Minima Cardiniana 316/4

Domenica 28 febbraio 2021, II Domenica di Quaresima

MA L’ITALIA NON È DEL TUTTO IN CRISI…
Il morbo infuria, il pan ci manca, l’epidemia non accenna a placarsi, il lavoro è in crisi, il cèspite strategico del turismo è in ginocchio, molti esercizi chiudono, il paese s’impoverisce. Ma il Redentore inviatoci dall’alto dei cieli della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale può stare tranquillo: c’è un settore nel quale il nostro paese vola… Continua a leggere

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Minima Cardiniana 316/5

Domenica 28 febbraio 2021, II Domenica di Quaresima

UN INTELLETTUALE EBREO IN DIFESA DI GIORGIA MELONI
DOPO IL PROFESSOR GOZZINI, LA PAROLA A MONI OVADIA
La vicenda ormai è nota a tutti. I pesanti insulti rivolti all’indirizzo di Giorgia Meloni da parte dello storico Giovanni Gozzini, professore all’Università di Siena, durante una trasmissione dell’emittente fiorentina Controradio, non hanno giustificazione. A meno che qualcuno non voglia riesumare Orwell – molti editori ci hanno già pensato: i “diritti” del grande scrittore inglese, liberi da quest’anno, hanno consegnato alle stampe, già dalle prime settimane del 2021, un profluvio di nuove edizioni e traduzioni dei suoi “classici” – per proporre i nuovi comandamenti laici in base ai quali “le offese sono tutte uguali ma qualcuna è più uguale delle altre”. Sì, perché oltre a una generale indignazione e a molte manifestazioni di solidarietà, ci sono stati anche tanti “però”, tanti preoccupanti “ma”. Non solo sui social, che rispecchiano – ancor più in tempi di isolamento forzato da pandemia – il degrado culturale e umano che ci sta attanagliando, amplificatori quali sono degli istinti più grossolani non filtrati dalla ragione, quando c’è. “Però” e “ma”, purtroppo, non sono mancati da parte di personaggi pubblici, giornalisti, politici, alcuni impegnati in improbabili tentativi di difesa di un rispettabile studioso il cui curriculum non può certamente essere macchiato da un’offesa a una “fascista” come la leader di Fratelli d’Italia. “Sparge odio, se l’è voluta, niente solidarietà”. Continua a leggere

Minima Cardiniana 316/6

Domenica 28 febbraio 2021, II Domenica di Quaresima

RIPENSANDO LA POLITICA ESTERA (IN PARTICOLARE MEDITERRANEA E ORIENTALE) DI MUSSOLINI
Il 10 giugno del 1940 Mussolini pronunziò dal balcone di Palazzo Venezia un breve discorso: quello dell’entrata dell’Italia in guerra, che fu accolto con molto minore giubilo di quello che cinegiornali, giornali radio e stampa cercarono di dimostrare: è stato ampiamente dimostrato che l’alleanza con la Germania e le sciagurate “leggi razziali” avevano già avviato un declino nella popolarità del Duce. In quel discorso, egli svolse sinteticamente la tesi delle “catene” che legavano l’Italia impedendole uno slancio nella sua corsa verso la piena affermazione di grande potenza nel mondo e verso il conseguimento di una futura prosperità che peraltro sembrava avviata. Quelle catene erano soprattutto rappresentate da una realtà: l’Italia, immersa nel Mediterraneo, si trovava in un mare i cui due sbocchi oceanici, a ovest e a sud – Gibilterra e Suez – erano nelle mani di una potenza ostile la quale per giunta, sotto il profilo geostorico, non aveva alcun diritto di cogestire un mare che bagnava soltanto il litorale nord di una sua colonia, l’Egitto, e che circondava la piccola isola di Malta: un po’ poco per vantare diritti di prevalenza.
Bisogna riflettere su tutto ciò oggi, in quanto la situazione è peggiorata: il Mediterraneo è totalmente controllato dagli USA tramite le basi NATO, eppure neppur un metro di costa circummediterranea appartiene agli Stati Uniti. Se pesanti erano le catene che l’Italia doveva portare nel 1940, come sono quelle che tutti i paesi del Mediterraneo sono costretti a portare nel 2021, con il rischio incombente di una nuova guerra che sembra avvicinarsi e alla quale il nostro paese, che dovrà subirla, sul piano dei diritti e degli interessi, sarebbe del tutto estraneo?
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Minima Cardiniana 316/7

Domenica 28 febbraio 2021, II Domenica di Quaresima

UNA VOCE OSTILE A PAPA BERGOGLIO
Come si ricorderà, alcune settimane fa avevo espresso un parere pesantemente negativo nei confronti del vaticanista Aldo Maria Valli. Lo avevo fatto incautamente, avendo accettato come buona una notizia che gettava un’ombra sulla sua correttezza. Un estimatore di Valli me lo rimproverò con acredine: non raccolsi il tono offensivo delle sue parole, mirai alla sostanza, verificai la cosa e scoprii che le cose non stavano esattamente né come le avevo esposte io né come le aveva presentate quella persona che ostilmente mi aveva scritto. Mi assunsi la mia parte di responsabilità e mi scusai pubblicamente con Valli. Ora, un’altra persona che desidera mantenere l’anonimato m’invita a riprendere un contributo di Valli da “Radio Roma Libera”. Confesso di essere contrario all’anonimato ma resto fedele al mio principio ispirato a un agire e a un pensare limpidi. Ecco quindi un pensiero che non approvo ma che non vedo perché non dovrebb’essere liberamente esposto. Continua a leggere

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