Minima Cardiniana 190/1

Domenica 3 dicembre 2017 – Prima domenica d’Avvento

EFFEMERIDI DEL CAOS

1. LA STRAGE DELLA MOSCHEA, GLI ESECUTORI DEL DAESH, I MANDANTI

A proposito del recente massacro perpetrato nella moschea sufi nel Sinai (un tema trattato con la solita superficialità dagli stessi media, secondo i quali, quando un attentato avviene in Europa, anche se e quando le sue vittime si contano – per fortuna – sulle dita di una mano, si affrettano a parlare di “ferita al cuore dell’Occidente” ed elaborano per giorni e giorni il relativo lutto), un articolo di Maurizio Blondet propone interessanti osservazioni. Non sono del tutto d’accordo con lui su alcuni giudizi, né sempre su quel che dice (specie a proposito del papa:  ma è un vecchio caro amico, è una parsona di coraggio e d’altronde per quel che mi riguarda non credo corrette né le censure, né le espunzioni, né le interpolazioni. Ritengo quindi sia il caso di leggerlo e di meditarlo per intero.

LA SATANICA STRAGE DEL SINAI. MA CHI C’E’ DIETRO?

Maurizio Blondet

26 novembre 2017

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/la-satanica-strage-del-sinai-ce-dietro/

L’immane  strage islamista nella moschea  sufi  di  Bir al-Abd sul Sinai  ha superato ormai  le 300 vittime, lasciando sgomenta  la popolazione  per la sua satanicità e indecifrabilità. Un cantante noto, Hani Chaker, si è chiesto come mai i terroristi prendono di mira musulmani e cristiani copti, ma mai degli ebrei.  Sono domande che sorgono per la portata stessa dell’operazione stragista ( non è stata ancora rivendicata), che ha richiesto molta preparazione ed alte complicità. Da 20 a 30 assassini,  arrivati  in pieno giorno  in quattro SUV e in uniforme militare, compiuto il primo massacro, hanno potuto isolare la zona dove si trova la moschea per diverse ore,  incendiando le auto parcheggiate, sparando sulle ambulanze accorse, per poi ritirarsi con calma prima dell’arrivo delle forze  egiziane; anche scontata l’inefficienza dell’esercito, si deve pensare che i terroristi erano molto sicuri del fatto loro, come sapessero esattamente quando sarebbero giunte le truppe e  le forze di sicurezza. Si tenga inoltre conto che, in base agli accordi di Camp David, Israele ha  il diritto di limitare la presenza militare egiziana nel Sinai – dove invece i suoi servizi  ha i suoi referenti. E Sion ha di recente reso aperta una alleanza con l’Arabia Saudita che è la  testa del serpente wahabita, in funzione anti-sciita. Continua a leggere

Pubblicato in MC