Minima Cardiniana 241/2

Domenica 7 aprile 2019. V Domenica di Quaresima

“IL CAPPUCCINO”, COLONNA-RUBRICA FISSA DI GIANCARLO RICCIO

 CAPPUCCINOCINA

 La Cina è (di nuovo) lontana

Dopo dieci giorni, alla fine di questo marzo 2019, non si parla quasi più della (poco) storica visita del presidente cinese Xi Jinping e della moglie, soprano e appassionata d’arte, in Italia.

Restano alcune cose, però, da non dimenticare. Il riferimento esplicito ai “diritti umani e civili in Cina” con il quale il nostro presidente Sergio Mattarella ha voluto marcare il proprio discorso di saluto. Poi, l’ammissione da parte del nostro governo (ebbene sì, tecnicamente abbiamo un governo nazionale in carica…) che accordi ed eventuali guadagni sono inferiori alla metà di quanto ipotizzato, nei pre-accordi tra i due Paesi. E dunque la nuova via della Seta dei commerci e delle intese mercantili è per ora più lontana della via Lattea (è nello spazio: lo diciamo al ministro Toninelli così non parla di un tunnel anche lì oppure di quello  “del Brennero”).

Ricordiamo poi che una giornalista del quotidiano “Il Foglio”, Giulia Pompili, è stata redarguita (“minacciata”, sostiene lei) in ben due occasioni nel corso del pomeriggio al Quirinale prima della cena ufficiale di Stato. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 241/1

Domenica 7 aprile 2019. V Domenica di Quaresima

EDITORIALE

PER DOVEROSA ONESTA’ E IN SINCERA UMILTA’. LE MIE SCUSE AGLI AMICI SENESI

Ci sono pochissime cose alle quali tengo sul serio. Non certo ad essere stimato un bravo studioso (non credo di esserlo), né un buon insegnante (anche se faccio di tutto per esser tale). Tengo alla mia fama, meritata e indiscussa, di essere una persona onesta: uno “per bene”, come diceva mia nonna. E come tale so da sempre che i debiti e gli errori si pagano: si può essere indulgente con quelli altrui (e io lo sono), mai però con i propri.

E’ circolato nei giorni scorsi un video nel quale c’era una mia intervista sul Palio di Siena; era edito nientemeno che dalla prestigiosa Fondazione Treccani. Ed era, almeno per la parte che mi vedeva protagonista, un pessimo video, nel quale commettevo una lunga serie di errori sulla storia della più bella festa popolare d’Europa. Me ne dispiace. Dal momento che quel video fu girato alquanto tempo fa, in circostanze che francamente ho dimenticato, non so rendermi conto della genesi di quegli errori: dal momento che non ho visionato la registrazione (e ciò è stato forse una mancanza della Treccani, una mancanza di professionalità da parte sua e un vulnus nei confronti di un mio diritto: ma considero chiusa la faccenda col ritiro di quel brutto prodotto). Continua a leggere

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Minima Cardiniana 240/3

Domenica 31 marzo 2019. IV Domenica di Quaresima (“Domenica laetare”)

EFFEMERIDI DELL’IGNORANZA

CIGOLAR D’ASSESSORE

A Udine, sinistri cigolii d’analfabetismo. Tal assessore Cigolon dispone la riduzione del budget destinato al Premio Terzani, uno degli onestamente non moltissimi fiori all’occhiello della bella città friulana: da 30.000 euri, ora bisognerà celebrarlo solo con 10.000. Era opportuno in questo caso il risparmio? Senza dubbio, risponde il cigolante amministratore: questo Tiziano Terzani mica era poi un granché; anzi, era piuttosto mediocre, lo hanno detto – nostra fonte è sempre il solito cigolìo – anche illustri storici, tra i quali senza dubbio dev’esserci la cigolante zia dell’assessore, maestra d’asilo in qualche parte tra Cividale e San Daniele. In attesa di sapere dalla prossima cigolante emissione di cultura chi siano i Grandi Studiosi e i Fini Intellettuali che hanno destituito di credibilità lo scrittore fiorentino comunicando il loro alato e competente parere al cigolante tagliacultura, rinfreschiamoci la memoria. Avete presente la canzone Chi erano mai questi Beatles?Ebbene: Chi era mai Tiziano Terzani?

TIZIANO TERZANI. PROMEMORIA PER UN ASSESSORE UDINESE (E NON SOLO…)

“Albeggiava. Mi avvolsi in una coperta e salii sulla punta più alta del crinale a salutare le montagne. Non c’erano ancora. Un velo di caligine opaca velava l’intero orizzonte. Lentamente da quella semioscurità affiorarono delle ombre impercettibili, quasi evanescenti; poi dei profili bianchi e freddi. E improvvisamente le vette si accesero di rosa, di arancione. Nelle valli la caligine si fece viola, poi dorata e i ghiacciai presero fuoco contro il cielo di lapislazzulo. Il mondo divenne un’apoteosi di luce e di gioia. In bilico sulle punte più alte dei cedri, gli uccelli cominciarono a cinguettare. E il mio cuore con loro. La semplice, distaccata, bellezza delle montagne suscitava in me un sentimento simile a quello che nasce dall’amore: un senso di completezza, di invincibile forza, quasi di immortalità. Mai prima mi ero sentito così in presenza del divino…Non avevo bisogno di sperare in nessun miracolo. Tutto era lì nella vita attorno. Niente più mi pesava, mi preoccupava, mi faceva paura. Anche la mia morte mi sembrò parte di quell’infinita perfezione”.

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Minima Cardiniana 240/2

Domenica 31 marzo 2019. IV Domenica di Quaresima (“Domenica laetare”)

SANTA SOFIA, AYASOFIA

Tutti conoscono, o dovrebbero conoscere, quello straordinario monumento a cupole intrecciate e sovrapposte che si staglia quasi sulla punta orientale dell’impianto a caratteristica forma a triangolo della Néa Rìme, la “Nuova Roma”, quasi a separare il Corno d’Oro dal Mar di Marmara puntando verso la costa asiatica. Siamo a Istanbul, l’antica e immortale Costantinopoli. Si tratta della basilica imperiale di Aghia Sophia, “Santa Sofia”, la cattedrale dedicata alla “Santa Sapienza” divina, vale a dire per la tradizione ortodossa al Cristo in quanto Logos, Sapienza e Verità eterna, la Seconda Persona della Trinità. Quella che i cittadini della “Nuova Roma” chiamavano semplicemente Megàle Ekklesìa,“la grande chiesa”, era considerata la Mater Ecclesiarum e il luogo più santo della Cristianità. Sognata e avviata già dal tempo di Costantino, era stata inaugurata nel 360 dall’imperatore Costanzo II. Ricca di strutture lignee, fu incendiata nel 404. Ricostruita e quindi incendiata di nuovo durante la cosiddetta “rivolta della Nika”del 532, spettò a Giustiniano il ricostruirla. Il grande imperatore non badò a spese e fece venire da tutti gli angoli dell’impero i marmi più pregiati; il progetto dell’immensa cupola fu probabilmente costruito sulla base dei calcoli di Erone d’Alessandria. L’imperatore e il patriarca Eutichio inaugurarono la nuova basilica il 27 dicembre 537,  festa dell’evangelista Giovanni. Da allora il tempio divenne il luogo più sacro della Cristianità, illustrato anche dalle reliquie della passione del Cristo che l’imperatrice Elena madre di Costantino aveva inviato a Costantinopoli verso il 330. Continua a leggere

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