Minima Cardiniana 303/4

Domenica 29 novembre 2020, Prima Domenica d’Avvento

IL NUOVO MESSALE

Il Gloria e il Pater noster:
ovvero fratelli d’Italia siam tutti biblisti
siam latinisti, l’Italia chiamò

Nuovo messale. È già successo, nella storia della Chiesa. Anche la “tradizione” è stata giovane. Magari ha ragione Oscar Wilde: una tradizione è un’innovazione che ha avuto successo. E poi è questione di parole, quindi di lessicologia, di glottologia, di filologia. Verba Sacra? Sì, ma è un discorso che non vale per le traduzioni. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 303/5

Domenica 29 novembre 2020, Prima Domenica d’Avvento

VICINO ORIENTE: UNA PROPOSTA
Il Vicino oriente torna a ribollire, temiamo: anzi, non ha mai smesso. Il triangolo d’inedita alleanza USA-Arabia Saudita-Israele (inedito come triangolo, non come coppia di alleanze con gli USA come perno) è a una svolta, il suo padrino Trump estromesso dalla Casa Bianca sta seminando guai per il suo successore (la patata bollente dell’assassinio dello scienziato iraniano è un’altra perla della collana di crimini…) e insomma siamo in alto mare. Ciò non c’impedisce tuttavia di pensare in grande, e in modo disteso. L’amico e collega Pietro De Marco è ben noto e le sue competenze in fatto di teologia, filosofia e sociologia sono note da parecchi decenni, fino dai tempi di “Testimonianze” quando ancora furoreggiava il non mai abbastanza rimpianto padre Balducci (e quanto lo rimpiangiamo oggi, con questi chiari di luna…). Personalmente mi trovo, lo confesso, spesso in disaccordo con l’amico Pietro: e l’esserlo mi preoccupa perché ne riconosco senza esitazione la superiorità intellettuale. E allora, penserà qualcuno, dici che non sei d’accordo con lui, dici che è più bravo di te, e lo fai scrivere sul tuo blog? Lo so: prassi dei sinceri democratici sarebbe, in questi casi, lo zittire, l’abbuiare o il calunniare. È una vecchia storia. Ma io non sono mica un democratico… Continua a leggere

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Minima Cardiniana 303/6

Domenica 29 novembre 2020, Prima Domenica d’Avvento

LO AVESSERO COMMESSO GLI IRANIANI A DANNO DI ALTRI, LO CHIAMEREMMO ASSASSINIO
L’OMBRA DEL MOSSAD SULL’ASSASSINIO DELLO SCIENZIATO FAKHRIZADEH-MAHABADI
Era già accaduto, e non una sola volta, nel recente passato. Ma le “esecuzioni” di quattro scienziati iraniani (nel 2010 Masoud Alimohammadi e Majid Shariari, nel 2011 Dariush Rezaeinejad e nel 2012 il 33enne Mostafa Ahmadi Roshan) avevano suscitato poco rumore mediatico. Questa volta, però, l’assassinio di Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi – vittima di un agguato poco lontano da Teheran –, autorevole personalità a capo del programma nucleare iraniano, non pare essere passato inosservato, sollevando reazioni improntate alla promessa di vendetta simili a quelle generate dall’omicidio del generale Qassem Soleimani, probabilmente perché Fakhrizadeh aveva in campo nucleare un ruolo simile a quello esercitato da Soleimani in campo militare. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 303/7

Domenica 29 novembre 2020, Prima Domenica d’Avvento

A CHE PUNTO È LA SANTA CROCIATA PISANA?
LA STORIA INFINITA DI UNA MOSCHEA CONTESTATA
Era stato uno dei punti cardine della campagna elettorale che consegnò alla coalizione di centrodestra – a trazione leghista – le chiavi del municipio di Pisa. Una vittoria storica, quella di Michele Conti durante le elezioni amministrative del giugno 2018. La promessa pre-elezioni era stata sibillina: “Questa moschea non s’ha da fare!”. A parte il fatto che a livello costituzionale la libertà di culto dovrebbe essere garantita a tutti, senza esclusione alcuna, la Comunità islamica di Pisa all’epoca dei fatti aveva già acquistato un terreno nell’area adiacente a via del Brennero, ottenendo tutti i permessi e le licenze per costruire una moschea, tanto che i lavori dei tecnici erano già iniziati. Continua a leggere

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