Minima Cardiniana, 258/2

Domenica 1 dicembre 2019, I Domenica di Avvento

CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI SULLE CULTURE DEL PELLEGRINAGGIO (CISCuP)

DOCUMENTO DI BASE
Berceto, 25 luglio 2019, festa dell’apostolo Giacomo

Premessa
La storia del genere umano è segnata costantemente, in molteplici varianti, dal rapporto, dall’incontro e inevitabilmente anche dallo scontro fra tipi umani che dovrebbero essere antropologicamente parlando complementari ma che sono invece talora – per motivi ora geostorici, ora climatici, ora socioeconomici, ora etnoreligiosi – concorrenti se non addirittura conflittuali fra loro: il nomade-raccoglitore-cacciatore e il sedentario-allevatore-contadino; il costruttore di strade e di ponti e l’edificatore di città, di muraglie e di fortezze. Due miti fondanti della cultura eurasiomediterranea, quello di Caino e Abele e quello di Romolo e Remo, presentano analogo schema: il pastore e quindi nomade Abele versus l’agricoltore e quindi sedentario Caino, il pastore e quindi nomade Remo e l’agricoltore e quindi sedentario Romolo. Caino e Romolo, sedentari (e assassini), sono anche fondatori di città e cultori di raffinate tecnologie quali la musica e le arti della lavorazione dei metalli. Nelle antiche culture, i santuari sono sovente al centro di centri demici dove vivi sono artigianato e commercio: eppure, ad essi convergono quei tipi speciali di nomadi (magari temporanei) che sono i viaggiatori, i mercanti, i pellegrini.
Il centro appenninico di Berceto è, storicamente parlando, un modello si potrebbe dire perfetto di questo complesso nodo culturale. Esso è difatti situato su quella via che attraversava il Mons Bardonis, o Mons Langobardorum nell’Alto Medioevo, mettendo in comunicazione due regioni fondamentali dell’area tirrenico-settentrionale italica: la ligure-emiliano-lombarda (che nel medioevo era, tout court, la Langobardia o “Lombardia”) e la Toscana, regioni che fra VI e VIII secolo erano state “di frontiera”, lungamente disputate tra romano-orientali o “bizantini” e longobardi prima di entrar a far parte del regnum Italiae carolingio del IX secolo.
È noto che nel corso dell’Alto Medioevo una serie di ragioni socioeconomiche, politiche e demografiche avevano determinato lo spopolamento, l’abbandono o comunque il restringimento di vari centri urbani come dei tracciati di alcune celebri, illustri tracciati di vie consolari romane quali l’Aurelia, l’Emilia e la Cassia. Ad essi si era andata in parte lentamente sostituendo quella Via (variamente denominata Francigena o Romea) che, collegando città importanti quali Piacenza e Lucca, venne chiamata altresì Via Peregrinorum e che – configurandosi non certo come un’ordinata e omogenea via consolare antica, bensì almeno a tratti come un fascio di sentieri disseminato però di guadi, di ponti, di xenodochia o hospitalia che la configuravano come un “asse viario attrezzato” – collegava allacciandosi con altri analoghi tratti viari quelle che, nel pieno medioevo, furono le tre principali mète di pellegrinaggio della Cristianità: Santiago de Compostela in Galizia, Roma e Gerusalemme. Lungo questo immenso nastro viario in parte terrestre in parte marittimo andarono lentamente ordinandosi luoghi di pellegrinaggio ora di grande importanza e notorietà – come San Michele in Val di Susa o Lucca con il suo “Santo Volto” – ora maggiori o minori stationes a loro volta sedi d’importanti culti santorali e di venerazione d’illustri reliquie e, al tempo stesso, centri sovente di rinomati mercati stagionali che, dal nome dei santi che ne erano patroni, assumevano il nome di feriae (“fiere”).
Lungo questi itinerari o in quella ch’è stata appunto definita “area di strada” sono nati centri demici, pievi, monasteri, nuclei di produzione artigianale e di scambio mercantile, luoghi d’irradiazione culturale corredati di scriptoria librarii e sedi talora d’illustri leggende a carattere santorale o addirittura epico. La Via Francigeno-Romea della quale il passo della Cisa, con Berceto, era una statio, è parte di quell’arteria viaria che assumendo vari e diversi nomi era il Camino de Santiago tra la Galizia e i Pirenei, la Via Appia-Latina tra Lazio e Puglia, la via michelita del Monte Gargano celebrata da un celebre affresco sito all’interno di un mithraeum divenuto cappella eremitica appunto a Sutri lungo la Francigena; è l’itinerario lungo il quale sono nate le gesta epiche di Rolando a Roncisvalle e nei tanti loca rolandiana in Francia e in Italia; è quello allacciato a illustri diverticoli che conducono fino a Saint-Michel-au-Péril de-la-Mer, a Canterbury sede a partire dalla fine del XII secolo del santuario del martire Thomas Becket (ma già alla fine del X secolo un vescovo di Canterbury, Sigerico, aveva percorso e descritto la Francigena), e che da Piacenza attraverso la Liguria e la costa provenzale-occitana conducono alla Sainte-Baume sacra al culto di Maria Maddalena, al santuario “gitano” delle Saintes-Maries nella Camargue, e ancora più a sud fino a Nostra Signore del Rocío nella marisma di Huelva, presso la foce del Guadalquivir; mentre dall’alta parte dell’Europa, a partire dalla Via Egnatia greco-epirota al di là del canale d’Otranto, conduce al Monte Athos in Tessaglia, a Tessalonica sacra a san Giorgio, a Costantinopoli e quindi a Damasco e a Gerusalemme.
Diciamolo insomma, in questi tempi d’incertezza e di disorientamento ma anche di affannosa, spesso ambigua ricerca di “radici” e “d’identità”: sulle vie del pellegrinaggio e degli hospitalia dei pellegrini, dove transitavano i mercanti e i clerici vagantes diretti alle grandi università fondate nel XII secolo, è nata l’Europa. Quell’Europa che era già parte dell’Impero romano il quale però era una realtà circummediterranea largamente asiatica e nordafricana: ma che ha la sua radice più specifica nel mondo cristiano, latino-germanico-celto-balto-slavo, quella che il poeta romantico Novalis chiamava Christenheit oder Europa (“la Cristianità, cioè l’Europa”) e che è il nucleo storico e culturale vivente dello stesso moderno Occidente.
A tutto ciò va aggiunto che la dimensione del pellegrinaggio è viva in tutte le culture del passato e del presente. Al pellegrinaggio cristiano sono imparentate sia la aliah ebraica, sia lo haj musulmano, ma anche altre forme di “viaggio verso una mèta sacrale” in tutte le religioni di tipo mitico-immanente, quelle che la teologia cattolica definisce “religioni naturali”. Esistono poi le moderne forme di “pellegrinaggio laico”, come quelle alle tombe dei capi politici, dei campioni sportivi, delle star cinematografiche e televisive, dei divi del canto e della musica. Né va taciuta la moderna dimensione del “turismo religioso”, al pellegrinaggio connessa ma da esso distinta.
Se credessimo alle coincidenze, aggiungeremmo che Berceto, questo luogo così “provvidenzialmente” segnato dall’incontro tra la “sedentarietà” degli insediamenti, delle chiese, degli ospizi e il “nomadismo” dei pellegrini, è altresì il luogo nel quale si sono incontrate la “sedentarietà” della cultura europea e il “nomadismo” della gloriosa nazione native American, la nazione alla quale appartenne quel luminoso esempio di culto della libertà e della tradizione che fu Tatanka Iyotaka, “Toro Seduto”, l’eroe di Little Big Horn. Nelle culture amerinde pre- e postcolombiane i pellegrinaggi ai santuari (cristianizzati a partire dal XVI secolo) avevano un ruolo importante; e d’altronde il riflettere sulla tragedia del genocidio perpetrato a danno dei native Americans costituirebbe (costituirà) un motivo e un valore aggiunto nel progetto culturale che ci proponiamo e che qui sinteticamente esponiamo.

Un progetto: il Centro Internazionale di Studi sulle Culture del Pellegrinaggio (CISCuP)
Il pellegrinaggio, in quanto dimensione antropologico-storica e antropologico-religiosa, è una costante viva si può dire in tutte le civiltà che si sono avvicendate nei lunghi millenni della storia umana.
Il gruppo di studiosi, di politici, di amministratori, di liberi cittadini cultori del viaggio soprattutto a piedi che si sono riuniti a Berceto per fondare un sodalizio culturale e civile, si sono dati come loro primo e specifico còmpito quello di studiare le vicende di un passo appenninico che, specie fra X e XIII secolo – ma non solo – assisté ai numerosi passaggi di uomini e donne diretti a Roma attraverso le stationes di Pontremoli, di Lucca, di Altopascio, di Poggibonsi, di San Vivaldo, Borgo San Sepolcro, di Acquapendente, di Siena e di Bolsena-Orvieto oppure a Santiago de Compostela attraverso quelle di Piacenza, di San Michele di Susa, di Bresse, di Cluny, di Orange, di Pau, di Roncisvalle, di Puente-la-Reina, di Pamplona. Ma la ricerca sull’”area di strada” della Francigena tra Piacenza e Lucca includeva e include anche le aree prossime dell’appennino modenese, dell’area apuana con la città di Luni, delle vicende che accompagnarono le incursioni corsare saracene e normanne dei secoli VIII-X e quelle delle signorie feudali e cittadine e delle realtà comunali successive fino agli stati dell’Italia preunitaria e quindi unitaria. Ancora, còmpito del CISCuP sarà la valorizzazione di tutto quel che a livello turistico, culturale, sociale e infrastrutturale comprende il revival del pellegrinaggio e del viaggio a piedi come realtà vivente del mondo di oggi, con tutte quelle iniziative tese a valorizzare le bellezze naturali e le risorse socioculturali del territorio.
Il CISCuP non si rivolgerà pertanto solo agli Enti Locali e alle Università di Piacenza, di Parma nonché all’Università “Campus” di Lucca specializzata nella preparazione di personale specializzato nelle scienze del turismo. Esso coinvolgerà anche gli enti pubblici e privati a tutti i livelli interessati alla vita produttiva e culturale dell’area promovendo occasioni d’incontro, cicli di aggiornamento degli insegnanti, giornate di studio, stages di approfondimento storico e di scavo archeologico. Sarà sua cura promuovere siti informatici d’incontro e di scambio d’informazioni e pubblicazioni a carattere sia turistico sia scientifico volte a valorizzare la zona.
Come l’adesione al CISCuP è libera e volontaria, la sua attività sarà del tutto aperta: a partecipare ad essa è chiamato chiunque indipendentemente dalla fascia d’età, dal sesso e/o genere, dal livello culturale, dallo stato socioeconomico, dalla condizione professionale, dall’origine etnolinguistica.
È importante sottolineare che, per quanto specificamente diretto allo studio di un fenomeno che è anche e magari soprattutto religioso, il CISCuP è un sodalizio a carattere laico al quale tutti sono invitati e nel quale tutti sono benvenuti qualunque siano le sue convinzioni religiose o politiche.

Scopi e obiettivi del CISCuP
1. Incontri sia ordinari e periodici, sia straordinari (convegni, congressi, giornate di studio, viaggi comunitari) che abbiano come oggetto lo studio di quanto attiene la civiltà del pellegrinaggio a tutti i livelli e in qualunque contesto socioculturale (non solo quelli nelle religioni “rivelate” ma anche quelli nelle “religioni naturali” – cioè mitico-immanentistiche) tanto nei contesti antichi quanto in quelli moderni e contemporanei fino ai fenomeni moderni e postmoderni (“pellegrinaggi laico-politici”, culture connesse con il new age);
2. Istituzione di una banca-dati sui fenomeni di pellegrinaggio e di viaggio “di culto”, con relative schede storiche, biografiche e storiografiche e con la costruzione di siti d’informazione on line;
3. Organizzazione di almeno due occasioni di almeno due giorni ciascuno (una fra il 24 e il 26 luglio, una fra 11 e 15 settembre) rispettivamente dedicati la prima alla storia dei pellegrinaggi e ai relativi culti e tradizioni, la seconda al rapporto sedentarietà-nomadismo e quindi ai temi dell’accoglienza, del rispetto reciproco e dell’acculturazione, con momenti sia di riflessione scientifica e culturale sia di festa. In tali occasioni si potranno organizzare anche mostre-mercato di libri e di oggetti relativamente ai temi trattati;
4. Allestimento, negli opportuni limiti di tempo e di disponibilità economica, di una sede sociale fornita di foresteria, biblioteca, sala di riunioni.

In sintesi, proponiamo in linea del tutto provvisoria e interlocutoria il seguente schema operativo:

Area scientifica Area divulgativa Area di formazione Area logistica
Convegno Festival del Pellegrinaggio (ogni anno tra 24 e 26 luglio) Centro di formazione Turismo religioso
      – portale del turismo religioso
– portale web
– mercato con prodotti dei conventi
– mostra-mercato relativa all’editoria sul viaggio e il pellegrinaggio
– marcato e botteghe di “gadget”; artigianato sulle vie del pellegrinaggio
(iniziative da programmare in vista del Festival del Pellegrinaggio)

Richiamo l’importanza dell’argomento Centro di formazione, di cui al punto 5 del capo ATTIVITÀ OPERATIVE E NOTE DI SERVIZIO, immediatamente qui sotto. Ho ricevuto un’importante telefonata da una persona che il sindaco Lucchi aveva indirizzato a me e che ha mostrato molto interesse e molta competenza sul piano dell’organizzazione di operatori seri nel settore turistico-culturale, nella direzione della realizzazione di un master. Di ciò avevo anche parlato preliminarmente con Umberto Longo e Antonio Musarra, prospettando la possibilità di porre l’iniziativa sotto il patrocinio dell’Università di Roma 1, mentre Alessandro Bedini ed io potremmo avviare al medesimo riguardo un contatto con l’Università Libera “Campus” di Lucca, che appunto di ciò si occupa. Sono però al riguardo necessari un progetto, un programma e l’individuazione di un eventuale team di docenti.

ATTIVITÀ OPERATIVE E NOTE PROVVISORIE DI SERVIZIO
1. L’Università di riferimento privilegiato per quanto riguarda la collaborazione accademica sarà quella di Roma 1 “La Sapienza”; il professor Umberto Longo ha informalmente (e con tutte le riserve istituzionali del caso) accordato la sua collaborazione per il collegamento tra tale Università e il CISCuP.
2. Sembra opportuno altresì allacciare rapporti con l’Università di Parma, capoluogo della provincia nella quale Berceto è inquadrata. Sarà opportuno individuare almeno un collega referente a tale scopo.
3. La fondazione formale del CISCuP è subordinata alla sua costituzione in Associazione e al deposito del relativo statuto, per il momento allo studio. Modelli statutari da tenere in considerazione al riguardo sono quelli dell’ISIME, del CISAM, della SISMEL.
4. Si prevede opportuno accendere rapporti e, in prospettiva, stabilire convenzioni – a parte le Università di Roma 1, come si è detto, e di Parma che è l’ateneo di riferimento della provincia nella quale si trova Berceto – con ISIME, CISAM, SISMEL, Associazione di Studi Compostellani (Perugia), Associazione internazionale Santuari (AIRS), AISSCA, Radio Francigena, Festival del Medioevo (Gubbio), Italia Medievale, Università del Turismo CAMPUS (Lucca).
5. Quanto al necessario erigendo Centro di Formazione per Operatori del Settore Pellegrinaggio e Turismo Religioso, con lezioni itineranti lungo le vie del pellegrinaggio, esso dovrà formare persone che s’interfaccino con il pubblico del turismo (corsi a pagamento, così da finanziare i corsi: 25% all’Ateneo garante). Per le lezioni itineranti andrà contattato Ivan Foletti, allievo di Serena Romano: lezioni itineranti di storici itineranti. Questo aspetto del programma andrà trattato analiticamente a partire dall’ottobre 2019.
6. Sarà cura del CISCuP avviare i contatti con le autorità della Chiesa cattolica e dell’Unione Europea per proporre la proclamazione dell’apostolo Giacomo e Copatrono d’Europa.
7. Sarà altresì cura del CISCuP l’individuare centri di studio e sodalizi affini in tutta Europa e nel resto del mondo e prendere contatti con loro nella prospettiva di un ampliamento sempre più allargato di tutte le attività connesse con la dimensione del pellegrinaggio.
8. Il Progetto Siamo Tutti Pellerossa, che nasce dal rapporto tra Berceto e la nazione Lakota e s’indirizza allo studio e alla salvaguardia dei popoli minacciati, delle “nazioni negate”, delle “lingue tagliate”, si propone di rinviarne l’impostazione dopo l’incontro dell’11-12 settembre 2019, al quale chi potrà è pregato di partecipare. Al Progetto Siamo Tutti Pellerossa saranno chiamati a partecipare in prima istanza Giannozzo Pucci, l’avvocato Martire, il dottor Giovanni Armillotta, il dottor Sergio Salvi, il dottor Giovanni Michelucci.

Organi e funzioni istituzionali del CISCuP
Il CISCuP lavorerà nei prossimi mesi, tanto sollecitamente quanto i mezzi a sua disposizione consentiranno, alla stesura di un suo statuto e alla determinazioni dei necessari organi funzionali.
Al fine di elaborare un opportuno organigramma, stabilirne funzioni e contenuti, fissarne i tempi di realizzazione, studiarne i modi di reperimento delle risorse relative, il CISCuP si doterà in attesa del suo statuto e della sua fondazione formale dei seguenti organi provvisori e funzionali:
Presidenza Onoraria: Irene Pivetti
Presidenza: Luigi Lucchi, sindaco di Berceto (e successori, per l’intera durata del loro mandato)
Segreteria istituzionale: Carlotta Anelli, segretaria comunale di Berceto.
Segreteria operativa: Alessandro Bedini, Daniela Braceschi, Franco Cardini, Antonio Musarra, David Nieri.
Tutti i partecipanti alla giornata di Berceto del 25 luglio 2019 che hanno riempito il modulo di adesione al CISCuP e coloro che, pur non avendo partecipato, avevano espresso la volontà di farlo, sono considerati membri del Comitato Promotore del CISCuP, con diritto a ricevere notizie sugli sviluppi della sua attività. Altri organi sociali saranno precisati in fase di stesura dello statuto.

Adesione
Si accede al CISCuP mediante semplice domanda al Presidente.

Logo
Il logo, per ora provvisorio, è costituito da una mandorla sulla quale, su fondo d’oro, sono impressi i simboli del Tau (in rosso), di una vieira o conchiglia di San Giacomo (in argento) di sei cerchi collegati in anello fra loro (in rosso) e di un crescente lunare con i corni rivolti verso l’alto (in argento). Provvederemo in breve, d’accordo con l’architetto disegnatore, a fornirne un prototipo ufficiale definitivo e un breve opuscolo che ne illustri il significato simbolico.

Studiosi invitati ad aderire al CESCuP
L’adesione al CESCuP è libera e chiunque è il benvenuto a prendervi parte. Ci sono tuttavia talune persone (soprattutto specialisti della storia del pellegrinaggio, della storia della strada e della viabilità, della storia religiosa o socioeconomica del viaggio) che hanno fornito pareri qualificati sulla fondazione del CESCuP e che sono quindi particolarmente invitati a farne parte. Essi sono:
Silvia Agnoletti; Paolo Caucci von Saucken (348-7369221); Pietro Dalena (349-8732289); Franco Franceschi (335-5416636); Isabella Gagliardi (347-5742499); Laura Galoppini (328-6978801); Giuseppe Ligato; Luca Mantelli; Marina Montesano (335-8172049); Renzo Nelli (347-8623575); Agostino Paravicini Bagliani; Paolo Pieraccini; Paolo Pirillo; Gloria Roselli (348-7841539); Luigi Russo347-9612099; Ilaria Sabbatini; Renato Stopani; Francesco Santi; Giuseppe Sergi; Pinuccia Simbula; Ughetta Sorelli (347-94986); Sergio Valzania.
Non tutti gli amici e colleghi or ora nominati hanno risposto formalizzando al loro adesione: li prego di farlo, anche se non a tutti ho scritto personalmente (il che mi riprometto di fare: purtroppo, i mesi sono fatti solo di 30-31 giorni, a parte febbraio che ne ha 28 o 29, e i giorni di 24 ore).
Chiunque voglia aderire al nostro programma e intenda aiutarci concretamente a migliorarlo è pregato di farcelo sapere: lo inseriremo nella lista dei soci disposti a impegnarsi più attivamente, senza alcun altro impegno che la loro parola.

IMPORTANTE! – Il CISCuP non è pensato per diventare un “comitato centrale” di un bel niente. È fatto di persone libere e dedicato alle persone libere; non intende coordinare l’attività di nessuno se non per mezzo d’interventi informativi di puro servizio; non vuole sostituirsi a nulla e a nessuno, non vuole porsi a capo di nulla e di nessuno. Affiliarsi al CISCuP significa soltanto dire: “Io ci sono: m’interessa il pellegrinaggio e voglio collaborare con tutti quelli che hanno il mio stesso interesse nei seguenti campi (spiegare quali). Desidero ricevere notizie dal CISCuP, m’impegno a comunicargli le mie e a collaborare per la costruzione di una rete di specialisti del settore: studiosi, organizzatori e animatori, titolari di aziende interessate (case editrici, Bed & Brekfast, artigiani produttori di gadgets, guide turistiche, devoti di qualunque religione che conosca al dimensione del pellegrinaggio, viaggiatori e camminatori)”.
Dunque, niente gerarchie: solo rete d’informazione, di scambi d’idee, d’iniziative. È opportuno che, partendo dal DOCUMENTO DI BASE pubblicato qui sopra, in tutte le città o i centri demici anche molto piccoli in cui ciò sia possibile, si costituisca un Gruppo CISCuP impegnato a collaborare alle iniziative comunitarie qui descritte ma liberissimo di organizzarne altre, con o senza l’aiuto degli altri Gruppi CISCuP, reperendo in loco materiali e risorse.