Minima Cardiniana 398/1

Domenica 30 ottobre 2022, Sant’Angelo d’Acri

EDITORIALE
Giorgia Meloni si è servita magistralmente dell’appoggio politico e diplomatico statunitense per tenere a bada le insidie di chi contava sul solito ricorso all’antifascismo per ricattarla e condizionarla; ha stupito molti con la grinta e lo stile che chi la conosceva un po’ meglio sapeva esserle propri ma che chi si fidava delle caricature mediatiche delle quali era oggetto non sospettava nemmeno; è stata ineccepibile e inappuntabile. Ma insomma – si sono chiesti molti, un po’ sconcertati –, da dove esce questa? Non era una neofascista o magari una postfascista? Continua a leggere

Minima Cardiniana 398/2

Domenica 30 ottobre 2022, Sant’Angelo d’Acri

C’È QUALCOSA DI NUOVO, OPPURE A VOLTE RITORNANO?
LA DESTRA NELLO SPECCHIO DELL’IDENTITÀ
Intervista di Guido Caldiron al politologo Marco Tarchi, docente di Scienze politiche all’Università di Firenze. La lettura del “fenomeno Meloni” nelle analisi di uno dei protagonisti della Nouvelle Droite europea. “Da parte di questa maggioranza, rispetto al passato, la sfida si gioca sullo spartiacque conservatorismo/progressismo. E, prima di tutto, sul terreno culturale”.
Prima di segnalarsi come uno dei politologi italiani più attenti alle forme odierne del populismo e ai nuovi linguaggi assunti dalle culture di destra, Marco Tarchi è stato a lungo un protagonista della scena politico-culturale animata da coloro che in un suo celebre libro ha definito come “esuli in patria”: quanti nell’Italia repubblicana continuavano a trarre a vario titolo ispirazione dell’esperienza fascista.
Già tra i principali dirigenti nazionali del Fronte della Gioventù, esponente di primo piano per tutti gli anni Settanta dell’area “eretica” e innovativa della destra giovanile, Tarchi fu espulso nel 1981 dal Msi, proseguendo a lungo il suo impegno sul piano intellettuale nell’ambito della cosiddetta Nouvelle Droite europea.
Ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze, Tarchi è autore di oltre una ventina di libri, tra cui Cinquant’anni di nostalgia (1995), Esuli in patria (1995), Dal Msi ad An (1997), Fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli (2003), Contro l’americanismo (2004), Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo (2015) e ha curato il volume La rivoluzione impossibile. Dai Campi Hobbit alla Nuova Destra (2010) e introdotto Destra/Sinistra. Storia di una dicotomia di Marcel Gauchet (2020). Continua a leggere

Minima Cardiniana 398/3

Domenica 30 ottobre 2022, Sant’Angelo d’Acri

È PASSATO UN SECOLO
QUELLA MARCIA DI CENTO ANNI FA CHE CI INTERROGA ANCORA OGGI
di Luigi Copertino
In questi giorni è caduto il centenario della Marcia su Roma dell’Ottobre 1922. Un evento che ha è stato senza dubbio una svolta nella storia italiana ed europea benché, per certi versi, ha rappresentato una sorta di “grande equivoco” storico. Quello di un movimento di sinistra, certo di sinistra nazionale ma comunque di sinistra, che conquista il potere attraverso un compromesso tattico ma comunque non irrilevante con le istituzioni, le forze conservatrici e i poteri economici dell’establishment dell’epoca.
Le “celebrazioni” dell’evento hanno dimostrato si sono soffermate piuttosto sugli aspetti folkloristici, con intento denigratorio, o su quelli oscuri della conseguente dittatura, senza comunque spiegarne caratteri ed effettivi contorni al di là delle moralistiche condanne.
Pochi hanno ricordato che, nonostante ogni contraddizione ed ambiguità, la marcia su Roma è stato un evento che ha aperto una fase storica di più celere modernizzazione dell’Italia. Una modernizzazione che sarebbe sopravvissuta al regime fascista anche perché, data la loro formazione fascista, molti padri costituenti avrebbero scolpito i postulati ed i principi della politica modernizzatrice del ventennio fascista nella stessa costituzione repubblicana del 1948, con chiara intenzione e volontà di tradurre in chiave democratica quei postulati e quei principi che il regime aveva inverato in una forma certamente autoritaria ma fortemente debitrice di una concezione giacobina della democrazia ossia del governo delle masse. Continua a leggere