Minima Cardiniana 174

Domenica 7 maggio 2017 – Quarta domenica di Pasqua. Santi Flavia, Stanislao, Augusto

VE LO AVEVO DETTO

Un signore che per un certo tempo deve aver seguito queste pagine (mi auguro che abbia smesso) mi scrisse qualche settimana fa contestando quella che gli sembrava da parte mia una difesa di Assad, da lui definito un criminale psicopatico: gli replicai (mi sembrò di farlo gentilmente) che  forse non era abbastanza ben informato; gli ricordai che sul rais  siriano erano circolate a lungo false notizie e addirittura calunnie; gli  raccomandai di non sottovalutare l’avviso di membri autorevoli e responsabili delle Chiesa cristiane del suo paese, tutte schierate al fianco di  Assad; gli suggerii di confrontare il suo operato con quello, ben peggiore, di altri (e mi pare che la bomba statunitense Moab sull’Afghanistan, della quale ha parlato anche il papa, sia ben peggiore). Mi ha replicato in mi sembra un paio di riprese, accusandomi di non rispondere a tono, di menare il can per l’aia, di “buttarla in caciara”, dettandomi lui l’agenda di quel che dovevamo parlare (di Assad: non di altro – sic) e di come dovevo procedere con lui (mi dica questo, mi chiarisca quest’altro). Poi sono arrivate le recentissime notizie a proposito dei dubbi nati in area statunitense e perfino NATO a proposito dei “crimini di Saddam”. Mi sono ben guardato dal scrivergli per dirgli che avevo ragione io. Invece mi ha scritto lui, chiedendomi perché  alla luce delle recenti notizie non ammettevo di avere sbagliato. La sua logica mi sfugge: comunque, a questo punto mi sono francamente sentito in diritto di invitarlo a non farmi perdere altro tempo. Guardate che ricevo messaggi ben più demenziali di questo. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 173

Domenica 30 aprile 2017 – III Domenica di Pasqua

IL PAPA, L’EGITTO, L’ISLAM “MODERATO” E LA MEMORIA CORTA

La recente visita del papa in Egitto non è stata affatto – al contrario di come in troppi hanno detto e scritto –  una “legittimazione” o addirittura una “benedizione” al regime di al-Sisi che viola i diritti umani e che ci nasconde ancora la verità sulla morte del nostro Regeni. Non avrebbe comunque senso rimproverare a Francesco quel che i nostri governi sono i primi a fare: al-Sisi è difatti uno dei principali “nostri” amici nel Vicino Oriente, alleato degli USA e della NATO; quanto al violare i diritti umani, chiedetene notizia all’ex presidente  Obama – premio Nobel per la pace – che anni fa, all’inizio del suo mandato, aveva formulato la promessa clamorosamente mai mantenuta  della chiusura del carcere illegale di Guantanamo; chiedetene al suo successore Trump che continua a tenere aperto quell’infame Lager  alla faccia del diritto internazionale; e magari, già che si siete,  chiedete al governo di Washington quante e quali onorificenze e promozioni abbia esso elargito agli assassini del Cermis dei quali gli italiani – a cominciare dai fieri  “sovranisti” – si sono dimenticati. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 172

Domenica 23 aprile 2017 – Domenica in albis

QUALCHE GIORNATA PARTICOLARE A PARIGI

Divertentissimi toni trionfalistici, nella notte tra domenica 23 e lunedì 24, sia di Macron – che sarà a suo dire il “presidente dei patrioti, contro i nazionalisti” –, sia della signora Le Pen, che “porterà i francesi all’Élysée”. Tra gli sconfitti, lo screditato Fillon (che ha perduto l’occasione di ritirarsi con un minimo di residua dignità, dopo essersi fatto prendere con le mani nel sacco) e il socialista Hamon (sul quale ha senza dubbio pesato l’imbarazzante eredità del tristo Hollande) hanno precipitosamente invitato i loro elettori a “far barriera” al secondo turno contro il Front National. Ma è significativo che il candidato del movimento France Insoumise, Melenchon – che ha cercato di tener insieme quel che resta del partito comunista e dell’opinione gauchiste ed è stato obiettivamente, insieme con la trotzkista Arthaud, il candidato più serio, quello che ha proposto programmi politici e sociali plausibili (e tragicamente adatti alla dificoltà del momento: quindi irrealizzabili) dinanzi agli opposti isterismi xenofobi da una parte, “neopaleoantifascisti” dall’altra – ha significativamente lasciati liberi i suoi elettori per il secondo turno. Sottintendendo che comunque si cadrà dalla padella nella brace, chiunque abbia la meglio tra il “gestore del Nulla moderato” (l’ammucchiata centrodestra-centrosinistra in funzione antilepenista) e Madame “Franceauxfrançais” che, essendo una signora intelligente, sarà senza dubbio nel suo intimo – qualunque sia la parte che lo tocca di giocare adesso in commedia – la più accesa antilepenista di Francia, la prima a ringraziare Iddio dell’impossibilità della sua vittoria. Dalla padella Hollande, chi dei due semivincitori di ieri – scrivo nella mattinata di lunedì – chi sia la brace, vedremo: anche se francamente la “resistibile ascesa” del semigollista-neocentrista Macron sembra nell’ordine delle cose, visto l’isterismo con il quale buona parte dei media hanno già cominciato a dar nuovo fiato alle vecchie, sfiatate buccine intimidatorie: gli spettri del collaborazionismo, la Francia occupata, gli orrori nazisti, il teppismo fascista eccetera, e insomma tutto l’armamentario terroristico che in questi casi non si ha pudore di rievocare.  Nelle prossime serate tutte le reti televisive francesi inonderanno le case dell’Hexagone di filmoni, filmetti e filmacci dedicati alla Resistenza, alla Shoah e via dicendo, da Casablanca a Bastardi senza gloria se saremo un po’ più fortunati e giù via via a scendere (e allora sarà grasso che cola se ci rifileranno di nuovo Bourvil e De Funès contro le SS). Intanto ricomincerà il battage scandalistico sull’entourage della Le Pen, sui suoi collaboratori neofascisti e ladri denunziati nelle settimane scorse con grande dovizia di servizi giornalistici e televisivi dove piogge di svastiche si accompagnavano ad alluvioni di cifre relative al danaro pubblico stornato dai dirigenti e dagli amministratori del FN. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 171

Domenica 16 aprile – Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

PASQUA 1967 – PASQUA 2017

Cinquant’anni fa. A dire il vero, sul piano strettamente cronologico, un po’ di più: ma esattamente cinquanta su quello liturgico-calendariale. Era appunto la domenica di Pasqua 26 marzo 1967: ricordiamolo ora, mezzo secolo più tardi, per la Pasqua 2017.

Quell’accorata lungimiranza, oggi, ci sorprende.  Allora, molti di noi – anche e soprattutto tra noialtri cattolici – non erano ancora maturi per comprendere a pieno la portata di quella straordinaria lettera enciclica, la Populorum progressio. Molti pensarono alla solita retorica pauperistica di un papato che, all’indomani del regno di Pio XII, sembrava aver imboccato con una “svolta” pericolosa la via del “progressismo” della quale il Vaticano II era il “cavallo di Troia” e che avrebbe condotto a una soluzione del Cristianesimo nel sociologismo; moltissimi passarono sopra al fatto che il termine latino progressio significa “avanzata”, “cammino ascendente”, e lo tradussero pedissequamente con il suo “fals’amico” italiano “progresso” e con l’ideologia che vi si fonda, il progressismo; troppi (me compreso) si dettero a denunziare quello che Jacques Maritain aveva interpretato come “l’inginocchiarsi della Chiesa davanti al mondo”. Non era affatto così. Lo abbiamo capito tardi, a causa delle tragedie che si sono succedute da allora a questa parte nel pianeta e grazie al magistero di papa Francesco. Continua a leggere

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