Minima Cardiniana 339/4

Domenica 8 agosto 2021, San Domenico

TORI E BUFALE
Tra i molti eruditi raccoglitori di aneddoti che per questo si atteggiano a critici degli storici professionisti e a censori degli studiosi definiti con disprezzo “accademici”, c’è un anziano signore siciliano che ama ostentare le Magnifiche Sorti e Progressive della “democrazia” liberal-liberista occidentale. Ho purtroppo avuto la malaugurata idea (“io son per mia disgrazia uom di buon cuore”, come fa dire Lorenzo Da Ponte a don Giovanni) di rispondere due o tre volte ad alcune sue provocazioni e sono stato riempito di concioni e di contumelie. Alla fine ho provato con lo “strappo” energico e sono riuscito a farmi mollare. Ma, altrove e con altri, egli imperversa. Non ho intenzione di dargli spago. Comunque, a volte colpisce nel segno. Come stavolta, scrivendo a un giornale milanese, a proposito di un dipinto uscito da un famoso pennello: un dipinto nel quale si parlava per la verità di un toro e di un torero, ma che poi fu riciclato come denunzia di un bombardamento oggetto di un’immensa speculazione finanziaria e ideologica. Un dipinto il cui protagonista mitico-simbolico dovrebb’essere un toro, mentre quello sostanziale è una bufala. Ecco qua. Continua a leggere

Minima Cardiniana 339/5

Domenica 8 agosto 2021, San Domenico

ANCORA IL TORMENTONE FIORENTINO
Non accenna a placarsi la polemica fiorentina originata da una risistemazione urbanistica dell’area est di Oltrarno. Pubblico volentieri questo documento dell’Associazione Idra, anche se ohimè non sono né “caro” né “prezioso”. Vorrei poter dire, come il grande Petrolini, “raro – io i faccio pagar caro – specialmente alla pensione”, ma purtroppo non mi chiamo Gastone e non gestirò mai nemmeno un Bed & Breakfast. Continua a leggere

Minima Cardiniana 339/6

Domenica 8 agosto 2021, San Domenico

LIBRI LIBRI LIBRI

VANNI PUCCIONI, Tra i tagliatori di teste, Venezia, Marsilio, 2013.
Questa è la storia di una incredibile impresa.
Nella primavera e l’estate del 1886, Elio Modigliani, antropologo fiorentino, esplorò le regioni meridionali e centrali dell’isola indonesiana di Nias, i cui guerrieri avevano respinto ogni tentativo degli olandesi per sottometterli, e mantenevano viva una singolare tradizione- la caccia alle teste umane, che nella loro società valevano moneta sonante.
Perfino i missionari evangelisti che avevano tentato di stabilirvisi erano fuggiti per aver salva la vita; e quando gli olandesi, esasperati, costruirono una fortezza, nella baia di Lagundri, passarono solo un paio d’anni prima che fosse spazzata via da uno tsunami, e gli stregoni potessero cantare vittoria. Continua a leggere