Minima Cardiniana 247/2

Domenica 19 maggio 2019. V Domenica di Pasqua. Santi Nereo e Achilleo

IL CRISTO, IL MONDO, LA STORIA

FRANCESCO D’ASSISI, PELLEGRINO FRA CRISTIANITA’ E ISLAM. IL SIGNIFICATO COSMICO DELLA NUDITA’ COME SEQUELA CHRISTI E IL RITO DELL’ADDOBBAMENTO CAVALLERESCO

Davanti alla povertà, con la quale noialtri “ricchi” anche se coinvolti in un fatale processo d’impoverimento siamo costretti di continuo a confrontarci (ma chi va per strade e piazze slogandosi con il suo Italians First! o piagnucola da ben imbottiti scranni parlamentari e mediatici sulle miserie degli italiani, l’ha mai vista la miseria dell’Africa, quella che il libero Occidente ha provocato?), emerge di continuo l’archetipo della nudità: il Cristo nudo nella mangiatoia di Betlemme e nudo sulla croce. Non è solo un simbolo cristiano. E’ nella sua realtà profonda, un simbolo cosmico.

Il medievista Cinzio Violante ha definito una volta il pellegrinaggio “eremitismo errante”. In effetti il pellegrino, anche quando compie il suo viaggio o parte di esso in compagnia, è anzitutto e sempre solo con se stesso. La solitudine è parte integrante dell’esperienza del pellegrino.

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CARDINI – Francesco

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Minima Cardiniana 247/1

Domenica 19 maggio 2019. V Domenica di Pasqua. Santi Nereo e Achilleo

EDITORIALE

Manca una settimana alle fatidiche elezioni. Noto che gli schieramenti in campo sono due. In sintesi, l’uno ci assicura che stiamo per essere sommersi dall’ondata dei barbari migranti, destinati a mutare il volto demografico d’Europa; l’altro ribatte che il pericolo sono le orde neofasciste e neonaziste che minacciano la società demografica.

Bene, sarà che sono un vecchietto distratto, o forse un anziano abbastanza fortunato. Oggi sono andato tranquillamente alle messa delle 11,30, nel mio paese vicino a Firenze: ho un parroco congolese (gli ariani dolicocefali glaucopidi non affollano più i seminari come una volta), che peraltro è una brava persona e non credo nemmeno che sia musulmano. Non sono stato assalito da orde di africani armati; né ho subìto strattonamenti o volantinaggi da parte di ragazzacci in divisa da avanguardisti o da Hitlerjugend.

E mi è salito dai più imi precordi un tremendo sospetto. Ma non è che politici e media “di destra” e “di sinistra”, l’un contro l’altro armati, ci stiano raccontando un sacco di bufale mentre i problemi effettivi – dalla mancanza di lavoro e di prospettive al disorientamento dei giovani, dalla concentrazione della ricchezza a livello mondiale all’impoverimento diffuso, dalle armi nucleari stockate nelle basi NATO in Italia alla faccia della Costituzione e dei sovranisti – risiedono altrove? Insomma, non è – come direbbe Pasquino – che “gnente gnente, ce stanno a’ pija pe’er culo?”. Tale atroce dubbio mi tormenta.

EUROPA, EUROPAE

IL CRISTIANESIMO E L’EUROPA PLURALE.

ELOGIO AFFETTUOSO E POLEMICO A ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

“Erano tempi belli, splendidi, quando l’Europa era un paese cristiano, quando un’unica Cristianità abitava questa parte del mondo plasmata in modo umano; un unico grande interesse comune univa le più lontane province di questo ampio regno spirituale”.

Con queste parole si apre un saggio del poeta Novalis, pseudonimo del Freiherr Friedrich Leopold von Hardenberg, edito postumo solo parzialmente nel 1802 e che conobbe una storia testuale molto ingarbugliata e numerose edizioni fra loro discordi prima di accedere alla definitiva forma testuale solo nel 1880: noi lo conosciamo come  Christenheit oder Europa ed è un elogio del “pieno medioevo” nel quale il papato sarebbe stato l’elemento centrale, equilibratore e rigeneratore del continente e della sua civiltà. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 246

Domenica 12 maggio 2019. Santi Nireo e Achilleo. Vigilia della Solennità di Nostra Signora di Fatima

A PROPOSITO DELLE ELEZIONI EUROPEE (MA NON SOLO PER QUELLE…)

CERCANDO EUROPA E TROVANDO EQUIVOCI. SOVRANISMO, NAZIONALISMO, ETNOFOBIA, XENOFOBIA, IDENTITARISMO

Dice un vecchio proverbio siciliano, d’origine araba: «Quando c’è vento, fatti canna». E un altro più nobile, ma dalla medesima origine, aggiunge: «Quando è notte, non combattere le tenebre: però mantieni accesa la lampada».

Tempi tristi, i nostri. Tempi di resurrezione di vecchi fantasmi e di nascita di mostri e di mostriciattoli nuovi; di roba vecchia che si camuffa da “nuovo che avanza” e di roba nuova ancora peggiore di quella vecchia.

Del nazionalismo, pestilenziale ideologia nata senza dubbio da noi tra il Sette-Ottocento e i primi del secolo scorso e che ha peraltro conosciuto una balda romantica giovinezza nonché illustri e spesso affascinanti sostenitori, ma ch’è stata all’origine di due guerre mondiali, noialtri europei d’Occidente speravamo d’esserci liberati: a parte forse la Gran Bretagna, caro e pittoresco paese dove non c’è piccolo villaggio che abbia il suo bravo museo di circoscrizione reggimentale. Per il resto, eccetto qualche frangia lunatica, il nazionalismo sembrava fino a qualche anno fa definitivamente emigrato in Europa orientale, in Russia, in Asia, in Africa e in America latina, dove avevano attecchito modelli nazionalisti invecchiati e magari riciclati. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 245/2

Domenica 5 maggio 2019. III Domenica di Pasqua

TIZIANO TERZANI. UN CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE 

La mia chiacchierata della volta scorsa su Tiziano Terzani ha suscitato un piccolo vespaio tra i lettori. Eccovi una delle repliche.

LUIGI COPERTINO 

TIZIANO TERZANI: UN CAMMINO INCOMPIUTO

L’intervento dell’amico Franco Cardini in memoria di Tiziano Terzani, un vero e proprio piccolo saggio, reperibile su francocardini.it, nel “Minima Cardiniana” n. 240/3 del 1 aprile 2019, dovrebbe essere letto da tutti con estrema attenzione. In esso è ricostruito l’itinerario umano, spirituale ed ideale di un uomo al quale certamente la nostra generazione deve molto in termini di comprensione dell’epoca ed in vista del Vero. Tuttavia l’impressione ricavata dalla lettura del contributo di Cardini è che in Terzani, nel suo cammino, qualcosa sia rimasto incompiuto. E’ un’impressione che può cogliere immediatamente chi approccia il personaggio da una prospettiva abramica.

Il saggio di Cardini muove dall’antefatto della decisione di un assessore friulano intesa a ridurre i contributi finanziari al “Premio Terzani” che si svolge ogni anno ad Udine. La motivazione ufficiale di tale decisione sembra essere stata quella per la quale una amministrazione di centrodestra non può appoggiare premi intitolati a chi su questa terra si professava marxista. La penosa presunzione di certi politici, che credono di poter usare il criterio dell’appartenenza partitica nel campo della cultura, è pari soltanto a quella di certuni storici, o sedicenti tali, i quali, per restare in Friuli, di recente, in nome della libertà di ricerca storica (libertà sacrosanta!), si sono opposti alla legge regionale che, pare, il governatore di quella Regione voglia approvare contro i negazionisti o i riduzionisti del dramma delle foibe. La questione non sta, in questo caso, tanto nell’assurdità di voler stabilire per legge quale sia la verità storica – e per le foibe ci sono tante di quelle prove che è impossibile negare o sminuire i fatti – quanto piuttosto nel fatto che quegli stessi storici, così zelanti contro la ventilata ed imbelle legge del governatore leghista del Friuli, non hanno alzato proteste quando si è trattato di difendere la stessa sacrosanta libertà di ricerca storica contro altre similari leggi liberticide né quando si trattava, ad esempio, di affermare il carattere genocida dello sterminio armeno. Continua a leggere

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