Minima Cardiniana 378/4

Domenica 15 maggio 2022, San Torquato

QUANDO SI DICE BASSO PROFILO…
Marco Travaglio, si sa, è cattivo. Certo: ma proprio per questo non si dovrebbe servirgli la Fiera delle Banalità su un piatto d’argento. Era fino ad alcuni giorni fa molto diffusa in tutti i Bar dello Sport nonché presso il SCV (Sindacato Casalinghe di Voghera) e il TTMV (Think Tank Maestri di Vigevano) il parere che, fra il presidente federale statunitense e il capo del governo italiano uno dei due fosse un coglione e l’altro un genio (le parti, di grazia, distribuitele voi). Travaglio contribuisce a dimostrare che tale parere era esatto al 50%. Indovinate voi in che senso. Continua a leggere

Minima Cardiniana 378/5

Domenica 15 maggio 2022, San Torquato

AMICUS WALTARIUS, MAGIS AMICA VERITAS
Gli amici mi rimproverano certe mie debolezze sentimentali relative a un paio di personalità della nostra politica. In genere mi prendono in giro, e vabbè; qualcuno però s’indigna, e ciò è decisamente troppo. Insomma, sarò ben padrone di nutrire personali sentimenti di amicizia e di simpatìa per Giorgia Meloni, per Matteo Renzi, per Irene Pivetti, anche se lei è sparita dalle cronache politiche e forse è nei guai anche come manager. Amicizia e simpatia non significano approvazione: io gli amici non li giudico e non li metto in discussione, tantomeno li tradisco. E tra loro c’è anche Walter Veltroni. Magari Massimo Fini ha tutte le ragioni, ma Walter resta un amico. È una persona buona, e ciò è ampiamente giustificativo perché gli amici lo difendano. Comunque sono d’accordo anche con Massimo Fini: in particolare quando sottolinea di onorarsi di non appartenere alla schiera degli occidentali fieri di essere tali. Un sentimento che lo onora; e io mi onoro a mia volta di trovarmi d’accordo con tutti coloro che manifestano tali idee. Continua a leggere

Minima Cardiniana 378/6

Domenica 15 maggio 2022, San Torquato

LA GUERRA: ALCUNE BUONE RAGIONI PER ESSERE PESSIMISTI
MASSIMO CACCIARI SU KIEV E LA CRIMEA
Ucraina, Cacciari a La7: “Se Kiev vuole indietro la Crimea, c’è solo la guerra. Il rischio è un conflitto aperto tra Usa e Russia”.
“Come si fa ad aprire un tavolo di negoziati con l’Ucraina che vuole indietro la Crimea? Il ragionamento è semplicissimo: la guerra è l’extrema ratio della politica. Se due parti in conflitto si confrontano su obiettivi incompatibili, dal punto di vista politico c’è solo la guerra. Se l’Ucraina chiede indietro la Crimea, la guerra deve continuare ed è inesorabile che continui, finché una delle due parti sarà sconfitta militarmente sul campo”. Così, a “Otto e mezzo” (La7), il filosofo Massimo Cacciari commenta le dichiarazioni della vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, secondo cui “la Crimea è, è stata e sarà sempre ucraina”.
Cacciari spiega che come per gli ucraini legittimamente il rovesciamento del governo di Zelensky è intrattabile, così la Crimea è un obiettivo intoccabile per Putin: “Se le due parti, o chi per loro, intendono porre obiettivi di questo genere e non trattabili, in politica c’è solo la guerra. Vogliamo correre questo rischio? Vogliamo che gli ucraini continuino a essere massacrati? – continua – Vogliamo correre il rischio di un conflitto aperto tra Russia e America? Bene. Se gli obiettivi sono incompatibili e le due controparti ritengono che siano sacri e non trattabili, è chiaro che c’è la guerra. Se si chiede a Putin o alla Russia di domani di restituire la Crimea, che è stata gentilmente donata da Kruscev nel 1954, bene, ci sarà la guerra”. Continua a leggere

Minima Cardiniana 378/7

Domenica 15 maggio 2022, San Torquato

UNA LETTERA AL PAPA
FERMARE LA GUERRA
APPELLO A PAPA FRANCESCO PER UNA CONFERENZA DI PACE
Santo Padre,
ci rivolgiamo a lei come cittadini europei in grande ansia per il protrarsi di una guerra fratricida – sciaguratamente e volutamente provocata due mesi fa dalla Russia con l’invasione in Ucraina – che sembra non avere alcuna possibilità di arrestarsi. Se il nostro primo pensiero va alla popolazione ucraina vittima di un’aggressione insensata, non possiamo non esprimere sconcerto e angoscia perché nelle stanze della politica la preoccupazione sembra sia solo quella di “vincere” distruggendo l’avversario. Come lei ha più volte ribadito, questa è una folle utopia. Oggi le guerre non le vince nessuno e le perdiamo tutti. Ci rivolgiamo a lei perché, come una voce fuori dal coro, continua a sostenere le ragioni della mediazione e della negoziazione. La pace la si costruisce accettando quello che può essere l’unico compromesso realista: il resto è ferocia e miopia. Continua a leggere