Minima Cardiniana 348/1

Domenica 17 ottobre 2021, Santi Rufo e Zosimo

NOTA PRELIMINARE
A tutti gli amici, i conoscenti, i collaboratori, i corrispondenti, gli estimatori (detesto il termine followers e ho piena coscienza del fatto che Chiara Ferragni sia più carina di me), i critici, i detrattori.
Carissimi tutti. Sto attraversando un periodo particolarmente difficile e intenso sotto troppi punti di vista: professionale, personale, economico. Le ore di lavoro giornaliero non mi bastano mai e sono costretto a ridurre al minimo (3 ore) perfino il sonno notturno. È pertanto PERFETTAMENTE INUTILE che alcuni di Voi moltiplichino gli appelli, i messaggi, le chiamate, le richieste di risposte o di consulenze o di contributi; è CONTROPRODUCENTE passare alle lamentele, ai rimproveri, ai tentativi di ricatto morale. Sino alla fine del gennaio prossimo, chi vorrà continuar a mantenere contatti con me può scrivermi o inviarmi materiale, ma non si attenda risposta sollecita; so chi di Voi aspetta qualcosa, ho chiare sia le urgenze sia le priorità e Vi prego di attendere che sia io a darVi un segnale. Chi non accetta tali condizioni è serenamente e cortesemente pregato di cancellare il mio nome dalla Sua agenda.

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Minima Cardiniana 348/2

Domenica 17 ottobre 2021, Santi Rufo e Zosimo

EDITORIALE
QUANDO IL GIOCO SI FA SERIO…
Sapevo perfettamente che qualcosa del genere sarebbe accaduto: ma i segnali del maturare (non voglio e non posso dire ancora che siamo al precipitare) degli eventi mi prende di contropiede. Contavo che ci fosse ancora un buon numero di mesi, magari qualche anno, prima che ciò accadesse. Ma tant’è. Del resto, spero di sbagliarmi.
Detesto la frase fatta
Quando il gioco si fa duro, i duri scelgono di cominciar a giocare. Sa di velleitarismo, di bullismo, di chiacchiere. È una tipica frase che piace ai perdenti. Continua a leggere

Minima Cardiniana 348/3

Domenica 17 ottobre 2021, Santi Rufo e Zosimo

EFFEMERIDI DEGLI EQUIVOCI: PROVIAMO A CAPIRCI QUALCOSA (INTERVISTE A CACCIARI, SANSONETTI, CARDINI)
MASSIMO CACCIARI: LA FARSA DOLOROSA DEL NEOFASCISMO

Nessuna reale potenza oggi ha il benché minimo interesse a sostenere prospettive analoghe. La “verità di fatto” è che i movimenti che si richiamano a quella tragedia sono farse, per quanto dolorose, che nulla politicamente potranno mai contare, e il cui unico risultato è e sarà quello di ridurre tutto al bianco-o-nero, di impedire ogni seria discussione sull’incredibile susseguirsi di emergenze in cui viviamo e sulla possibilità di affrontarle con spirito democratico. Se volessimo dirla tutta, che ancora esistano ghetti culturali in cui dei giovani si dicono “fascisti” dovrebbe anzitutto farci ragionare sulle straordinarie qualità del nostro sistema formativo e della nostra azione politica, sull’esemplare funzionamento delle nostre istituzioni. Ma altra “verità di fatto” è che risulta sempre assai più facile deprecare e accusare che auto-criticarsi e “riformarsi”. Continua a leggere