Minima Cardiniana 212/3

Domenica 29 aprile 2018 – V Domenica di Quaresima. Santa Caterina da Siena

EFFEMERIDI DELLA “BUONA SCUOLA”

I FATTI DI LUCCA

A differenza che su Alfie, sui fatti di Lucca di qualche giorno fa (l’aggressione al docente in una scuola superiore), mi esprimerei volentieri: ma preferisco risparmiarvi le mie intemperanze di vecchio professore reazionario che nei confronti degli studenti indisciplinati auspicherebbe il ripristino delle pene corporali accompagnato da grosse multe pecuniarie per le famiglie. Passo quindi la parola a un’amica e collega ch’è ottima insegnante liceale – una che non si meritava la “Buona Squola” – del parere della quale approvo e sottoscrivo quasi tutto (escluse la richiesta di mantenimento dell’anonimato e la citazione delle lapidarie frasi di Antonino Caponnetto).

La collega che ha redatto questo contributo sarà da me richiesta di fornircene anche altri, a condizione tuttavia di rinunziare all’anonimato. Quando si combatte, bisogna farlo responsabilmente e allo scoperto.  

Da Orizzonte Scuola di sabato 28 aprile

“Aggredito un altro docente: un accendino acceso e la classe che urla – Bruciamo il prof! -”

Un docente, sui quarant’anni, è stato aggredito in una classe quarta da due studenti maggiorenni, già ripetenti, di un istituto in provincia di Pesaro.

Ne parla il restodelcarlino.it

Uno di loro aveva in mano un accendino acceso; mentre l’intera classe gli urlava di dar fuoco al professore, l’altro gli è andato vicino sferrandogli uno spintone. La scena è stata ripresa dai cellulari,il video è arrivato comunque alla preside. Il docente non aveva detto nulla, ma la preside ha riconosciuto classe e docente. I ragazzi sono stati sospesi fino alla fine dell’anno scolastico e ripeteranno la quarta. Un terzo studente, che incitava più degli altri, è stato identificato. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 212/2

Domenica 29 aprile 2018 – V Domenica di Quaresima. Santa Caterina da Siena

I GIORNI DEL NOSTRO DOLORE

ALFIE

Scusatemi, ma in fondo sono solo un vecchio professore grasso. Sono plurinonno e da due anni bisnonno. Vorrei dire qualcosa di Alfie, ma proprio non ce la faccio. Il mio amico David Nieri, coraggioso e spregiudicato editore viareggino – è titolare della casa editrice La Vela e pubblica libri che si paga di tasca sua, per passione letteraria e civica – è da poco tempo anche uno dei miei editori: non sarà il più importante (ma non è detto che non lo divenga), ma è – con tutto il rispetto per gli altri, e l’affetto per alcuni di loro – uno dei miei preferiti anche perché (sia detto a suo rischio…) è uno di quelli che sento culturalmente congeniale.

Nieri appartiene a una piccola schiera di amici ai quali da oggi in poi chiederò di quando in quando, forse sempre più spesso, di darmi una mano nella prosecuzione dei Minima Cardiniana. Non che voglia farne un “Magazine”, Dio me ne guardi: ma in fondo, come “dicheno” a Roma, hai visto mai?

David è più coraggioso di me. Ha accettato di scrivere di Alfie. Che Dio lo aiuti e lo ricompensi. Perché ha parlato non solo di Alfie, ma di tutti gli Alfie del mondo, di quelli ai quali fino a oggi abbiamo avuto la colpa di non pensare abbastanza e rispetto ai quali sarà un delitto non pensare sul serio da oggi in poi. Come dicevo poco sopra, parlando delle vittime della Shoah [MC 212/1]: il solo modo di onorarle sul serio è impedire che altre si aggiungano a loro, da questo momento in poi.

La morte di Alfie e la nostra coscienza

Alla fine non ce l’ha fatta, il povero Alfie. Si è spento la notte di sabato 28 aprile, a pochi giorni dal suo secondo compleanno. Personalmente, ci ho sperato fino alla fine. Ho sperato che il piccolo continuasse a respirare, quindi a vivere, dopo che la “spina” dei supporti vitali era stata staccata qualche giorno prima. Ho sperato che almeno la Corte europea si pronunciasse a favore del trasferimento al “Bambino Gesù”, dopo che il governo italiano aveva concesso ad Alfie la cittadinanza italiana per consentirgli l’espatrio. Ho sperato infine nel miracolo – noi cattolici, sapete, ci crediamo – che annichilisse giudici e scienziati d’Oltremanica che intendono sentenziare sulla “vita degna di essere vissuta” stabilendone il confine come una questione di diritto, magari ponendosi pure contro il volere dei genitori – per un bambino di meno di due anni, l’unico possibile. Ma in terra d’Albione – quella del dio degli inglesi in cui non credere mai, e infatti io non ci credo – funziona così: se non c’è accordo tra medici e famiglia, la legge prevede l’intervento di un giudice. Nel caso in questione, i medici dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool avevano già dichiarato, lo scorso dicembre, di aver esaurito tutte le opzioni a disposizione per salvare il piccolo, decidendo quindi di sospendere la ventilazione artificiale che lo teneva in vita. Decisione alla quale ovviamente Tom e Kate Evans, i due giovanissimi genitori, si erano opposti, indicando tra le eventualità di cura anche il trasferimento al “Bambino Gesù”. Niente di tutto questo è accaduto. Come nel triste caso di Charlie Gard, la fine della vita di un bambino è stata sentenziata per legge, e a niente sono serviti i ripetuti appelli – anche da parte della Santa Sede – per tentare di salvare il bambino. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 212/1

Domenica 29 aprile 2018 – V Domenica di Quaresima. Santa Caterina da Siena

EFFEMERIDI DEL DISORIENTAMENTO

“ANTIANTISMO”

IL MIO PERSONALE “MANIFESTO” POSITIVO (ALMENO NELLE INTENZIONI)

Avendo raggiunto ormai le settantasette primavere, l’età pensionabile (nell’Accademia pomposamente definita “emeritato”, che mi dà diritto all’epiteto di “colendissimo” al posto del più banale “chiarissimo”) e una poltroncina di ventottesima fila nella graduatoria degli italiani che hanno una qualche forma di “visibilità”, non vorrei che per questo qualcuno dalla memoria corta si dimenticasse di (come diceva Petrolini) “tutto quel che sono”, che io – tanto per continuar con la citazione del sommo Maestro – non solo “non ve lo posso dire” perché “a dirlo non son buono”, ma non oso nemmeno (proseguo con la dotta citazione cabarettistica) provarmi a cantar. Insomma, non vorrei che per distrazione o per indulgenza mi si prendesse o mi si volesse far passare per una brava persona.

Io sono un pessimo soggetto, cari miei: sarei – tanto per citare una venerabile figura manzoniana – un “vecchio dalla canizie vituperosa”, se soltanto avessi ancora i capelli. O voialtri tutti che sapete manovrare il web, i social networks e tutte le altre diavolerie che vi esimono dallo sgobbar sui libri, non dimenticate che io sono sputtanato su molteplici “siti”, da quelli dei cattolici teocons a quelli degli “antifa” in servizio permanente effettivo, in tutto l’arco costituzionale ed extracostituzionale e metacostituzionale: mi si accusa in sintesi, anzi forse in sincresi, di essere un asburgoclericofasciocomunista, e di tale ircocervico epiteto, vi dirò, mi onoro: anzi, me ne sono sempre fregiato e me ne fregio. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 211/2

EFFEMERIDI DEL CAOS

IL CASO DEGLI STUDENTI A LUCCA

Quel ch’è accaduto il 19 scorso in una scuola di Lucca è d’una gravità straordinaria, ma purtroppo non è ormai più eccezionale. E’ uno degli esiti di una strada sconsideratamente intrapresa ormai quasi mezzo secolo fa e che costituisce uno degli aspetti più gravi e drammatici della degenerazione del “nostro Occidente democratico”.

  Un ragazzino che reagisce a un’insufficienza aggredendo e minacciando il docente: prima per obbligarlo a cambiare il giudizio registrato, quindi puntandogli il dito contro e intimandogli: “In ginocchio!”. Un comando che esprimeva la volontà di umiliare un insegnante che per età avrebbe potuto essere suo padre e di fargli simbolicamente riconoscere che la sua autorità in classe non esisteva, ch’egli era inferiore ai suoi studenti. Continua a leggere

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