Minima Cardiniana 359/1

Domenica 2 gennaio 2022, San Basilio

EDITORIALE
Quanta ragione aveva, cari Amici, l’abate Rosmini! Altro che “eterogenesi dei fini”. Mi ero proposto di avviare l’anno nuovo con una pacata, forse un po’ pessimistica riflessione. Ma è successo l’inevitabile: e tutto per caso. Con un episodio di genocidio di quasi un secolo e mezzo fa e un assassinio politico di due anni or sono (3 gennaio 2020), siamo stati trascinati in piena polemica internazionale (e dire che avevo evitato per amore di pace la menzione dell’anniversario del discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925, avvio sostanziale del regime fascista!). Poi ci si è messa di mezzo anche l’innocua (?!) faccenda di una lapide sulla facciata dell’Accademia Militare di Modena, anzi dell’inesistenza di quella lapide e quindi dell’ennesima infrazione a quel che certuni considerano il “dovere della memoria”: e la relativa polemica ci ha condotti al “secolo lungo”, a quell’Ottocento che secondo alcuni è già cominciato con la Rivoluzione Francese (o quanto meno con Napoleone) e non è finito nemmeno con il 1914, anno che avrebbe dovuto segnare la rottura rispetto ai problemi del XIX secolo capitalista e colonialista e che invece li ha trascinati fino ad oggi. E se prender posizione pro o contro la memoria del generale Soleimani, pro o contro il governo austroestense del ducato di Modena, fosse ancora qualcosa che dall’Ottocento ci traghetta direttamente nel XXI secolo? Dov’è finito il secolo che Eric Hobsbawm aveva cercato di salvare pur proclamandolo quanto meno breve? Dov’è il mio, il nostro – ottantenni di tutto il mondo, uniamoci! – amato, bistrattato, maledetto Novecento! Ohimè, maledetta storia divoratrice, trangugiati pure Hitler e Stalin, metabolizza Churchill ed Einstein, fa’ svaporare Ford e Picasso, polverizza Christian Dior e Walt Disney, ma lasciaci almeno Rita Hayworth, Federico Garcia Lorca e Woody Allen!

Minima Cardiniana 359/3

Domenica 2 gennaio 2022, San Basilio

ANNIVERSARI
Tra la settimana testé trascorsa e la prossima, possiamo celebrarne quanto meno due: entrambi ferali. A oltre un secolo di distanza l’uno dall’altro, eppure direttamente o indirettamente emanati da uno stesso potere centrale, da un governo che ha agito tra 1890 e 2020 senza soluzione di continuità. C’è un nesso tra i due crimini, dal momento che di crimini si trattò? C’è del metodo nella follia che li ispirò, ammesso che di follia – e non, al contrario, di malvagissima razionalità – si sia trattato? Continua a leggere