Minima Cardiniana 322/1

Domenica 11 aprile 2021, Domenica in Albis

IN MEMORIAM
“HORATIO – Now cracks a noble heart.
Good-Night, sweet Prince,
and fights of angels
sing thee to thy rest!”.
(William Shakespeare, Hamlet, Prince of Danemark, Act 5, Scene 2)
Per Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, 1921-2021. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 322/2

Domenica 11 aprile 2021, Domenica in Albis

EDITORIALE
…o meglio, Non-editoriale. Rinunzio all’Editoriale. Nell’imbarazzo della scelta, non saprei da dove cominciare. È troppo ghiotta la Commedia delle Sedie Mancanti ad Ankara, ma più ghiotta ancora le gaffes a catena di politici e di giornalisti del Bel Paese, dov’è evidente che si può dar del “dittatore” (e magari “sanguinario”) a chi si voglia – per esempio ad Assad –, mentre il peggior gorillaccio latinoamericano o il più ladro fra i “presidenti” africani che tengono il sacco alle ruberie delle lobbies nel loro continente vanno trattati da Sua Eccellenza in quanto sono agli ordini di Washington o di Davos: e anche nel caso di Erdoğan (farabutto finché si vuole ma membro della NATO e utile nel dar fastidio a Putin e a Teheran) bisogna andarci piano con le definizioni. Dittatore, lui? Lo afferma Draghi, poi ci ripensa: magari sì, in fondo perché no?, ma anche forse nostro utile partner. Tanto per adeguarci al lessico dei Godfathers, che ormai furoreggia anche a Capitol Hill: “Yes, maybe he’s a sonofabitch, but he’s our Sonofabitch!”. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 322/3

Domenica 11 aprile 2021, Domenica in Albis

STATISTI E GAFFEURS
IL SOFAGATE E IL DITTATORE
È stata, in un certo senso, “la notizia della settimana”. Le immagini che da Ankara hanno mostrato prima lo spaesamento, poi l’evidente contrarietà della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, alla quale è stata negata la “sedia d’onore” accanto al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel durante un incontro ufficiale tra Unione Europea e governo turco, hanno fatto il giro del mondo. L’opinione pubblica si è divisa, come al solito, tra le scontate accuse di sessismo, maschilismo e provocazione nei confronti del presidente turco, oppure, più cautamente, ha cercato di spiegare i motivi di un tale atteggiamento e di quella che può anche apparire come una “gaffe diplomatica”, secondo noi alquanto improbabile. L’articolo che riportiamo qui sotto ci è parso il più convincente e obiettivo, perché pone al vaglio dei lettori le varie motivazioni che stanno alla base di un gesto che ormai ha scatenato una bagarre istituzionale anche all’interno dell’Unione Europea. Continua a leggere

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