Minima Cardiniana 317/0

Domenica 7 marzo 2021, III Domenica di Quaresima

INDICE
1. MEMENTO
2. EDITORIALE
3. IRAQ. UN DOSSIER
4. NELLA POLITICA DEI VACCINI, QUALCOSA CAMBIA
5. USA E NATO: UN GIOCO PERICOLOSO (SULLA NOSTRA PELLE)
6. LIBRI LIBRI LIBRI

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Minima Cardiniana 317/1

Domenica 7 marzo 2021, III Domenica di Quaresima

MEMENTO
Ecco una pagina di saggezza perenne, fedelmente parafrasata dall’antico grazie alla genialità di una scrittrice dei tempi nostri:
“Non credo che alcun sistema filosofico riuscirà mai a sopprimere la schiavitù: tutt’al più, ne muterà il nome. Si possono immaginare forme di schiavitù peggiori delle nostre, perché più insidiose: sia che si riesca a trasformare gli uomini in macchine stupide e appagate, che si credono libere mentre sono asservite, sia che si imprima in loro una passione forsennata per il lavoro, dimorante quanto quella della guerra presso le razze barbare, tale da escludere gli svaghi, i piaceri umani. A questa schiavitù dello spirito o dell’immaginazione umana, preferisco ancora la nostra schiavitù di fatto”.
(Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, trad. it., n. ed., Torino, Einaudi, 2014, pp. 108-9)

Minima Cardiniana 317/2

Domenica 7 marzo 2021, III Domenica di Quaresima

EDITORIALE
FINALMENTE L’AFRICA
Battiamo il fero finché è caldo. L’assassinio del nostro ambasciatore ci permette di forare il muro dell’omertà: o almeno c’invita a farlo. Ma non ci possiamo, non ci dobbiamo accontentare delle cose più ovvie. Altrimenti tutto finisce nella solita requisitoria convenzionale contro il terrorismo. Che cos’è che non va nel continente più ricco della terra, che ospita i più poveri del globo? Convinciamocene: quello che non va è proprio ciò.
L’Africa è stata per troppo tempo un “continente negato”. Mèta di avventure coloniali e di romantici viaggi, terra tanto affascinante da generare in chi la conosceva una vera e propria malattia tra lo psicologico e il sentimentale – il “mal d’Africa” –, oggetto dell’amore di personaggi che vanno da Karen Blixen a Leo Frobenius, teatro delle gesta cinematografiche di Clark Gable, di Ava Gardner, di Humphrey Bogart e di Katherine Hepburn, è rimasto nella sostanza un continente avvolto in una spessa cortina di pregiudizi e di stereotipi. Dall’Africa sono provenute, negli ultimi due secoli, gran parte delle materie prime che hanno consentito all’Occidente il suo straordinario decollo socioeconomico e il conseguimento di un distacco incolmabile rispetto al resto del mondo in termini di qualità della vita: eppure, poco abbiamo studiato a scuola e meno ancora capito di quello che in quell’immenso territorio andava accadendo. Continua a leggere

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Minima Cardiniana 317/3

Domenica 7 marzo 2021, III Domenica di Quaresima

IRAQ. UN DOSSIER
DAVID NIERI
UN VIAGGIO CH’È ANCHE UN PELLEGRINAGGIO E UNA SFIDA. IL CORAGGIO DI UN PRETE ARGENTINO INSIDIATO DAI POTERI FORTI INTERNAZIONALI E CALUNNIATO DA ALCUNI “CATTOLICI”
Al momento in cui pubblichiamo i Minima Cardiniana di questa settimana, il viaggio apostolico di papa Francesco in Iraq non si è ancora concluso. Personalmente, ciò che mi ha maggiormente sorpreso è stata la tiepida attenzione riservata allo storico evento da parte dei media mainstream. Non solo. Una buona parte del mondo cattolico, soprattutto la fazione “ostile” all’attuale Pontefice, ovvero colui che avrebbe lasciato sguarnito il Soglio di Pietro, ha completamente ignorato la visita di Bergoglio – la prima, da parte di un papa – nel paese del Golfo. D’altronde, è pur vero che esiste un filo neanche troppo sottile che unisce l’atteggiamento di molte testate mediatiche e quello di buona parte dei cattolici, non solo di casa nostra: filoatlantismo, ostilità nei confronti dell’Islam e fede incrollabile nel supremo primato dell’Occidente (sinonimo, errato, di Cristianità). Un papa che incontra il Grande Ayatollah Ali al-Sistani, leader spirituale sciita, un papa che dialoga con le altre religioni abramitiche, un papa che celebra la Messa in rito caldeo – prima volta per un Pontefice – nella cattedrale caldea di San Giuseppe a Baghdad è forse troppo per richiamare l’attenzione che merita. Una provocazione. Continua a leggere