Minima Cardiniana 339/2

Domenica 8 agosto 2021, San Domenico

QUANDO AD ANDARSENE È UN FRATELLO…
ANTONIO PENNACCHI. IN MEMORIAM
Se n’è andato così, il 3 agosto, nella sua Latina: sembra che stesse al telefono quando l’infarto lo ha fulminato. Una “buona morte”, avrebbero detto i miei vecchi: a patto che ti sia concesso un istante per pensare a Dio e chieder perdono dei tuoi peccati. Ricordate Bonconte da Montefeltro, nel V del Purgatorio?
Per me, un fratello: e forse qualcosa di più. Aveva settantun anni, il grande Antonio Pennacchi. Un’età che ormai si definisce “precoce” per andarsene. Ai suoi e ai miei tempi (ho dieci anni più di lui) non era così: quando ero ragazzo, e anche quando lo era lui, si diceva “un vecchio di settant’anni”: cosa che a dirla oggi – la bulimia che ci distingue è diventata anche bulimia del vivere a lungo e restando per giunta giovani (e non c’è senso non dico del limite, ma nemmeno del ridicolo che tenga) – suona quasi come un’offesa.
Comunque, mi sento a disagio a doverne parlare: ho sempre pensato che Antonio, prima o poi (spero più “poi” possibile) mi avrebbe dedicato almeno un “coccodrillo”. E mi auguravo che non sarebbero state le solite quattro parole di circostanza. Che ci sarebbero stati dell’affetto e del rimpianto. Questo avrei desiderato: non certo lodi o riconoscimenti accademici. Continua a leggere