Minima Cardiniana 373/2

Domenica 10 aprile 2022
Domenica degli Ulivi (o, secondo la latitudine, delle Palme)

EDITORIALE
ZA DETEI
Za Detei: “Per i bambini”. Una scritta agghiacciante nel suo macabro umorismo. Chi abbia sparato sui 4000 civili concentrati alla stazione di Kramatorsk nel Donbass, qualche chilometro a nord di Donetsk, non è chiaro: il tipo di ordigno potrebb’essere un Iskander o un Toschka ss 21 Scarab che i russi dovrebbero aver ritirato dalla circolazione nel 2020 ma che potrebb’essere parte di un contingente residuale di armi inutilizzate tanto russe quanto ucraine. Le vittima, almeno per la maggior parte ucraini russofoni, sembrano essere almeno una cinquantina di morti e 300 feriti. Fra chi è stato ucciso, c’erano anche 10 bambini, obiettivo – stando alla macabra scritta su un frammento dell’ordigno – del “regalo” di non si sa quale dei due fronti, i media dei quali si rimbalzano le accuse.
Se il missile è stato lanciato dai russi, come appare più probabile vista la scritta che lo caratterizza, le interpretazioni sono bipolari. Continua a leggere

Minima Cardiniana 373/3

Domenica 10 aprile 2022
Domenica degli Ulivi (o, secondo la latitudine, delle Palme)

EFFEMERIDI DELLA GUERRA
VINCENZO OLITA
UCRAINA TRA TIFO E RAGIONAMENTI
In presenza di una massiccia e impresentabile informazione è quanto mai inagevole rendere fruibili visioni e ragionamenti distanti da aprioristiche partigianerie e animosi tifosi. Proviamoci!
Cancellerie, informazione, opinionisti dall’opinione necessariamente corretta e funzionale, hanno avuto come priorità, discepoli della modaiola resilienza tanto cara al Forum Economico Mondiale di Davos, volgere una durissima sofferenza umana in una splendida opportunità per mostrare al Pianeta la vitalità della NATO, la bontà della politica estera USA, risveglio, funzionalità e capacità reattiva dell’Unione europea, il profondo gap tra leader occidentali, in particolare tra le capacità dello statunitense, e il macellaio di Mosca. Insomma, grande impegno nel dimostrare che il male ha un’unica cittadinanza, che errori strategici, povertà di visioni sul futuro geopolitico del pianeta, dilettantismo e superficialità diplomatica sono appannaggio di una sola parte. Continua a leggere