Minima Cardiniana 319/4

Domenica 21 marzo 2021, V Domenica di Quaresima
San Benedetto, Equinozio di Primavera

RICORDIAMOCI ANCHE DELLA LIBIA
MANLIO DINUCCI
PERCHÉ LA NATO DIECI ANNI FA DEMOLÌ LA LIBIA
Dieci anni fa, il 19 marzo 2011, le forze Usa/Nato iniziano il bombardamento aeronavale della Libia. La guerra viene diretta dagli Stati Uniti, prima tramite il Comando Africa, quindi tramite la Nato sotto comando Usa. In sette mesi, l’aviazione Usa/Nato effettua 30 mila missioni, di cui 10 mila di attacco, con oltre 40 mila bombe e missili. Continua a leggere

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Domenica 21 marzo 2021, V Domenica di Quaresima
San Benedetto, Equinozio di Primavera

E, QUANDO UN “DITTATORE” IMPEDISCE DI FAR AFFARI… (COME IN BOLIVIA)
THIERRY MEYSSAN
IL ROVESCIAMENTO DI EVO MORALES E LA PRIMA GUERRA DEL LITIO
È dalla fine del XIX secolo che il mondo assiste alle guerre per il petrolio. Ora iniziano quelle per il litio, minerale indispensabile per i telefoni portatili, ma soprattutto per le vetture elettriche. Da documenti del Foreign Office, esaminati da uno storico e da un giornalista britannici, risulta che il Regno Unito ha organizzato da cima a fondo il rovesciamento del presidente Evo Morales, al fine d’impossessarsi delle riserve di litio della Bolivia.
Ripensate al rovesciamento a fine 2019 del presidente Evo Morales: all’epoca i media egemonici asserivano che Morales aveva trasformato la Bolivia in una dittatura e per questa ragione il popolo lo cacciava. L’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) pubblicò un rapporto per certificare che le elezioni erano state truccate e che si stava assistendo al ripristino della democrazia. Continua a leggere

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Domenica 21 marzo 2021, V Domenica di Quaresima
San Benedetto, Equinozio di Primavera

SE UNA MUSULMANA VENERA PUBBLICAMENTE LA MADONNA
DAVID NIERI
LA MADONNA DI PIAZZA SEMPIONE, UN’EPIFANIA DEI NOSTRI TEMPI
Il grande James Joyce, nel suo straordinario affresco della Dublino di oltre un secolo fa, descriveva la “paralisi” della capitale irlandese attraverso una tecnica narrativa innovativa e rivoluzionaria (pur non avendo frequentato alcun corso di scrittura creativa): l’epifania. Ovvero, un particolare momento della quotidianità che rivelava in un oggetto, in un atteggiamento, in una parola all’apparenza marginali il significato profondo della vita e dell’esistenza. Una “rivelazione”, dunque, dai valori simbolici universali. Nella sua descrizione di personaggi e luoghi della Dublino dell’epoca, Joyce intercettava il momento rivelatore e lo “consegnava” al lettore, che doveva decifrarlo: attraverso i suoi racconti, il grande scrittore modernista intendeva così denunciare la staticità della capitale e del suo paese – ma, probabilmente, dell’intera umanità –, incapaci, a suo dire, di affrancarsi da una forma di “schiavitù dell’anima” che costringe l’individuo in una sorta di “gabbia” morale, politica, religiosa. Continua a leggere

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Domenica 21 marzo 2021, V Domenica di Quaresima
San Benedetto, Equinozio di Primavera

E INFINE, A PROPOSITO DI TOLLERANZA E DI CENTENARI: C’È UNA STATUA, A TRENTO…
Ma non abbiamo certo aspettato la Siria o la Madonna, per tradire la storia e per distorcere il senso della realtà. Macché. Magari. Lo facciamo ogni giorno.
Prendete il centenario dantesco. Con la scusa dell’“attualità di Dante Alighieri”, ci tocca anche sorbirci una valanga di memorie patriottarde sul Dante dell’Ottocento “custode dell’italianità”. Sulla lingua italiana, nulla da dire: ma sul piano politico sono tutte balle. E, quanto a tolleranza, bisognerebbe andare a scuola dall’imperatore Francesco Giuseppe.
Proprio così. L’11 ottobre del 1896, a Trento, s’inaugurò il monumento a Dante voluto dai cittadini. Trento era una città italiana, per quanto facesse allora parte dell’impero austriaco all’interno della “duplice corona” austrungarica. Gli irredentisti, che c’erano – anche se pochini… – la presero come un incoraggiamento. E il senator professor Giosuè Carducci dedicò subito alcune terzine – non delle sue migliori, va detto – a quella statua che guardava arcigna e severa i prossimi monti bavaresi, quelli dell’Eterno Nemico d’Italia.
L’amministrazione imperialregia lascò fare. L’impero era plurinazionale, Trento una città fedele a Sua maestà Apostolica ma a maggioranza etnica italiana: perché impedire agli italiani di onorare il poeta della loro nazione? Continua a leggere

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