Minima Cardiniana 346/1

Domenica 3 ottobre 2021, San Gerardo

EDITORIALE
FRANCO CARDINI
GERMANIA, PROVE D’INGEGNERIA POLITICA: LA MAGGIORANZA FATTA DI FORZE DI MINORANZA
In attesa che da Berlino arrivi infine una notizia chiara, credo non inutile ribadire con pochissimi “ritocchi” quanto scrivevo pochissimi giorni fa all’indomani di una competizione elettorale di segno ambiguo.
Il risultato incerto era nell’aria, annunciato da sondaggi che si sono rivelati più esatti del solito. Le elezioni tedesche della scorsa settimana hanno regalato diverse novità. La prima: nella Germania riunificata non è mai successo che a diventare cancelliere fosse il candidato di un partito che ha raccolto meno del 30% dei voti, ed anzi, per la prima volta dopo l’ultimo dopoguerra nessun partito raggiunge quella soglia. Segno di incertezza, certamente; anche un segno che il ritiro dalla politica di Angela Merkel ha lasciato il segno. Continua a leggere

Minima Cardiniana 346/2

Domenica 3 ottobre 2021, San Gerardo

MUCH ADO ABOUT NOTHING, O QUASI
Parliamoci chiaro. Le prove elettorali odierne non sarebbero di per sé troppo significative, se non avessero registrato un preoccupante livello di sintomi concomitanti che, messi insieme, danno poco a sperare sul futuro politico del paese. Sono “scoppiati” due “scandali” paralleli: uno che ha riguardato la Lega, con la questione dello spin doctor Morisi accusato di spaccio di droga e con il duello (che già da tempo molti si aspettavano) tra Salvini e Giorgetti; un altro a proposito di un “rigurgito neofascista” che avrebbe colpito le alte sfere dei Fratelli d’Italia mettendo in difficoltà Giorgia Meloni in un momento nel quale più insistenti, anche se più critiche, si facevano le voci di un suo eventuale futuro ruolo di punta nella politica italiana. A ben guardare, dal momento che in politica gli avversari effettivi più duri non sono gli avversari veri e propri, bensì gli alleati-concorrenti, nasce il sospetto – a pensar male, sentenziava il Divo Giulio Andreotti, si fa peccato ma spesso si coglie nel segno – che i due episodi rappresentino una “botta-e-risposta” (se non proprio una guerra per bande) fra leghisti e fratelliditalisti (si dice così?). Continua a leggere

Minima Cardiniana 346/3

Domenica 3 ottobre 2021, San Gerardo

ANCORA SUL PROFESSOR BENOZZO
Ormai, noialtri di Minima Cardiniana consideriamo Francesco Benozzo “uno di noi”. Non è che tutti noi condividiamo tutte le sue tesi: ma ci pare che esse siano degne di esser conosciute ed egli ha sempre ricevuto tutto il nostro sia pur modesto appoggio per diffonderle.
Ora però ci troviamo di fronte alla rotta di collisione fra il suo atteggiamento e le disposizioni governative. Era ovvio, direte: in effetti lo era. Ma un conto è parlare delle cose, discuterne, prevederle, magari addirittura augurarsi che avvengano (o che non avvengono); e un conto è assistere al loro verificarsi con tutta la relativa gravità. Speravamo, forse con leggerezza, che alla fine quel ch’è accaduto non sarebbe successo. È accaduto.
Ora, giudicate voi? Benozzo ha “tirato dritto” convinto che il rettorato avrebbe ceduto davanti al suo “ricatto”? O persuaso al contrario che anch’esso avrebbe tirato dritto, e che
oportet ut scandala eveniant? Chi dei due avrebbe dovuto mollare all’ultimo momento, cedere dinanzi a un “motivo superiore”? E quale sarebbe poi stato, questo “motivo superiore”? Come sapete, le guerre non si verificano mai quando una parte ha ragione e l’altra torto, ma quando entrambe hanno le loro buone ragioni. E allora bisogna pure schierarsi. O dichiararsi neutrali. Ma sarebbe lecita, quest’ultima posizione? E per quanto tempo, se non si riuscisse a trovare una soluzione mentre i poteri governativi ancora latitano, conducendo una politica di obbligatorietà del vaccino senza però sanzionarla ufficialmente e renderla legale?
Non abbiamo per ora la soluzione in tasca. Però un comunicato a proposito del “Caso Benozzo” lo dovevamo a lui e a tutti voi.
Ecco qua. Con Marco Antonio nel
Julius Caesar di Shakespeare, noi dichiariamo che “ora, o malanno, tu sei consumato”. Queste poche pagine non chiudono l’incidente: al contrario, lo aprono. Continua a leggere