Minima Cardiniana 177

Domenica 11 giugno – Santissima Trinità

UN CINQUANTENARIO E UN (IMPOSSIBILE?) NODO DA SCIOGLIERE 

Esattamente cinquant’anni fa i soldati israeliani guidati dal ministro della difesa, generale Moshe Dayan, completavano la conquista di Gerusalemme orientale (compresa la storica “città vecchia”) e giungevano pieni di gioia e di commozione al Muro Occidentale, la venerata reliquia del Tempio di Salomone che i non-ebrei chiamano impropriamente “Muro del Pianto”. Si concludeva così la terza guerra arabo-israeliana, la “Guerra dei Sei Giorni” (la definì così il generale Rabin, ispirandosi al Genesi), strepitosamente iniziata il 5 con la completa distruzione da parte degli israeliani dell’aeronautica egiziana prima ancora che uno dei suoi aerei potessero decollare. L’esercito d’Israele batté irremissibilmente quelli della Repubblica Araba Unita (in realtà solo l’Egitto, che continuava a denominarsi così: la RAU, scaturita da un’intesa tra Egitto e Siria nel 1958, era naufragata nel 1961), della Siria e della Giordania, mentre gli altri paesi arabi, in teoria belligeranti, si mantenevano in disparte. In sei giorni gli israeliani occuparono tutta l’area della Giordania a occidente del fiume da cui essa prende il nome (quindi al Cisgiordania) il Sinai tolto all’Egitto, le alture del Golan (di grande importanza per l’approvvigionamento idrico e la posizione strategica) strappate alla Siria. Si trattò di una grande vittoria ottenuta contro forze soverchianti: il mondo arabo ne uscì moralmente distrutto. Continua a leggere

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