Minima Cardiniana 374/1

Domenica 17 aprile 2022, Santa Pasqua di Resurrezione

EDITORIALE
SEGNI INQUIETANTI
È una settimana santa triste. La notizia (da noi riportata per ultima su questo numero) delle proteste ucraine a proposito della Via Crucis romana di venerdì 15 aprile e della copresenza di una donna russa e una ucraina come portatrice della croce è per troppi versi incredibile, intollerabile e insopportabile. È una pietra pesantissima che si aggiunge al muro della terribile edificazione della “guerra totale” preconizzata dal giacobino Saint-Just: una guerra dalla quale siano banditi l’uno dopo l’altro i segni dell’umanità e della fratellanza. Che i cattolici ucraini pensino qualcosa del genere è semplicemente orribile.
Ma questa notizia non arriva sola a turbarci. Ve n’è un’altra di diversa qualità, che non riguarda l’etica religiosa ma che si presenta semmai come una specie di profezia sinistra, un segno di sventura. Continua a leggere

Minima Cardiniana 374/2

Domenica 17 aprile 2022, Santa Pasqua di Resurrezione

L’UCRAINA NON BASTA. GIÀ PRONTI NUOVI PROGETTI DI MINACCIA
LUIGI G. DE ANNA
HANNIBAL AD PORTAS… O… DELENDA CARTHAGO?
Guardare una guerra standosene lontani è già drammatico, ma averla con tutta probabilità alla porta di casa propria, spinge allo sconforto. Sconforto essenzialmente nei confronti della capacità dei politici di elaborare una strategia che salvaguardi gli interessi dell’Europa, e non del suo potente alleato: gli Stati Uniti.
Vivo da più di cinquanta anni in Finlandia. Quando vi arrivai, vigeva la ferrea regola della “finlandizzazione”; la Finlandia cioè restava un paese libero con un sistema parlamentare di tipo occidentale, ma non interferiva con gli interessi dell’Unione Sovietica e, da nazione neutrale, svolgeva la funzione di stato cuscinetto tra est e ovest. Era la linea cosiddetta Paasikivi-Kekkonen, poi sostanzialmente continuata da Mauno Koivisto. Con la caduta dell’Unione Sovietica, la Finlandia cominciò a guardare ad ovest, dimentica di quanto aveva detto il presidente Koivisto sul pericolo di questa inversione di politica estera, perché “chi si inchina da una parte, mostra il deretano dall’altra”. Continua a leggere

Minima Cardiniana 374/3

Domenica 17 aprile 2022, Santa Pasqua di Resurrezione

QUANDO FANATISMO E SERVILISMO INVADONO PERFINO I CENTRI D’ECCELLENZA DELLA CULTURA…
FRANCESCO MONINI
UNA VERGOGNA DI LIVELLO UNIVERSITARIO: UNA STUDENTESSA RUSSA SCRIVE ALL’ALMA MATER STUDIORUM
Una brutta storia. Bruttissima.
Chi sperava che almeno gli atenei italiani, i luoghi della cultura per eccellenza, fossero indenni dal furore atlantista di Draghi, dalla propaganda a reti unificate che santifica Zelens’kyj (da 3 anni presidente molto poco “democratico” e da un mese “martire della democrazia”), dalla fobia antirussa che sta montando nel Paese, che incolpa qualsiasi povero diavolo con passaporto russo di essere anche lui un dittatore sanguinario come Vladimir Putin. Chi pensava che la tragicomica censura di Dostoevskij al Politecnico fosse solo un piccolo equivoco o una grande gaffe, deve purtroppo ricredersi.
È una brutta storia. Che va raccontata dall’inizio. Continua a leggere

Minima Cardiniana 374/4

Domenica 17 aprile 2022, Santa Pasqua di Resurrezione

UN J’ACCUSE A PROPOSITO DI CHI PARLA DI PACE E SEMINA GUERRA
ROBERTO VIVALDELLI
UCRAINA, L’EX AMBASCIATORE FREEMAN: “GLI USA NON VOGLIONO LA PACE IN UCRAINA”
“Gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di porre fine alla guerra in Ucraina. L’emotività e l’indignazione oscurano la ragione e incoraggiano l’escalation militare”. E ancora: la guerra rappresenta “la fine del dominio euro-americano e la divisione del mondo in ecosistemi in competizione”. A dichiararlo in un’intervista esclusiva a InsideOver è un diplomatico statunitense di spicco come Chas W. Freeman, vicesegretario alla Difesa per gli affari di sicurezza internazionale dal 1993 al 1994 ed ex ambasciatore degli Stati Uniti in Arabia Saudita durante le operazioni Desert Shield e Desert Storm. Freeman è noto in ambito diplomatico per essere stato vice segretario di Stato per gli affari africani durante la storica mediazione statunitense per l’indipendenza della Namibia dal Sud Africa e del ritiro delle truppe cubane dall’Angola. Ha inoltre lavorato come Vice Capo Missione e Incaricato d’Affari nelle ambasciate americane sia a Bangkok (1984-1986) che a Pechino (1981-1984). Dal 1979 al 1981 è stato Direttore per gli Affari Cinesi presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ed è stato il principale interprete americano durante la storica visita del presidente Richard Nixon in Cina nel 1972. Abbiamo chiesto all’ambasciatore il suo punto di vista sull’invasione russa dell’Ucraina e sul ruolo degli Stati Uniti. Continua a leggere