Storie di re Artù e dei suoi cavalieri

Storie di re ArtùLe imprese di Excalibur, l’amore impossibile tra Lancillotto e Ginevra, i prodigi di Merlino e le avventure che hanno reso immortale Re Artù e i suoi amici… Immergiti nel mondo lontano e perduto della cavalleria, dove i dettagli storici si intrecciano con il mito e la fantasia prende la forma di preziose miniature. Età di lettura: da 8 anni.

Minima Cardiniana 123/2

Domenica 22 maggio. Solennità della SS. Trinità

MA QUALE BELLEZZA, PER QUALE MONDO?

“La bellezza salverà il mondo”. All’ineffabile massima del principe Mishkin, il protagonista de L’Idiota di Fiodor Michailovich Dostoevskij, si può soltanto rimproverare la paradossale, altissima ambiguità. Ciò è sempre vero, d’altronde, per tutte le estrapolazioni: eppure, il contesto stesso del capolavoro dostoevskiano lascia poco spazio a un’esegesi cartesianamente “chiara e distinta”. Più che nel campo delle proposte estetiche siamo in quello dell’intuizione mistica. Senza voler minimamente contrapporre la verticalità d’una massima sublime alla volgare orizzontalità di un ambiguo buon senso, non è facile nemmeno dire quanto “popolare”, si potrebbe con una certa buona dose di scetticismo contrapporle l’adagio “Non è bello quel ch’è bello, è bello quel che piace”. Ma, se si vuole, proprio qui sta il punto: a quel tanto – moltissimo – di spirito platonico (il solito Cartesio parlerebbe di ésprit de finesse, ma anche e perciò stesso – e non a caso – di ésprit de géometrie) presente nelle parole del principe Mishkin, il volgare “buon senso” moderno sembra in realtà replicare citando l’a modo suo nobile massima di Protagora, “l’uomo è misura di tutte le cose”. Ma (attenzione!) “uomo” come specie umana, come natura umana – essendo cattolico, io ritengo che esista obiettivamente una natura umana, frutto di creazione divina e non di convenzione umana -, insomma “uomo” come Menschen, oppure “uomo” come astrazione individualizzante, come singolo, con tutto il bagaglio di una soggettività che astragga da qualunque superiore misura in quanto deliberatamente la ignora, se addirittura non la rinnega? Perché in questo secondo caso la proposta dostoevskiana viene automaticamente vanificata dal momento che il carattere obiettivo della bellezza diventa inattingibile in quanto irriconoscibile: anzi, ad esso viene negata qualunque concreta consistenza; l’arbitrio individuale, e quindi la forza del consenso che il “soggetto agente” responsabile di una proposta estetica è in grado di mettere in campo, diventa sola unità di misura alla luce della quale dichiarare “bello” o “non bello” qualunque oggetto. Il gusto e l’esegesi del gusto si sostituiscono all’applicazione di un “cànone” alla luce del quale la bellezza sia comunitariamente riconosciuta in quanto tale da una comunità.

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Minima Cardiniana 123/1

Domenica 22 maggio. Solennità della SS. Trinità

 UNA CHIESA SCHIZOFRENICA?

1463423792-olycom-20160512181050-19012181Sono in molti a chiedersi che cosa stia succedendo in Santa Romana Chiesa: una Chiesa “a due velocità”? O addirittura una “Chiesa schizofrenica”? Che cosa significa che da una parte questo papa ci travolga con la sua iperattività addirittura promettendo – o minacciando? – un diaconato femminile, magari (magari?) presupposto di un sacerdozio femminile, redarguendo preti e vescovi per la loro mondanità e gli agi che alcuni di loro si permettono, visitando solo capitali extraeuropee, mentre dall’altra la Conferenza Episcopale Italiana sembra talvolta rispolverare i toni da Sant’Uffizio dell’era di Pio XII, interviene pesantemente nelle faccende politiche italiane, stigmatizza il parlamento per le scelte fatte in materia di unioni civili ma al tempo stesso – tramite il suo quotidiano – prende le distanze da ipotesi revanscistiche di referendum con ciò implicitamente ammettendo di temerne un risultato opposto alle sue speranze e alla sua linea e di essere quindi consapevole della sua debolezza?

Forse le cose parrebbero più chiare se non ci fermassimo all’attivismo pontificio e alle intemperanze dei vescovi, che sono solo dei sintomi, e cercassimo invece di cogliere la sostanza del problema. Che è quella del paradossale contrasto tra la straordinaria presenza mediatica e carismatica di un papa che aspira a una profonda riforma spirituale e anche strutturale della Chiesa da una parte e la realtà invece profonda di una comunità dei fedeli paurosamente indebolita e impoverita, la quale non si sente più in grado di sostenere il ruolo di coprotagonista della storia: ruolo al quale era da secoli abituata, nonostante il progressivo indebolimento dovuto all’avanzare del “processo di secolarizzazione” della nostra cultura.

“Quante divisioni ha il papa?”, chiedeva il generalissimo Stalin. E, da buon ex studente del collegio sacerdotale della sua Tbilisi, sapeva bene che le divisioni del papa non erano certo “corazzate” come le sue; eppure, non ne ignorava il formidabile potere. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 122

Domenica 15 maggio. Solennità di Pentecoste

LA PSICOSI DEL TERRORISMO E IL SENSO DEL RIDICOLO

I NUOVI MORISCOS

AVREMO LE DIACONESSE? 

“MASCHIO E FEMMINA LO CREO”

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LA PSICOSI DEL TERRORISMO E IL SENSO DEL RIDICOLO

Quando si vogliono raccogliere consensi, specie in vista delle elezioni (in Italia c’è sempre una campagna elettorale o refendaria in atto), ma si è a corto d’argomenti, un bel mostro da sbattere in prima pagina ci vuole. E gridare al lupo! Al lupo! È una tattica che può pagare. Continua a leggere

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