Minima Cardiniana 465/4

Minima Cardiniana 465/4

Domenica 28 aprile 2024, V Domenica di Pasqua
San Pietro di Chanel, San Vitale, San Lucchese da Poggibonsi

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE
CONTRO L’UNIPOLARISMO
di Bruno Bosi
La democrazia, come la globalizzazione e la tecnologia, hanno avuto nella seconda metà del secolo scorso uno sviluppo apparentemente dilagante. Sembravano in grado rispondere alle naturali aspirazioni a un futuro migliore, di un’umanità che doveva condividere l’esistenza sullo stesso pianeta, limitato. Era il periodo successivo alle guerre mondiali, dove il percorso da seguire era individuato in relazioni basate sulla libertà, la pace, la cooperazione e il benessere materiale. Con l’inizio del nuovo secolo dobbiamo constatare che sia la globalizzazione, sia la democrazia coadiuvate dalla tecnologia stanno avanzando in una direzione di declino. Continua a leggere “Minima Cardiniana 465/4”

Minima Cardiniana 464/1

Minima Cardiniana 464/1

Domenica 21 aprile 2024, Domenica IV dopo Pasqua
Sant’Anselmo d’Aosta; San Silvio; Dies Natalis Almae Romae

EDITORIALE
CONTRO I PREGIUDIZI, LA DISINFORMAZIONE, LA CALUNNIA. GLI EBREI IN IRAN
di Alessandro Bedini
“Alle giovani generazioni bisogna insegnare ad ampliare gli orizzonti. Il mondo non finisce a New York”. Parole sagge mai così appropriate di fronte ai drammatici scenari che abbiamo di fronte ai giorni nostri. Sono l’auspicio di uno dei più autorevoli orientalisti e conoscitori del mondo islamico: il mai abbastanza compianto Massimo Campanini, islamista docente di Storia del Medio Oriente e di Civiltà islamica in varie Università, tra cui l’Orientale di Napoli, e la San Raffaele di Milano, autore di innumerevoli pubblicazioni, tra cui una monumentale Storia del Medio Oriente contemporaneo. Continua a leggere “Minima Cardiniana 464/1”

Minima Cardiniana 464/2

Minima Cardiniana 464/2

Domenica 21 aprile 2024, Domenica IV dopo Pasqua
Sant’Anselmo d’Aosta; San Silvio; Dies Natalis Almae Romae

POLEMIZZARE RISPETTANDOSI
IL CASO CANFORA-MELONI
di Franco Cardini
Corruptio optimi pessima. Non è un mistero per nessuno, credo, che io sono amico e nutro stima, rispetto e ammirazione – in modo, misura e qualità diversi, naturalmente – sia per Luciano Canfora, sia per Giorgia Meloni. Col primo collaboro da anni e (nonostante io abbia tre anni più di lui) lo considero un grande Maestro. Rispetto alla seconda sento attualmente un’enorme distanza in termini politici: ma so che esiste anche una forte affinità in termini etici e spirituali e non mi meraviglierei se, prima o poi, ci riservasse delle sorprese. Apprezzo il suo cattolicesimo franco e fermo, i suoi modi sempre diretti, il coraggio e la misura che ha dimostrato in certi difficili frangenti della sua vita privata. Sono ammirato dal suo modo di comportarsi come madre. Mi è molto dispiaciuta la situazione che si è creata fra il professor Canfora e la presidente Meloni: sono convinto ch’essa riposi su una serie di passi falsi e di malintesi e sono convinto che, se la querela promossa dalla seconda nei confronti del primo andrà avanti, non sarà un bene per nessuno dei due. Canfora è molto impegnato nel suo lavoro di studioso, e chi studia ha bisogno di serenità e ha diritto a una considerazione speciale anche se e quando fa scelte che possono lasciare perplessi; quanto a Meloni, temo che a molti che la stimano dispiacerà che un presidente del consiglio s’impegni in una contesa giudiziaria con un privato cittadino dando l’impressione di abusare del suo potere; e che costringa a frequentare un’aula di tribunale un anziano signore universalmente rispettato per la sua figura di studioso eminente (un Number One nel mondo della filologia classica) e che per giunta è di età avanzata e fisicamente sofferente. Certo, un personaggio come Canfora non può suscitare compassione, è troppo al di sopra di ciò: ma rispetto e considerazione profonda, questo perdinci sì. E poi, come si comporterà il suo collegio di difesa? Quali argomenti e quali immagini userà? A quali considerazioni strumentali darà avvio? In quanti e quali modi ciò potrà obiettivamente inquinare una situazione già difficile? Non sarebbe utile e consigliabile recedere dal campo della polemica e scegliere un’altra strada per dare un senso al problema insorto?
Quanto a me, un’idea ce l’avevo. L’ho espressa in un articolo pubblicato sull’edizione barese di “Repubblica” il 15 scorso. Ripropongo qui la sostanza quasi letterale di quell’articolo, leggermente aggiornata perché quando esso è stata pubblicato non si sapeva ancora che il corso della querela fosse entrato in dirittura d’arrivo. Ma ci si può sempre ripensare. Non ho fatto in tempo a far conoscere al presidente Meloni la sostanza della mia proposta. L’ho fatto in ritardo. Ma se c’è la volontà di cambiar direzione non è mai troppo tardi.
Ed ecco il testo del mio articolo, da leggere tenendo presente che è stato pubblicato involontariamente “fuori tempo massimo”. Ma il nucleo della proposta rimane. Si può sempre cambiare strada e proseguire il confronto con altri, differenti mezzi.
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