PREGHIERA UMILISSIMA E URGENTE A PROPOSITO DI PAPA BERSAGLIO E DEI SUOI MOLTI CRITICI 

Carissimi Amici,

    ve lo dico (per ora) con tutta la buona grazia possibile: volete per favore smetterla di criticare il papa per tutte le anche minime cose che fa e di tenermene puntualmente, diffusamente informato? Volete accettare il principio che forse lui ne sa un po’ più di noi? Volete accordargli quel minimo di libertà di scelta che, oltretutto altresì con un minimo di rispetto e di cortesia, chiunque di noi accorda a chiunque altro? Volete piantarla di pensare che basti una laurea, l’aver letto qualche decina di (magari) buoni libri, l’aver seguito qualche corso di Teologia per Laici, per ritenere che ciò sia sufficiente a suggerire al papa che cosa dovrebbe fare o non fare? Volete cessar di pensare in interioribus hominibus quali siete/siamo  che in fondo noialtri happy fews che abbiamo letto un po’ di san Tommaso, un po’ di Donoso Cortés e magari un po’ di Evola che non guasta mai siamo migliori degli altri? Scusate lo sfogo, ma io ricevo qualche centinaio di messaggi al giorno e mi alzo regolarmente a notte alta (ormai è quasi aurora) per sbrigare la corrispondenza: e gli avvisi, le informazioni, le reprimende degli Eletti da Dio m’ingombrano le linee. Vi sono grato: spesso dite cose importanti e interessanti e so bene che siete anche preoccupati per la salvezza della mia anima cattoasburgofasciocomunista, la vedete in pericolo e cercate di aiutarmi. Ma Vi prego, abbiate pietà di un povero peccatore sovraoberato di lavoro e di corrispondenza.

Con amicizia,

Franco Cardini
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Il 30 gennaio 2016 è venuto a mancare Girolamo Arnaldi. Era uno dei grandi medievisti della generazione più anziana, quella stessa del compianto Ovidio Capitani. Una generazione straordinaria, la progressiva scomparsa della quale in questi anni segna un’epoca irreversibile. Ci aspettavamo tutti, da alcuni mesi, questo evento: ma in questi casi ci si sente sempre e comunque impreparati. Ora, ci sarà certo modo di riflettere su quel che ci ha donato e sul vuoto che lascia. In questo momento, preferisco limitarmi all’invito a dedicargli un pensiero o una preghiera: non me la sento di mettere insieme qualche banalità erudita: Gilmo merita molto di più.

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