Minima Cardiniana 350/1

Domenica 31 ottobre 2021, San Quintino

EDITORIALE
PER I CULTORI DEI SEGNI. LE DUE COLONNE DEL TEMPIO DI SALOMONE
Vedo da molte notizie che mi pervengono (nonostante non sia adepto di alcuna diavoleria informatica) che la moda profetico-esoterica dilaga e che il mondo è pieno di ermetici e di cabbalisti dottissimi nell’interrogare le stelle e nell’interpretare i segni: da molti di essi, che talvolta hanno anche la cortese sollecitudine di avvertirmene, ho appreso altresì che papa Francesco è fuor d’ogni dubbio l’Anticristo in persona e che io ne sarei uno dei principali battistrada. Continua a leggere

Minima Cardiniana 350/2

Domenica 31 ottobre 2021, San Quintino

ANCORA SU GIORGIA MELONI
Debbo aver davvero detto qualcosa di geniale o d’imperdonabile su Giorgia Meloni, se i giornali continuano a interrogarmi affinché approfondisca due cose che mi sembrano tanto chiare ed evidenti quanto lapalissiane: primo, che è una buona e seria politica; secondo, che per opposti motivi i suoi avversari e i suoi sostenitori faranno di tutto per non consentirle di far bene il suo lavoro (magari, i primi in malafede, in secondi in buonafede: ma il risultato sarà quello; e lei lo sa benissimo). Continuiamo comunque a parlarne, se volete… Riporto un’intervista che, comunque, ho qua e là integrato e corretto: le interviste non sono mai dei resoconti stenografici e, volontariamente o no, qualcosa resta da sistemare. Corgnati è stato molto corretto: ma abbiamo parlato a lungo, e qualcosa gli è rimasto nel computer. Continua a leggere

Minima Cardiniana 350/3

Domenica 31 ottobre 2021, San Quintino

REQUIEM PER L’EUROPA, SECONDO DE ANNA
Così parla De Anna. È un’opinione che rispetto.
LUIGI G. DE ANNA
EUROPA ADDIO
Non sono un politologo, e seguo poco e male quanto succede in Europa. Da cinquanta anni vivo all’estero. Si diventa “estranei”, anche a quanto sta attorno a noi. Ma da giovane no, credevo in quanto mio padre, e poi gli amici più anziani, mi avevano insegnato. Come Franco Cardini, l’estensore di questi Minima, anch’io non ho mai nascosto la mia appartenenza, totale. Altri, d’abitudine, col passare degli anni, ricordano ciò che furono, aggiungendo… sì, ma però… No, non ho nulla da rimproverarmi, con la sola precisazione che siamo figli e fratelli del nostro tempo e in quello viviamo, pensiamo ed agiamo.
Io ci credevo nell’Europa. Appartenevamo a un sodalizio (questo è il termine più appropriato, non un partito, o un’associazione, o un gruppo ideologico) che ebbe pochi anni di vita: “Giovane Europa”, fondato da Jean Thiriart. Oramai storia. Esiste anche una discreta bibliografia. Storia dell’Europa, che andava, dicevamo, da Brest a Bucarest. Ma col tempo allargammo i confini, e arrivammo, ad est, a Mosca e poi all’Eurasia, nome, oggi, della bella rivista del sodale Claudio Mutti. Una capitale: ad Aquisgrana. Una difesa comune, buttiamo la NATO nella spazzatura e con essa chi ancora l’ama. Un’alleanza di culture e interessi omogenei con Russia e Cina. Una mano stesa al mondo islamico e all’Africa. Continua a leggere

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