Minima Cardiniana 330/5

Domenica 6 giugno 2021, Corpus Domini

TORNA IL GRANDE LIBRO DI UN GRANDE STUDIOSO
LUNEDÌ 7 P.V., UNA SERATA PISANA IN MEMORIA E IN ONORE DI MARCO TANGHERONI
Lunedì 7 giugno p.v. alle ore 18,45, al Giardino Scotto di Pisa, si presenta in nuova edizione a cura del “Corriere della Sera” uno dei più famosi e importanti libri di Marco Tangheroni, Commercio e navigazione nel medioevo, n. ed., Milano, Il Corriere della Sera, pp. 467, euri 8,90 con il quotidiano (collana Medioevo, n. 8). Saranno a presentarlo la dottoressa Martina Tonfoni, del “Corriere”, editor della collana Medioevo, e Franco Cardini coordinatore della collana stessa.
Marco Tangheroni (1946-2004) è stato e resta uno dei massimi medievisti e studiosi del Mediterraneo a livello europeo e mondiale: come tale riconosciuto da specialisti illustri quali Fernand Braudel e David Abulafia. La sua biografia è incredibilmente ampia, varia e sempre di altissimo livello. È stato studioso, docente, polemista limpido e coraggioso. Fu eccellente come studioso, migliore ancora come insegnante, straordinario come cittadino esemplare, ineccepibile come padre di famiglia, inarrivabile per generosità e bontà d’animo. Entrato in blocco renale all’età di circa vent’anni, visse eroicamente i restanti della sua purtroppo non lunga vita come dializzato, trovando il tempo tra cure dolorose e lunghe degenze ospedaliere di animare anche accettando di sobbarcarsi pesanti incarichi direzionali le università prima di Cagliari e poi di Pisa, senza mai dimenticare la sua prediletta Barcellona e la sua adorata Aragona-Catalogna. Dal momento che questo è l’Anno Dantesco, va aggiunto che fu anche cultore raffinato e rigoroso della Commedia e rimarchevole dantista: sarebbe forse opportuno raccogliere in volume i suoi studi al riguardo.
Tra i suoi amici – ne ebbe di carissimi, e di tutti i possibili indirizzi politici e culturali – quelli che sono anche suoi fratelli in Cristo si chiedono se non sarebbe il caso di avviare seriamente un discorso che potrebbe portarlo alla canonizzazione.
Di lui offriamo un breve profilo. Continua a leggere

Minima Cardiniana 329/1

Domenica 30 maggio 2021, Santissima Trinità

IN MEMORIAM
CARLA FRACCI (1936-2021)
Danzatrice classica italiana (Milano 1936 – ivi 2021), proveniente dalla scuola della Scala, perfezionatasi a Parigi, Londra e New York. Romantica ed espressiva, dotata di un bellissimo port de bras, è stata interprete ideale del repertorio classico ed una indimenticabile Giselle (1961). Ha saputo essere tuttavia drammatica in Francesca da Rimini (1965), spiritosa in Coppelia (1961), lirica e intensa nel Lago dei cigni (1973). Qualità, queste, che le hanno permesso di eccellere sia in creazioni contemporanee quali Romeo e Giulietta (1958) e Les demoiselles de la nuit (1964) sia nei numerosi balletti per lei concepiti dal marito, il regista B. Menegatti, e realizzati dal coreografo L. Gai (Pelléas et Mélisande, 1970; Il fiore di pietra, 1973). Ha formato una coppia ideale con il danese E. Bruhn, ma ha ballato anche con i massimi danzatori del nostro tempo, ospite dei maggiori teatri del mondo e prima ballerina presso l’American Ballet Theatre. Tra le sue interpretazioni più recenti si ricordano: … Alma Mahler Gropius Werfel – La bambola di Kokoschka (1994); Jeux (1996); Filumena Marturano (1996); Zelda, riservami un valzer (1998); Requiem per Edith Stein (2001); Amleto Principe del sogno (2002); Lady Macbeth (2004); Maria Stuarda, l’ultima notte (2005); La primavera romana della signora Stone (2006); La bella addormentata nel bosco (2009). Dal 2000 al 2010 ha diretto il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Del 2013 è la sua autobiografia Passo dopo passo, mentre nel 2014 la danzatrice ha partecipato al film 29200 Puthod, l’altra verità della realtà di F. Angi, sulla vita e le opere dell’artista internazionale D. Puthod.
(www.treccani.it)

Minima Cardiniana 329/2

Domenica 30 maggio 2021, Santissima Trinità

EDITORIALE
IL DOVERE DELLA MEMORIA… O NO?
Sono un convinto fautore del dovere della memoria: e apprezzo molto che esso mi sia ricordato ogni 27 gennaio e ogni 25 aprile. Solo, temo che a volte politici e mass media abbassino la guardia, siano distratti. Oggi, Santa Romana Chiesa ci ha ricordato tre giovani donne, tre autentiche martiri: erano disarmate e dedite al loro prossimo, nel contesto di una feroce guerra civile, quella spagnola del 1936-39. Vennero arrestate, seviziate, assassinate. Sul fronte aragonese, nell’ottobre del 1936.
Che peccato che una qualche TV, per esempio, non si sia ispirata a quell’episodio per un toccante sceneggiato. Fra l’altro, il contesto sarebbe stato l’affascinante quadro di
Per chi suona la campana e di Tierra y Libertad. Quale occasione migliore per rievocare l’impegno civico speso in quell’occasione da tantissimi intellettuali, da Picasso a Hemingway…
Certo, c’è un guaio: Picasso, Hemingway, Malraux e millanta altri tifavano sì per la Spagna, la medesima a favore della quale si schieravano i governi francese, inglese, americano, russo…
Solo che, ohimè, le tre crocerossine furono trucidate dai democratici combattenti a favore dei quali si erano mobilitati tanti governi democratici e tanti fini intellettuali.
E allora, che facciamo? Gridiamo all’infamia, alla coscienza pelosa di chi vede soltanto i delitti dell’altra parte? O fingiamo di esserci distratti? O che altro?
A meno che non sia tutta una provocazione. Anzi…
Ma sì, diciamolo! È tutto chiaro, tutto evidente! Altro che beatificarle!
È evidente che si trattò di una provocazione: quelle andarono a farsi ammazzare da un reparto di antifascisti impegnati a difendere il suolo patrio. Che vergogna…
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