Minima Cardiniana 328/0

Domenica 23 maggio 2021, Domenica di Pentecoste

Lo Spirito Santo, abituato a discendere su Maria e sugli Apostoli nel giovedì della Pentecoste, è stato convinto a non interrompere il flusso degli affari e dei profitti a metà settimana. Scenderà alla domenica, dando così meno fastidio a padroni, esercenti e consumatori (oltretutto, evitar di pagare un giorno non lavorativo in più è un bel risparmio per imprenditori e datori di lavoro).
Bisognerebbe che il Santo Bambino si decidesse anche Lui a nascere, anziché il 25, ogni ultima domenica di dicembre: sempre per risparmiare e rendere più agevole la vita civile e più indisturbati commerci e profitti. Magari nel caso che l’ultima domenica cadesse il 31 dicembre potremmo unire Natale e Capodanno in una festa unica, con ulteriore vantaggio; per l’Epifania, si può trattare. Convinciamoci peraltro che queste feste religiose sono una gran seccatura (sarebbe invece troppo blasfemo celebrare da ora in poi il 25 aprile nella domenica successiva, sempre per analoga ragione?).

INDICE
1. IN MEMORIAM
2. EDITORIALE
3. DUE VOCI SU ISRAELE E PALESTINA
4. GLI F-35 BOMBARDANO GAZA
5. LIBRI LIBRI LIBRI

Minima Cardiniana 328/1

Domenica 23 maggio 2021, Domenica di Pentecoste

IN MEMORIAM
FRANCO BATTIATO (1945-2021)
Difficile, forse impossibile aggiungere qualcosa a quanto già scritto in questi giorni e non solo, dopo la scomparsa del grande artista siciliano che definire semplicemente “cantautore” risulterebbe limitativo e fuorviante. Se fosse nato due secoli prima, probabilmente Franco Battiato sarebbe stato un compositore classico, un filosofo, un mistico, magari tutte queste cose insieme o addirittura (anche) qualcos’altro.
Se n’è andato in silenzio nella sua Milo, lontano dai riflettori e dalle luci della ribalta. Solo gli zampilli dell’Etna a illuminare il genio di un protagonista che difficilmente sarà dimenticato, solo alcuni amici e parenti stretti ad accompagnarlo nell’ultimo viaggio su questa terra. Malato da tempo, dopo aver abbandonato il palcoscenico aveva trovato rifugio tra il sale e il sole della sua amatissima isola. Che, senza esitazione, lo aveva sempre corrisposto. Nulla di misterioso, solo la strenua difesa di una dimensione, quella “privata”, che oggigiorno sembra aver sacrificato ogni angolo di esistenza al confessionale mediatico. Continua a leggere

Minima Cardiniana 328/2

Domenica 23 maggio 2021, Domenica di Pentecoste

EDITORIALE
TREGUA
Sembra che l’opinione pubblica israeliana nella sua maggioranza non gradisca la tregua. In fondo, io sono d’accordo con loro. Quando si vince non è saggio concedere tregua: una resa incondizionata del nemico è preferibile. Quando si è sperimentato con certezza che qualunque cosa si faccia si gode dell’impunità internazionale sulla base di un budget morale praticamente inesauribile depositato nella Banca delle Verità Incontestabili, dei Delitti Imperdonabili e dei Crediti Morali Illimitati, ci si può permettere qualunque cosa: e non c’è risoluzione delle Nazioni Unite che tenga. Se poi il nemico non ha un esercito vero e proprio, è diviso al suo interno, non gode di alcun supporto internazionale e oltretutto ha troppi bambini (una minaccia per l’equilibrio demografico del futuro), perché concedergli respiro?
Ma allora, amici israeliani, andate fino in fondo. Continua a leggere

Minima Cardiniana 328/3

Domenica 23 maggio 2021, Domenica di Pentecoste

DUE VOCI SU ISRAELE E PALESTINA
Proponiamo di seguito due articoli pubblicati online, in questi giorni, sulla rivista “il Mulino”.

MARINA CALCULLI
LA VILTÀ LIBERALE E IL PARADOSSO DI ISRAELE
Su un contesto normativo internazionale dovremmo fondare il giudizio morale collettivo sul comportamento degli Stati, soprattutto quando utilizzano la violenza: lo Stato di Israele non dovrebbe costituire una eccezione.
Spesso Israele e i suoi (molti) sostenitori internazionali si lamentano del fatto che la discussione sulla violenza israeliana abbia un’eccezionale rilevanza in seno alle Nazioni unite e in altri fora multilaterali. Ma quello che rappresenta davvero un’eccezione nella società internazionale contemporanea è piuttosto la neutralizzazione e la criminalizzazione sistematica di ogni tentativo di richiamare il governo di Israele alle sue responsabilità giuridiche internazionali. In altri termini, a essere eccezionali non sono tanto i crimini di Israele, che hanno purtroppo paralleli nel passato e nel presente, quanto la capacità di Israele di commettere crimini con un’esclusiva garanzia di impunità. La certezza del veto statunitense al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite su qualsiasi risoluzione critica verso Israele è solo la punta dell’iceberg di una delle più complesse forme di ipocrisia del cosiddetto “ordine liberale internazionale”. Continua a leggere