Minima Cardiniana 362/1

Domenica 23 gennaio 2022, Santa Emerenziana

UNA GIORNATA PARTICOLARE
Oggi, domenica 23 gennaio, è davvero una giornata per me particolare. Per molti motivi. Il Vangelo di quest’oggi richiama il sermone di Gesù nella sinagoga di Nazareth: una giornata davvero epifanica. Ed oggi è la prima domenica della costellazione dell’Acquario: il segno freddo-umido opposto al mio, il caldo-secco Leone, e quindi complementare; un segno che mi è molto caro perché è quello di mia madre, che ho perduto relativamente presto (almeno secondo gli standards odierni) e che ancora mi pento per non aver saputo amare abbastanza o di non essere riuscito comunque a dimostrarglielo come avrei dovuto (è un difetto che debbo confessare anche nei confronti di molti altri, parenti ed amici). Inoltre, ho l’autentica gioia di poterVi presentare, col suo consenso, un saggio formidabile dell’amico e collega Marco Tarchi che è riuscito a presentare perfettamente, con invidiabile trasparenza e con cartesiana precisione, molti aspetti del momento che viviamo. Io, che – allievo spirituale di Pascal per certi versi, d’Ignazio di Loyola per altri (e non crediate che ciò sia poi così contraddittorio…) – tutto sono meno che cartesiano, invidio molto l’ésprit de géometrie di Tarchi. Non sempre sono stato d’accordo con lui, non su tutto ancora lo sono, sulla stessa pagina che qui presento mantengo qualche riserva: ciò non m’impedisce tuttavia di ritenerlo con certezza una delle menti più lucide e delle personalità intellettualmente più oneste del nostro mondo sia accademico, sia civile. Riprenderò in altra sede di questo stesso MC362 alcuni dei suoi spunti, parlando di altri argomenti. Per ora mi limito a raccomandare a chi rimprovera a lui e a me la nostra comune “Antimodernità”, sia pur forse talora diversamente declinata, di leggere con attenzione questa sua esemplare pagina: vi troverà il nucleo della risposta di Tarchi, che io faccio mia.

Minima Cardiniana 362/2

Domenica 23 gennaio 2022, Santa Emerenziana

EDITORIALE
MARCO TARCHI
FUORI CENTRO
Da qualche tempo si manifesta una visibile agitazione negli ambienti che amano definirsi non conformisti, e più in generale fra gli autoproclamati nemici dell’establishment. A riscaldare gli animi e risvegliare sopiti o compressi bollori sono soprattutto due questioni: da un lato le vicende collegate al persistere della pandemia da Covid-19, e in particolare le misure adottate dai governi e dalle istituzioni sovranazionali per contenerne l’espansione e gli effetti; dall’altro, su un piano molto diverso, quelle riguardanti lo scenario delle relazioni internazionali, in particolare l’acuirsi delle tensioni fra Stati Uniti e Cina. Continua a leggere

Minima Cardiniana 362/3

Domenica 23 gennaio 2022, Santa Emerenziana

SI VIS BELLUM, PARA PACEM
L’articolo di Manlio Dinucci sembrerebbe dimostrare alla perfezione il rovesciamento dell’antica massima latina, che molti pacifisti hanno modificato con un generoso ma purtroppo non granché realistico Si vis pacem, para pacem. In realtà tuttavia la superpotenza della quale la nostra Europa si ostina a restare vassalla non sta facendo nemmeno quello: semmai, da buona pseudopacifista, la sua tragica contromassima è il Si vis bellum, loquere de pace. Non è la prima volta, nella storia, che i peggiori bellicisti blaterano di pace. Ormai, però, il gioco dovrebb’essere chiaro. Qui non siamo per nulla davanti a lupi travestiti da agnelli. L’Europa e il Mediterraneo stanno fiorendo di fiori avvelenati: tali i missili a testata nucleare che Dinucci lucidamente indica ed enumera. Biden e la sua cricca preparano cinicamente la loro politica aggressivo-ricattatoria accusando sistematicamente i loro avversari rei soltanto di adottare misure difensive; USA e alleati-servi si muovono liberamente in tutto il mondo, ma accusano il governo russo di dislocare le sue truppe sul territorio di cui esso è sovrano. Saremmo alla comica finale, se soltanto fosse comica. Ma non lo è; e questa gente non è nemmeno degna dell’epiteto di lupo, nobilissimo animale. Siamo alla pagina delle iene travestite da agnelli. Con molte scuse alle iene, brave bestie anche loro, per il paragone aberrante. Continua a leggere