Minima Cardiniana 357/2

Domenica 19 dicembre 2021, IV Domenica d’Avvento
Magnificat Anima Mea Dominum

EFFEMERIDI DEL DISORDINE MONDIALE
A PESTE, FAME ET BELLO, LIBERA NOS DOMINE!
L’antica giaculatoria apotropaica dovrebbe forse tornar a risonare per le strade della nostra Europa, ora che le chiese sono semivuote ma noi siamo minacciati appunto dagli spettri dei cavalieri dell’Apocalisse nell’attualissimissima veste del Covid, della sottoalimentazione e dalla carenza di vari tipi di supporto essenziale (compresi i medicinali) che riguarda ormai direttamente 235 milioni di persone – il 40% in più, in cifra tonda, rispetto al 2020 –, infine dei “conflitti dimenticati” ascesi ormai a ben 21 più o meno estesi e profondi focolai di guerra ad alta intensità (6 di più rispetto all’anno passato). Continua a leggere

Minima Cardiniana 342/5

Domenica 5 settembre 2021, San Giordano

ANCORA SUL COVID E SUI VACCINI…
UNA LETTERA DI ANDREA FASSÒ
Caro Franco,
anzitutto ti chiedo scusa per essere stato poco chiaro. Non identifico la tua posizione con quella di Francesco Benozzo e Luca Marini; dissento soltanto dalla tua opinione che si debba “accettare il rischio perdurante del contagio” lasciando ciascuno libero di scegliere se vaccinarsi o no; dissento anche sul giudicare il Green Pass un provvedimento liberticida (dove l’hai scritto? non lo ritrovo più), mentre a me pare un provvedimento liberatore.
Se non sono stato abbastanza chiaro lo ripeto: vaccinarsi è un dovere (morale, sociale, civico: quello che vuoi tu) verso gli altri prima ancora che verso noi stessi. Io ho il diritto di rovinarmi la salute fumando all’aperto; non ho il diritto di fumare in un luogo chiuso danneggiando la salute altrui. E sarebbe sbagliato “accettare il rischio perdurante” dell’intossicazione da fumo passivo permettendo di fumare in un cinema, in un bar, in un ristorante ecc. Infatti è proibito fin dal 1975 e i mugugni dei fumatori si sono spenti ben presto. Continua a leggere

Minima Cardiniana 340/4

Domenica 22 agosto 2021, San Fabrizio

ANCORA SUL “COVID” (E SUL SUO CONTESTO SOCIOCULTURALE)
L’epidemia ha messo a nudo uno dei tanti aspetti del nostro ormai demenziale modo di vivere e di pensare. Quello che almeno nell’ultimo mezzo secolo è stato per “noialtri occidentali” il tempo del “balzo in avanti” del “progresso” e della “qualità della vita” ci ha fatto cedere di nuovo, mutatis mutandis ma in pieno, in quella che a suo tempo è stata la trappola tesa dall’Antico Serpente ai nostri Progenitori secondo il Genesi: nell’ Eritis sicut Dei. Anni fa Berlusconi vi aveva preavvertito che, quanto a lui, avrebbe vissuto fino a 140 anni: glielo augurammo e continuiamo a farlo. Nel frattempo, però, lo abbiamo seguito e poi addirittura sorpassato. Abbiamo cominciato a pensare – magari senza dichiararlo – che progresso sociale, scoperte scientifiche e qualità della vita ci avrebbero addirittura consentito – antica utopia – di sconfiggere la morte e di divenire immortali. E dal momento che essa era divenuta l’unica nostra vera paura in un universo mentale individuale e collettivo svuotato di tutto il resto, ci siamo dati a negarla, a camuffarla, a illuderci di poterla davvero ingannare.
Il Covid è stato un duro risveglio che ci ha posti dinanzi a una realtà prima d’ora sconosciuta o evitata: la morte, scacciata dalla porta dei nostri orizzonti culturali (non credo sia più il caso di definirli “spirituali”), è rientrata in noi tutti dalla finestra dell’inconscio ed è divenuta una padrona assoluta; eliminata dai rituali sociali e confinata nel limbo delle “cose” delle quali non si deve pronunziare la “parola” che le designa, si è impadronita della nostra fantasia e del nostro inconscio popolandoli di incubi di terrore, di violenza, di Fine di Tutto. Questa “morte inselvaggita”, fuggita dal recinto che la Modernità le aveva costruito attorno, oggi infuria spietatamente. È necessario “addomesticarla” di nuovo, come fanno da sempre tutte le culture tradizionali e come facevamo anche noi, prima della “Grande Apostasia” consumata fra Cinque e Settecento e divenuta irreversibile nel XX secolo dopo la breve, ambigua reazione romantica.
Continua a leggere

Minima Cardiniana 340/6

Domenica 22 agosto 2021, San Fabrizio

UN APPELLO PER LA LIBERTÀ
Pubblichiamo l’appello inviato da Francesco Benozzo e Luca Marini alle più alte cariche dello Stato lo scorso 14 agosto, ribadendo la necessità, per chi ne condivide i principi, di inviarlo individualmente agli indirizzi di posta elettronica delle più alte cariche dello Stato, indicando nell’oggetto dell’email “ADERISCO” o “CONDIVIDO”. Così stanno facendo tanti studenti, docenti e amministrativi di Atenei e Scuole d’Italia. Questo, crediamo, per provare ad avviare una riflessione critica in vista del dibattito parlamentare che precederà la conversione del Decreto sul Green Pass. E nella consapevolezza che l’obbligo del Green Pass costituisce solo una tappa di un percorso che porterà, molto probabilmente entro la fine dell’anno, all’obbligo vaccinale e, con esso, alla definitiva limitazione di diritti e libertà fino ad oggi ritenuti inalienabili e insopprimibili. Continua a leggere