Minima Cardiniana 364/1

Domenica 6 febbraio 2022
San Tito, V Domenica dopo l’Epifania

EDITORIALE
LA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID
Com’era prevedibile, il Covid sta crescendo – tra caos dei turni di lezione, DAD/Sì e DAD/No, litigi tra ministero e regioni, regioni e provveditorati, provveditorati e insegnanti, insegnanti fra loro e insegnanti e famiglie, insegnanti e studenti, studenti e famiglie, studenti fra loro (manca solo il Sindacato-Scuola, ma per l’ottima unica ragione che non esiste) – anche il fenomeno che, parafrasando il Collodi, potremmo definire della “lucignolizzazione della scuola”. Accadde così anche nel ’68 e poi al “tempo delle Pantere”: l’alibi per studiare meno o per non studiare affatto s’insinua dappertutto. In questo caso, ragazzini per la gran parte ormai semianalfabetizzati in quanto non leggono quasi più e sono inebetiti dall’uso dei messi informatici (quelli che per intendersi dicono sempre OK, in quanto ignorano l’espressione “va bene”, “xché” al posto del perché e “6” invece di “sei”) si riversano nelle nostre strade e si scontrano con la polizia come ai bei tempi del “No alla NATO” e del “W Che Guevara”, ma solo perché non vogliono la prova scritta agli esami di stato. Per non parlare di senatori e di deputati che ignorano i congiuntivi e usano gli imperativi fantozziani (“venghi”, “facci”, “vadi” e compagnia bella…). Continua a leggere “Minima Cardiniana 364/1”

Minima Cardiniana 364/2

Minima Cardiniana 364/2

Domenica 6 febbraio 2022
San Tito, V Domenica dopo l’Epifania

VENTI DI GUERRA TRA MOSCA E KIEV
MANLIO DINUCCI
LA BLACKWATER È NEL DONBASS COL BATTAGLIONE AZOV
La telefonata tra il presidente Biden e il presidente ucraino Zelensky “non è andata bene”, titola la Cnn: mentre “Biden ha avvertito che è praticamente certa l’invasione russa in febbraio, quando il terreno gelato rende possibile il passaggio dei carrarmati”, Zelensky “ha chiesto a Biden di abbassare i toni, sostenendo che la minaccia russa è ancora ambigua”. Mentre lo stesso presidente ucraino assume un atteggiamento più prudente, le forze armate ucraine si ammassano nel Donbass a ridosso dell’area di Donetsk e Lugansk abitata da popolazioni russe. Secondo notizie provenienti dalla Missione di monitoraggio speciale dell’OSCE in Ucraina, oscurate dal nostro mainstream che parla solo dello schieramento russo, sono qui posizionati reparti dell’Esercito e della Guardia Nazionale ucraini per l’ammontare di circa 150 mila uomini. Essi sono armati e addestrati, e quindi di fatto comandati, da consiglieri militari e istruttori Usa-Nato. Continua a leggere “Minima Cardiniana 364/2”

Minima Cardiniana 364/3

Minima Cardiniana 364/3

Domenica 6 febbraio 2022
San Tito, V Domenica dopo l’Epifania

E INTANTO, IN AFRICA…
MARINA MONTESANO
DAL FRONTE UCRAINO A QUELLO SUB-SAHARIANO È UN PASSO…
L’agitazione sul fronte ucraino ne nasconde un’altra che non dovremmo considerare meno grave e che ha, almeno in parte, gli stessi protagonisti. È tuttavia meno visibile e infatti i giornali non ne hanno parlato poi molto, o almeno non con analisi approfondite, seppur con eccezioni importanti, come l’articolo apparso sul “Manifesto” a fine agosto (Jihad e mal di Francia sul fronte del Sahel) o quello di domenica 6 febbraio su “Il Sole – 24 Ore” (Macron in difficoltà sogna un New Deal per stabilizzare l’Africa). I protagonisti in questione sono la Russia e la Francia, in lontananza la Cina e gli Stati Uniti, volendo anche l’Unione Europea, che tuttavia appare sempre più defilata e incerta. Abbiamo visto che, al suo interno, Macron sembra il presidente più coinvolto nella diplomazia e nelle trattative con Putin per l’impasse sul fronte ucraino. Certo, Macron ha le elezioni che lo minacciano, e la politica estera è certamente l’ambito nel quale può portare a casa un risultato inarrivabile – per ovvie questioni di ruolo – per i suoi rivali interni. Allo stesso tempo, mentre si espone per la via diplomatica sul fronte euro-orientale, Macron ha in sospeso con la Russia un fronte per lui più importante, ossia quello del Sahel, dove la presenza dei militari francesi è vista con sempre maggiore insofferenza, e pian piano la Russia con le milizie paramilitari Wagner, e la Cina con l’addestramento degli eserciti e l’aiuto economico, guadagnano sempre più terreno, mentre neppure la Turchia sembra intenzionata a restare a guardare, visti i suoi forti interessi nella vicina Libia e in tutto il mondo dell’Africa mediterraneo. Continua a leggere “Minima Cardiniana 364/3”