateismo) e la scaramanzia che ci obbliga a non parlare mai di morte e di spettacoli correlati: salvo quando si tratta dell’horror commerciale di cinema e di TV, che “fa cassetta” e che invece di spaventare diverte, senza più far neppure caso al divieto riservato ai minori di 14 anni. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 298/5

Domenica 25 ottobre 2020, San Germano

COME ERAVAMO, COME SIAMO
PENSIERI D’AUTUNNO
Di tanto in tanto, ci vuole un po’ di Amarcord. Ma insomma, dove siamo andati a parare con questo Minimum Cardinianum?
Abbiamo cominciato discutendo di un signore al quale forse, in TV, è stata tolta o tagliata la parola: il che non è certo qualcosa fuor di consuetudine; provvidenzialmente forse, del resto, dal momento che si apprestava quasi a far l’elogio delle dittature. E quel signore si è detto abituato a certi scherzi: prima glieli facevano magari perché era “di destra”, ora glieli fanno perché è “di sinistra”. Solo che quando era di destra lui il mondo andava a sinistra, ora ch’è di sinistra il mondo sembra virare verso destra. Benedett’uomo, ma non potrebbe imparare una buona volta a star dalla parte giusta? Continua a leggere

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Minima Cardiniana 298/6

Domenica 25 ottobre 2020, San Germano

LIBRI LIBRI LIBRI
Ho indugiato un po’ prima di licenziare questo Minimum in quanto volevo aspettare le dichiarazioni pomeridiane rese dal presidente Conte a proposito delle nuova misure anticovid: ed esse mi hanno rafforzato nella convinzione che una dittatura – nel senso giuridico, tecnico e storico del termine, non in quello malinteso con il quale opinione pubblica e politica lo impiegano – sarebbe utile per fronteggiare il problema concedendogli anche quel respiro cronologico che rende possibile la trasformazione di una prognosi in una diagnosi: il tempo da oggi al 24 novembre è poco. Mai come oggi ho rimpianto che, di fronte a quanto sta accedendo in certe città, non sia possibile utilizzare l’“esercito di popolo” che da vent’anni non abbiamo più: i pochi professionisti-“mercenari” di cui disponiamo non sono né opportuni, né necessari alla bisogna odierna. Continua a leggere

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