Minima Cardiniana 359/4

Domenica 2 gennaio 2022, San Basilio

EFFEMERIDI DELLA CANCEL CULTURE
La cosiddetta Cancel Culture è una diffusa epidemia, una specie di Covid pseudointellettuale e pseudostorico, che intenderebbe estendere il principio della damnatio memoriae (un’operazione che, quando nasce come spontanea e immediata reazione nel contesto di grandi squilibri politici e morali, è del tutto comprensibile: ma che è ridicola quando voglia imporsi come postuma “pulizia della memoria”) all’insieme del nostro passato, riletto per giunta alla luce di valutazioni faziose e superficiali. Alla Cancel Culture – che può esprimersi con la rumorosa iconoclastia, ma anche con il silenzioso mantenimento del divieto di parlare di qualcosa e di qualcuno perpetuandone la memoria – dev’essere viceversa contrapposto il serio, continuo, sereno e sistematico lavoro critico di rilettura della storia: quello che invece, sulla base di altri pregiudizi a loro volta infami e ridicoli, è stato condannato in blocco sotto il nome – strampalato anche semanticamente parlando – di “revisionismo”. Continua a leggere

Minima Cardiniana 359/6

Domenica 2 gennaio 2022, San Basilio

“BENVENUTO NEL CLUB” (FORSE…)
Torno con piacere, anche se con un po’ d’imbarazzo, a parlare di Antonio Socci. Si tratta di un vecchio amico di una trentina di anni fa, dei tempi della comune militanza nel “Sabato”. Ricordo bene anche di molti suoi interventi al mio fianco (o io al suo) in tempi duri, e di sue coraggiose difese. Poi, pian piano, qualcosa si è andato sfilacciando: forse la deriva dell’Effetto Berlusconi, con le sue molteplici risacche; forse certi inattesi e inimmaginabili risvolti della questione cattolica, specie con le mutazioni di “Comunione e Liberazione” e dintorni e poi con ciclone Papa Francesco. Il mio noto feroce filobergoglismo mi ha procurato molti avversari e molti antipatizzanti, con la rottura anche di più o meno vecchie e più o meno sincere amicizie. In alcuni limitatissimi casi, circoscrivo e isolo l’argomento Bergoglio quanto parlo con qualcuno all’amicizia del quale tengo e che so tiene alla mia: e parliamo d’altro. Nella maggioranza dei casi, la mia stramaledetta faziosità fiorentina prevale. Chi sparla di papa Francesco è un maledetto guelfo, con lui non voglio più aver niente a che fare e non lo nomino nemmeno più, evito di pronunziare il suo nome.
Il caso-Socci mi ha spiazzato, Ero ormai rassegnato ad averlo perduto: e ne ero addolorato, anche perché avevo seguito alcune cose che lo riguardano e che sono state molto difficili. Mi dicono ch’è successo qualcosa. Non voglio precipitarmi a decidere: lasciamo maturare la cosa, pronti a qualunque evento. Ma se potessi salutarlo con un “Benvenuto nel Club”, mi farebbe un gran piacere (FC).
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