Minima Cardiniana 215/2

Domenica 30 settembre 2018. XXVI Domenica del Tempo Ordinario. San Gerolamo

QUALCHE CONSIGLIO BIBLIOGRAFICO

“Lei fa troppo spesso il Grillo Parlante”, mi ammonisce un interlocutore solitamente alquanto severo. Per carità, caro Amico. Se talvolta ho dato quest’impressione, me ne scuso. Fra l’altro, il grillo è un animaletto simpatico: ma solo quando fa cri-cri sui prati di primavera.

Resta il fatto che a volte, forse, chi fa il mio mestiere lo tradisce, informando poco e commentando troppo. Cerco di farmi perdonare, pertanto, la sia pur involontaria petulanza limitandomi, qui, a fornirvi qualche forse non scontata informazione su qualcosa che a mio avviso potreste leggere con profitto.

Per non metter troppa carne al fuoco, mi limito qui e ora a un solo argomento. La politica estera, cenerentola – et pour cause!… – di tutti i governi politici italiani, terreno evitato (e amerei poter aggiungere: stranamente; ma non è purtroppo invece strano per nulla) perfino (“perfino”?) dai sovranisti. Perché non si rimette, ad esempio, in discussione il tema della “fedeltà” italiana ed europea a uno strumento formalmente inutile e anacronistico (visti i conclamati scopi di quando venne fondato), sostanzialmente invasivo, oppressivo, repressivo, terroristico e costoso come  la NATO, discutere della quale sembra un argomento intoccabile? Continua a leggere

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Minima Cardiniana 215/1

Domenica 30 settembre 2018. XXVI Domenica del Tempo Ordinario. San Gerolamo

NOTIZIA (E SCUSE)

 Carissimi tutti,

            grazie anzitutto per la fedeltà: le centinaia di “visite” al mio sito durante il “silenzio dei MC” e a fortiori poi dopo la ripresa della scorsa settimana mi hanno molto confortato e quasi convinto che tutto sommato questi appunti settimanali non sono forse nemmeno  inutili: né per me, né per quanti per molti motivi mi ritengono (e sono loro grato, per quanto dissenta sulla loro scelta) oggetto degno di attenzione. Sono molto riconoscente a chi m’incoraggia e addirittura mi loda, e ringrazio anche per le critiche – comprese quelle molto aspre –, delle quali prendo atto e farò tesoro.

Vi chiedo tuttavia ancora un po’ di pazienza: la sosta forzata di queste note durante i mesi estivi è stata accompagnata, alla fine di tale periodo, da un mio (chiamiamolo eufemisticamente così) “incidente di salute” non proprio lieve, che avrebbe potuto concludersi – e ne ringrazio Iddio – in modo ben peggiore di quanto invece sembra che il suo decorso lasci prevedere. Invito quindi gli amici a moderatamente tranquillizzarsi ed esorto i non-proprio-amici a non illudersi troppo. Ho dovuto, comunque, modificare alquanto l’agenda dei miei impegni, che come costaterete tra qualche riga è almeno per il momento ridotta.

Mi scuso, inoltre, per un ritardo, sia pur lieve, ma che rischia di divenire cronico. Cerco di far uscire i MC con regolarità alla fine di ogni domenica, ma confesso che mi è difficile. Durante i week ends, come senza dubbio molti di Voi ben sanno, sta affermandosi la cattiva abitudine di accumulare tutto il lavoro non compiuto e tutti i ritardi della settimana. Il risultato è che, tra venerdì pomeriggio e lunedì mattina, invece di riposarsi, svagarsi e santificare la festa domenicale, si viene inchiodati al remo della moderna galea, il computer. Non sempre riesco ad uscire da queste ore di lavori forzati all’alba del lunedì. Tenete quindi presente che non sarà consueto per Voi disporre del MC domenicale, in realtà, prima di ogni lunedì pomeriggio. Spero che, come dice il mio amico Matteo Renzi (che però non sento privatamente da molto tempo, per quanto non mi dia tregua sui giornali e in TV – e io non seguo blog, twitter né diavolerie del genere) ve ne farete una ragione. D’altro canto, gestisco un’agenzia volontaria e artigianale: come usava dire l’avvocato Carlo Goldoni, compatitemi.

AGENDA

Giovedì 4 ottobre 2018, ore 17, 30 – Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater: ricordo della “Gerusalemme bolognese di San Petronio” e note sulla fabbrica “gerosolimitana” della basilica di Santo Stefano nel contesto del pellegrinaggio medievale.

Venerdì 5 ottobre, ore 16,00 – Firenze, libreria Salvemini: presentazione del saggio di Joseph de Maistre, Delucidazione sui sacrifici, testo originale e tr. fr. Di A. Almonti, Sanremo, Lo Studiolo, 2017.

EFFEMERIDI DELL’ANGOSCIA

SPRAZZI DI LUCE

Sarà che invecchio, sarà che negli ultimi tempi non sono stato troppo bene (cosa che può succedere, ma che in genere non migliora il carattere anche se e quando apporta saggezza…), ma  sto rendendomi conto di sopportare sempre meno bene i miei simili: e, dal momento che a quanto pare molti di loro nutrono nei miei confronti sentimenti reciproci, siamo pari. Vi sono, tuttavia, delle eccezioni: grazie a Dio anche molte. Mi limito a segnalare tre personaggi che per me sono ordinariamente altrettante stelle polari: Massimo Cacciari, Sergio Givone (chi non ha ancora letto il suo saggio Quant’è vero Iddio la smetta di farsi del male e rimedi subito), Armando Torno.

Di rado riesco a non essere d’accordo con Massimo Cacciari, anche quando si dà alle sue ormai proverbiali sfuriate in TV: del resto, va detto che lo fa sempre con stile. Ma è sempre molto divertente – nel senso migliore del termine – e a volte dice sul serio cose davvero sacrosante. Che non sia formalmente né cattolico né cristiano, non significa nel suo caso un bel nulla: né vorrei molti, di “atei”, o di “agnostici”, o di “teisti” (sbarrare la casella che interessa) come lui; per quanto, per altri versi, di Cacciari ce n’è uno solo e basta e avanza. Del resto, a parte Platone e Nietzsche, mi vanto di avere in comune con lui anche un terzo Autore che per lui come per me è una guida preziosa: Niccolò di Cusa e il suo De pace fidei. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 214/3

Domenica 23 settembre. Equinozio d’Autunno

UNA DISCUSSIONE

La modernità, la società dei consumi e del benessere (anche se esso non c’è più), la democrazia liberistica in genere sono beni assoluti, indiscutibili e irreversibili. Il way of way dei millenians è lo specchio del migliore dei modi possibili e la storia può andare in una sola direzione. L’ultima versione dell’incrollabile fiducia nelle “magnifiche sorti e progressive” espressa dal “Corrierone” con lucida consapevolezza: noi guidavano il popolo verso il meglio, anche se stando ai risultati ciò non sembrava. Il popolo, stanco dei nostri fallimenti, ha preso un’altra strada. la colpa è del popolo che non si fida più più delle nostre ricette e cerca altro… magari perfino rivolgendosi al passato.

Ecco un articolo di Antonio Polito e una replica da parte mia ch’è stata diffusa on-line.

ANTONIO POLITO

“UN’IRRESISTIBILE NOSTALGIA DEL PASSATO HA PRESO IL GOVERNO DEL                        CAMBIAMENTO”

(“Il Corriere della Sera”, 11 settembre 2018).

Il fastidio che Salvini ha esternato per le file milanesi davanti a Starbucks, vero e proprio demone di una modernità cosmopolita, è pari solo al disprezzo con cui Di Maio giudica il lavoro domenicale nei centri commerciali. Frappuccino e outlet, insieme con Erasmus e Ryanair, sono stati tra i simboli dei millennials, la generazione nata a cavallo dei due secoli, educata a una nuova libertà dei consumi e dei costumi, che ha colonizzato e omologato le grandi capitali europee. Ma ora che Lucio Dalla non c’è più, basta con «Milano vicino all’Europa». Oggi il messaggio è: statevene a casa, benedetti ragazzi, fatevi il caffè con la moka e santificate il giorno di festa, come si faceva un tempo, quando non c’erano tutte queste distrazioni. In cambio ai nostri giovani si offrono corsi scolastici meno turbati da tutta la fastidiosa retorica sul merito e sulla competenza. Così il governo sta rinviando la riforma che faceva valere il test Invalsi e l’alternanza scuola-lavoro per l’ammissione all’esame di maturità. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 214/2

Domenica 23 settembre. Equinozio d’Autunno

INTANTO, NEL MONDO…

KOFI ANNAN (1938-2018): I GRANDI SE NE VANNO

Kofi Annan se n’è andato sabato 18 agosto 2018.

Confessiamolo: non ci aspettavamo di amarlo, non ce n’eravamo accorti. Sarà perché in fondo, purtroppo, la fiducia che nutriamo nei confronti dell’ONU è molto limitata, e negli ultimi decenni in particolare – con il coreano Ban Ki-Mon e il portoghese Gutierrez, che si sono dovuti misurare con crisi internazionali nelle quali il loro prestigio non ha avuto per nulla modo di brillare (pensiamo alla Libia e alla Siria, ma anche alla Corea e all’America latina) – il suo peso sembra essersi dissolto.

Kofi Annan, nato nel Ghana nel 1938, aveva ottant’anni: che oggi non sono più un’età particolarmente avanzata. Non ci aspettavamo che se ne andasse, e tanto meno lui che lavorava alacremente alla direzione della Fondazione da lui fondata e che portava il suo nome. Eletto segretario generale dell’ONU nel dicembre del 1997 al posto dell’egiziano Boutros Ghali, che avrebbe aspirato legittimamente a un secondo mandato (tale la prassi ordinaria) ma aveva dovuto incassare il “veto” statunitense,  tutti si aspettavano che quel sessantenne africano avrebbe mosso passi quanto mai cauti per non incorrere nei guai del predecessore. Continua a leggere

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