Minima Cardiniana, 258/6

Domenica 1 dicembre 2019, I Domenica di Avvento

PER FINIRE: DULCIS IN FUNDO (O IN CAUDA VENENUM?)

Importanti novità bibliografiche, negli ultimi mesi. Grazie alla collaborazione con una nuova editrice viareggina, “La Vela” (info@edizionilavela.it) abbiamo potuto pubblicare alcuni volumi di grande pregio, quali un saggio su Ibn Khaldun di Massimo Campanini e un saggio di Luigi Russo e Franco Cardini, Homo viator, sul pellegrinaggio medievale. Ancora di Franco Cardini, due monografie (Gesù, la falce, il martello; Neofascismo e neoantifascismo) e un libro di racconti natalizi, Cantico postmoderno di Natale. Nel cantiere della “Vela” sono in lavorazione, ancora, scritti di Anna Benvenuti, Isabella Gagliardi, Antonio Musarra, Mahmoud Salem Elsheikh e di altri.

Novità importante anche sul fronte relativo invece a un grande editore di cultura, Il Mulino di Bologna. Per i suoi tipi è uscito recentissimamente Il grande racconto delle crociate, un libro dal titolo programmaticamente convenzionale e dal contenuto sui generis.

Come tutti sanno, la notizia giornalistica-tipo è che un bambino ha morso un cane, non viceversa.

Vi offro quella opposta: il cane ha morso il bambino, ovvero la banalità. Ecco qua: Franco Cardini ha scritto un altro libro sulle crociate. Di nuovo!

Ebbene, sì. Ma con alcune novità, a parte le bellissime illustrazioni. Cardini, a torto o a ragione recidivo, si affianca qui non già certo un debuttante, però senza dubbio un giovane ma rampante storico della generazione dei trentenni, Antonio Musarra, dell’Università di Roma “La Sapienza”: che, per dirne una, è il relatore che ha aperto di recente il grande convegno di Gerusalemme dedicato al tema Francesco e il sultano, nell’ottocentenario dello storico incontro del Povero di Assisi col nipote del Saladino.

E qui c’è un cambio di registro, un “salto di fase” tematico e concettuale. Questo è un libro esplicitamente ambizioso. Niente erudizione. Storia pura: fatti, istituzioni, strutture. Non un rigo di noioso resoconto storiografico, non una parola che suoni discussione o polemica fra “addetti ai lavori”, non una nota critica a piè di pagina, non un cenno di resoconto bibliografico. Un libro sfacciato e arrogante: dovete fidarvi di noi. Tanto, i colleghi specialisti sanno bene dove mettere le mani se vogliono farci le bucce e al famoso “pubblico dei lettori colti e intelligenti” nulla potrebbe fregar di meno delle baruffe di bassa cucina storiografica. Qui c’è tutta storia e solo storia, tutto racconto e solo racconto.

E non è per nulla “il solito libro sulle crociate”. Cesare Pavese, nei Dialoghi con Leucò, ci aveva ben avvertito: “Le crociate furono più di sette”. Altroché. Ecco la sorpresa. Qui non si segue lo schema del manuale di liceo vecchio stile, non si sgrana il rosario delle sante imprese fra XI e XIII secolo, dal Pio Buglione a al buon re Luigi IX. Ci si pone il problema delle radici delle crociate, se siano o no “guerra santa” o “scontro di civiltà”, e quindi si tratta la crociata per quello che veramente fu e magari è ancora: una Balena Bianca che attraversa almeno un millennio di storia eurasiafromediterranea, per la gioia dei cultori della “dinamica della globalizzazione”.

Grande spazio, certo, al glorioso Mediterraneo medievale con la sua Iliade dei Baroni e la sua Odissea dei mercanti, insieme con l’Avventura dei poveri cristiani pellegrini: ma anche alla storia delle “crociate intracristiane” contro eretici e nemici politici del papato, quindi a quelle del Nordest europeo e poi quelle dei conquistadores per la cristianizzazione del Nuovo Mondo; e ancora, alla lotta fra Europa e impero ottomano dei secoli XV-XX (Lepanto 1571, Vienna 1683, ma anche – perché no? – Eugenio di Savoia, Lawrence d’Arabia, e magari perfino la Vandea antigiacobina, gli zuavi francesi volontari difensori della Roma di Pio IX, la cristiada messicana, Francisco Franco e addirittura George W. Bush e il Desert Storm. Insomma: lunghissima durata, da Carlo Magno al “califfo” al-Baghdadi passando per l’era colonialista e la corsa al petrolio. Il tutto, sia chiaro, non freddamente e algidamente “obiettivo”, “avalutativo”, ma nemmeno ideologicamente condizionato. Non vi forniamo sornione “chiavi lettura” per tirarvi dalla nostra, non vi regaliamo il pesce-crociata già pronto per esser mangiato, vi forniamo la canna da pesca. Riflettete e arrangiatevi. Se siete dei cultori del “chi-aveva-ragione-e-chi-torto?”, valutatela voi, la crociata. Do it yourself, perdinci: viva la libertà!

Rischio d’attualizzazione? “Generoso” (o rischioso) anacronismo? Impudica adozione dei moduli della New History? Libello filomusulmano o pamphlet antimusulmano? Provocazione reazionaria o scandalo sovversivo? “Di Destra” o “di Sinistra”? Se volete scommettere, funziona il totalizzatore. Leggere per credere: e per giudicare. La sfida è lanciata.